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7 cm 226 cm

9 cm 225 cm

0 cm 77 cm

33 cm 52 cm
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Nel nostro catalogo puoi trovare Oggetti e Opere d'Arte dal XVI° secolo fino ai giorni nostri.

Arte antica, icone, arte contemporanea, pittura antica, arte dell'800 e del '900.
 


 

 

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Xavier Bueno
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Xavier Bueno

Ragazze

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Xavier Bueno

Ragazze

Olio su cartone telato. Firmato in basso a sinistra. Dopo l'infanzia trascorsa tra la Spagna, suo paese natale, Ginevra e Parigi, nel 1940 Xavier Bueno si trasferì in Italia, a Fiesole, ove aderì con il fratello Antonio, Pietro Annigoni e Gregorio Sciltian. al gruppo dei "Pittori Moderni della Realtà", il cui manifesto proponeva un'osservazione “oggettiva” del vero, della natura e la sua riproduzione il più possibile fedele. L'esperienza della guerra civile spagnola prima e di quella italiana poi, indirizzò sempre più l'artista verso un realismo legato a motivi di forte contenuto sociale. Il 1953 rappresentò una svolta importante per la carriera di Xavier: fu l'anno dell'esplicita adesione alle poetiche del realismo socialista, adesione che giunse dopo un itinerario personale che lo vide praticare pittura “impegnata” fin dall'anteguerra, con netto anticipo sull'arte di sinistra italiana. Altra tappa fondamentale nella carriera di Xavier fu il viaggio in Brasile del 1954: l'artista tornò da questa esperienza pieno di entusiasmo e con una serie di chine i cui principali protagonisti sono bambini, ragazzi, braccianti. Da questo momento la tematica dell'infanzia divenne sempre più ricorrente, un po' per volta i personaggi vennero raffigurati immobili, in una sorta di nebbia irreale, priva persino di profondità, di rigore prospettico, nella quale essi emergono come evocati. A tale produzione appartiene l'opera qui presentata. Tra il 1959 e il 1964 Xavier creò il ciclo dei "Bambini", immagini sofferenti e malinconiche opere simboliche di un'umanità avvilita ed oppressa, che l'artista presentò alla rassegna "España libre". Anche la sua tecnica subì un'evoluzione, che lo portò a ricercare un ispessimento della materia, addensata dall'aggiunta della sabbia alla vernice; il ricorso al collage, già da lui sperimentato nelle nature morte, divenne cospicuo anche in ambito figurativo-ritrattistico. La materia dei suo quadri divenne tale da arrivare a definirli “affresco su tela”. Opera presentata in cornice.

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Xavier Bueno

Ragazzo,1966

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Xavier Bueno

Ragazzo,1966

Olio su cartone telato. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma, data e titolo. Dopo l'infanzia trascorsa tra la Spagna, suo paese natale, Ginevra e Parigi, nel 1940 Xavier Bueno si trasferì in Italia, a Fiesole, ove aderì con il fratello Antonio, Pietro Annigoni e Gregorio Sciltian. al gruppo dei "Pittori Moderni della Realtà", il cui manifesto proponeva un'osservazione “oggettiva” del vero, della natura e la sua riproduzione il più possibile fedele. L'esperienza della guerra civile spagnola prima e di quella italiana poi, indirizzò sempre più l'artista verso un realismo legato a motivi di forte contenuto sociale. Il 1953 rappresentò una svolta importante per la carriera di Xavier: fu l'anno dell'esplicita adesione alle poetiche del realismo socialista, adesione che giunse dopo un itinerario personale che lo vide praticare pittura “impegnata” fin dall'anteguerra, con netto anticipo sull'arte di sinistra italiana. Altra tappa fondamentale nella carriera di Xavier fu il viaggio in Brasile del 1954: l'artista tornò da questa esperienza pieno di entusiasmo e con una serie di chine i cui principali protagonisti sono bambini, ragazzi, braccianti. Da questo momento la tematica dell'infanzia divenne sempre più ricorrente, un po' per volta i personaggi vennero raffigurati immobili, in una sorta di nebbia irreale, priva persino di profondità, di rigore prospettico, nella quale essi emergono come evocati. A tale produzione appartiene l'opera qui presentata. Tra il 1959 e il 1964 Xavier creò il ciclo dei "Bambini", immagini sofferenti e malinconiche opere simboliche di un'umanità avvilita ed oppressa, che l'artista presentò alla rassegna "España libre". Anche la sua tecnica subì un'evoluzione, che lo portò a ricercare un ispessimento della materia, addensata dall'aggiunta della sabbia alla vernice; il ricorso al collage, già da lui sperimentato nelle nature morte, divenne cospicuo anche in ambito figurativo-ritrattistico. La materia dei suo quadri divenne tale da arrivare a definirli “affresco su tela”. Opera presentata in cornice.

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Eliano Fantuzzi
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ARARNO0094836

Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

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Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e l'etichetta di Galleria d'arte di Parabiago con i dati dell'opera; ulteriore timbro di altra galleria. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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Eliano Fantuzzi
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Eliano Fantuzzi

Figure

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Eliano Fantuzzi

Figure

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e l'etichetta di Galleria d'arte di Parabiago con i dati dell'opera; ulteriore timbro di altra galleria. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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Eliano Fantuzzi
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Eliano Fantuzzi

Figura con Bouquet

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Eliano Fantuzzi

Figura con Bouquet

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma e l'etichetta di Galleria d'arte di Parabiago con i dati dell'opera; ulteriore timbro di altra galleria. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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Eliano Fantuzzi
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Eliano Fantuzzi

Figura Seduta

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Eliano Fantuzzi

Figura Seduta

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e l'etichetta di Galleria d'arte di Parabiago con i dati dell'opera. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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