Arte

Pittura antica

In evidenza

prezzo

90 € 9800 € Applica

dimensioni opera


25 cm 253 cm

28 cm 393 cm

1 cm 550 cm
Applica

Arte

Pittura antica

In questa sezione si possono trovare tutte le opere di pittura antica disponibili nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende paesaggi, nature morte, ritratti, volti, soggetti sacri, scorci e vedute con cui poter arricchire ogni ambiente della tua casa.

Hai opere d'arte simili da vendere? Contattaci!  Acquistiamo T  Acquistiamo Mail  Acquistiamo W

 

ordina per

Mosè fa Scaturire l'Acqua dalla Roccia
novità
ARARPI0132736

Mosè fa Scaturire l'Acqua dalla Roccia

ARARPI0132736

Mosè fa Scaturire l'Acqua dalla Roccia

Olio su tela. Scuola italiana del XVII-XVIII secolo. La grande scena raffigura un episodio biblico tratta dal libro dell'Esodo: mentre Mosè sta conducendo il popolo d'Israele, liberato dalla schiavitù dall'Egitto, nel deserto verso la Terra Promessa, la sua gente si lamenta per la sete; egli allora si rivolge a Dio chiedendogli consiglio, e riceve l'ordine di andare su una montagna e di colpire con la sua verga una roccia, da cui sgorga miracolosamente tutta l'acqua necessaria. Nella scena il miracolo è già avvenuto: Mosè sta alla sinistra, con la verga in mano, e seguito dal fido fratello Aronne, mentre tutto il campo è occupato da diverse donne che accorrono con le brocche per attingere dell'acqua miracolosa che scorre ai loro piedi. Il dipinto, in prima tela, è presentato in cornice adattata di fine '800.

Contattaci

Contattaci
Ritratto di Donna con Collana di Perle
novità
ARARPI0132217

Ritratto di Donna con Collana di Perle

ARARPI0132217

Ritratto di Donna con Collana di Perle

Olio su tela. Scuola nord-Europea. Il gradevole ritratto di una giovane donna in elegante abito da sera impreziosito dal giro di perle al collo, richiama i modi pittorici di Peter Lely (1618 -1680), il pittore olandese che si dedicò prevalentemente al ritratto, divenendo presso la corte di Londra e in tutto il regno d'Inghilterra il successore, nel ruolo di ritrattista, di Antoon van Dyck. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice dorata d'epoca.

Contattaci

Contattaci
Ritratto di Donna con Spartito
novità
ARARPI0132218

Ritratto di Donna con Spartito

ARARPI0132218

Ritratto di Donna con Spartito

Olio su tela. Scuola Nord-europea. Una giovane donna vuole richiamare la sua passione, o forse il suo ingaggio, nel mondo della musica, facendosi ritrarre con uno spartito in mano. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice dorata in stile.

Noleggia

700,00€

Noleggia
Veduta dei Fori Imperiali di Roma
novità
ARARPI0132735

Veduta dei Fori Imperiali di Roma

ARARPI0132735

Veduta dei Fori Imperiali di Roma

Olio su tela. L'ampia veduta dei Fori imperiali di Roma rientra nella vasta produzione vedutistica del periodo del Grand Tour, destinata ai ricchi aristocratici europei in viaggio per l'Europa - e in particolare in Italia, ove Roma era considerata meta obbligata -, che volevano un ricordo dei luoghi visitati. I Fori Imperiali romani sono un complesso architettonico composto da una serie di edifici e piazze monumentali, centro dell'attività politica di Roma antica, edificate in un periodo di circa 150 anni, tra il 46 a.C. e il 113 d.C. Nonostante gli ampliamenti, gli incendi, i restauri e le ricostruzioni, nel corso dell'Antichità i Fori Imperiali mantennero intatte sia la loro conformazione architettonica che la loro funzione. La loro distruzione quasi definitiva avvenne durante il Rinascimento per mano di Papa Giulio II (1503-1513), che sfruttò tutta l'area come cava di materiali da riutilizzare nel progetto di rinnovamento edilizio e artistico della città da lui avviato. A poco valsero le proteste di artisti di primo piano come Raffaello e Michelangelo. Nei secoli successivi furono intraprese varie campagne di scavo, con maggiore vigore a partire dal XIX secolo, ma l'area fu completamente scavata agli inizi del XX secolo e le architetture antiche furono quasi del tutto cancellate per fare spazio alla realizzazione di via dei Fori Imperiali, che collega Piazza Venezia con il Colosseo. Il Foro fu riscoperto a partire dal Cinquecento anche grazie ai pittori di vedute romane che in quel periodo amavano dipingere le rovine affioranti nell'area del pascolo. La veduta qui proposta presenta i Fori Imperiali prima degli scavi iniziati nell'Ottocento, quando appunto ancora non era stata realizzata la via che li attraversa tuttora: essi sono ancora circondati da una verde campagna e sullo sfondo si stagliano i colli romani. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice dell' 800 riadattata.

Contattaci

Contattaci
Scena Bacchica
novità
ARARPI0132215

Scena Bacchica

ARARPI0132215

Scena Bacchica

Olio su tela. Scuola Nord-europea. Il dipinto dai toni pacati, propone allo spettatore, impersonato dalla figura dell'uomo in basso a destra che osserva arrampicato sul ramo di un albero, una scena di intrattenimenti orgiastici tra uomini e donne in un paesaggio che evoca l'Eden con animali liberi e in pace (il pavone, i conigli..). Tra gli altri, sulla sinistra un bambino sta giocando con delle bolle di sapone: è evidente l'intento di contrapporre la fugacità della vita ai piaceri dei sensi; in alto, sulle nubi, osserva la scena una divinità, Chronos, il dio del tempo, che con la sua falce sottolinea la mortalità umana. Un 'etichetta sulla cornice attribuisce l'opera al fiammingo Philippe- Augustin Immenraet (1627-1679), per la vicinanza del soggetto paesaggistico al suo stile. L'opera, restaurata e ritelata, presenta una caduta di colore centrale. E' presentata in cornice in stile.

Contattaci

Contattaci
San Giovanni Battista
novità
ARARPI0132211

San Giovanni Battista

ARARPI0132211

San Giovanni Battista

Olio su tela. Giovanni Battista è stato rappresentato, avvolto nella tradizionale pelle d'animale, seduto su una roccia in contemplazione del crocifisso; in basso a destra sgorga dalla roccia una fonte d'acqua, simbolo battesimale. Compaiono quindi i suoi tradizionali segni iconografici, testimoni delle sue peculiarità missionarie, benchè la posa del santo sia atipica, più contemplativa che da predicatore. Le modalità pittoriche sono vicine alla scuola spagnola di derivazione a Murillo, il massimo artista spagnolo del barocco religioso, che permeava le sue figure di una intensa interpretazione psicologica. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice antica coeva, con piccole mancanze.

Contattaci

Contattaci
Claude Joseph Vernet seguace di
novità
ARARPI0133307

Claude Joseph Vernet seguace di

Scorcio di Porto con Figure

ARARPI0133307

Claude Joseph Vernet seguace di

Scorcio di Porto con Figure

Olio su tela. Fine XVIII secolo. Grande scorcio di un porto, sovrastato da un torrione a ridosso del quale si trova il cantiere navale; in primo piano, diverse figure di uomini e donne, intenti a pescare sul molo. Svettano ovunque bandiere di fantasia. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice in stile. di fantasia.

Noleggia

700,00€

Noleggia
Soggetto Storico
novità
ARARPI0133337

Soggetto Storico

ARARPI0133337

Soggetto Storico

Olio su tela. Scuola veneta. La scena, ambientata in un territorio desertico a ridosso di montagne innevate, vede una carovana in viaggio, con al centro una importante figura femminile in groppa ad un cammello, che si rivolge ad un servitore più in basso; si desume l'elevato ceto sociale della donna, dominante su tutti gli altri, e si ipotizza la raffigurazione della Regina di Saba, la ricchissima regina biblica proveniente dall'Oriente per incontrare il re Salomone. Le modalità pittoriche richiamano la produzione di Francesco Fontebasso (1707-1769) uno dei principali esponenti della pittura veneta del periodo rococò. Probabilmente la piccola opera era un bozzetto per tela o affresco più grande. Al retro è presente un'etichetta di provenienza dalla storica collezione Simonetti di Roma. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice di fine '800.

Noleggia

550,00€

Noleggia
Giacobbe Riceve la Tunica Insanguinata di Giuseppe
novità
ARARPI0132228

Giacobbe Riceve la Tunica Insanguinata di Giuseppe

ARARPI0132228

Giacobbe Riceve la Tunica Insanguinata di Giuseppe

Olio su tela. Scuola veneta del XVIII secolo. Il dipinto raffigura l'episodio biblico tratto dal libro della Genesi, in cui i fratelli di Giuseppe, gelosi per la predilezione che il padre Giacobbe ha per lui, lo vendono schiavo a mercanti che vanno in Egitto e dichiarano al padre che è morto : gli portano in prova la tunica sporcata del sangue di un animale, quella tunica speciale che Giacobbe aveva fatto tessere appositamente per il figlio prediletto. In questa rappresentazione, in cui i vividi colori sottolineano il dramma, spicca l'intenso movimento del vecchio patriarca, che, sfigurato in volto dal dolore, cerca di tenere lontano da sè quel tessuto macchiato, spostando tutto il corpo sulla sinistra e allungando il braccio per non consentire che si avvicini a lui, quasi un tentativo di negare l'evidenza. Sulla destra, il gruppo di tre fratelli, stretti tra lor in atteggiamento complice, che si dicono e si indicano l'un l'altro il dramma paterno. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice antica riadattata.

Contattaci

Contattaci
Adorazione del Bambin Gesù
novità
ARARPI0132216

Adorazione del Bambin Gesù

ARARPI0132216

Adorazione del Bambin Gesù

Olio su tela. Scuola del Nord-Italia. La raffigurazione della Natività è qui vista come momento contemplativo del Sacro Bambino, da parte di Maria e Giuseppe, accompagnati da angioletti. I modi pittorici riprendono quelli di modelli ampiamente replicati, a partire da Correggio, da Barocci, per arrivare alle numerose versioni di Gherardo delle notti, ovvero il pittore fiammingo Gerard Von Honthorst, rappresentante dl tenebrismo, corrente pittorica che giocava sui forti contrasti di buio e luce, di chiaro e scuro. Anche in quest'opera la luce irradiata dal Bambin Gesù illumina le figure intorno a Lui e le fa emergere dal buio circostante. L'opera, restaurata e ritelata, è presentata in cornice del XIX secolo.

Contattaci

Contattaci
Frederik De Wit
novità
ARARPI0133926

Frederik De Wit

Mappa del Ducato di Toscana 1680 ca

ARARPI0133926

Frederik De Wit

Mappa del Ducato di Toscana 1680 ca

Incisione su carta, realizzata dal cartografo olandese Frederik De Wit. nel cartiglio disegnato in alto a destra è riportato il titolo latino "Status Ecclesiasticus et Magnus Ducatus Thoscanae", con la data. E' la carta geografica del territorio del centro Italia alla fine del XVII secolo, corrispondente allo Stato Pontificio e al Granducato di Toscana. Presentata in cornice.

Noleggia

75,00€

Noleggia
Tobiolo Ridà la Vista al Padre Tobia
novità
ARARPI0132229

Tobiolo Ridà la Vista al Padre Tobia

ARARPI0132229

Tobiolo Ridà la Vista al Padre Tobia

Olio su tela. Scuola veneta del XVIII secolo. E' rappresentata un episodio biblico tratto dal libro veterotestamentario di Tobia, in cui si narra come Tobiolo, al ritorno da un lungo viaggio iniziatico, in cui fu accompagnato dall'angelo Raffaele e dal cane, restituì la vista al padre cieco. Nella scena campeggiano al centro le figure dei due protagonisti, il vecchio padre, seduto su uno scranno e vegliato alle spalle dalla fedele moglie, e il giovane Tobiolo in ginocchio; alle loro spalle li sovrasta l'angelo, con le grandi ali aperte protettive sui due uomini e che avvolge in un abbraccio Tobiolo, segno di partecipazione e protezione divina per l'uomo che sta compiendo il miracolo. La scena è costruita intorno alla dinamica gestuale della guarigione - Tobiolo che tocca gli occhi ciechi del padre ungendoli con il fiele del pesce che ha pescato durante il viaggio e che tiene nell'altra mano -, che è interpretata secondo tradizione come una sorta di unzione che produce salvezza. Spiccano in quest'opera la vivacità cromatica e il movimento dei corpi, intrecciati, sovrapposti, interagenti a dare dinamicità ma allo stesso tempo quasi a creare un unicum, racchiuso in una forma quasi circolare, ben delimitata dalle ali dell'angelo. Il dipinto è stato restaurato e ritelato. E' presentato in cornice antica riadattata.

Contattaci

Contattaci
Scena di Interno
novità
ARARPI0131971

Scena di Interno

ARARPI0131971

Scena di Interno

Olio su tavola. Scuola fiamminga. Firma non decifrata in basso a destra. Ambientata nella stanza di una casa rurale, la scena raffigura un momento di vita quotidiana di una famiglia di contadini: il padre sorveglia il pentolone sul fuoco del camino, la madre cuce, la bambina gioca per terra con il cagnolino; nella stanza adiacente una giovane donna sta accedendo alla botola che porta alla cantina, con una brocca in mano. Spicca la marcata prospettiva della stanza, giocata attraverso le travi e le assi lignee del soffitto; ben definiti i particolari del semplice arredo. La tela presenta tracce di restauro. E' presentata in cornice dorata di inizio '900.

Contattaci

Contattaci
Ritratto di Giovane Donna 1666
novità
ARARPI0132179

Ritratto di Giovane Donna 1666

ARARPI0132179

Ritratto di Giovane Donna 1666

Olio su tela. Scuola lombarda del XVII secolo. Una giovane fanciulla sorridente è ritratta in un elegante abito nero, impreziosito dal pizzo sullo scollo e dal gioco di pizzi e nastri rossi e verdi sulle maniche, che fanno pendant con la sottoveste rossa ricamata; indossa i suoi gioielli al collo, ai polsi, alle orecchie, nell'acconciatura dei capelli, ove l'austerità delle perle è alleggerita dai nastri colorati; tiene in mano un mazzolino di fiorellini, che sottolinea la sua leggiadria e la sua grazia. Restaurato e ritelato, sulla seconda tela è riportata scritta, probabilmente copia dell'originale sulla prima tela, che indica chi è la giovane:" Margh.a D. Gridonia Gonz. Agnella - Soada Maffei - D'etta Anni XVIII", seguito da uno stemma con le iniziali C F.A.S. Tale scritta, oltre a definirne il nome l'età, evidenzia l'appartenenza della giovane donna al Collegio delle Vergini di Gesù di Castiglione delle Stiviere, fondato nel 1608 dalla marchesa Guidonia Gonzaga insieme alle due sorelle Cinzia ed Olimpia, tutte nipoti di San Luigi Gonzaga. Tale collegio aveva lo scopo di impartire un'educazione a giovani nobili o provenienti da buona famiglia, le quali, con la dote donata al collegio, contribuivano al sostentamento dello stesso. Il ritratto presenta piccoli difetti. E' presentato in cornice antica non coeva, con piccole mancanze.

Contattaci

Contattaci
Natura Morta con Fiori Frutta e Cardellino
novità
ARARPI0132207

Natura Morta con Fiori Frutta e Cardellino

ARARPI0132207

Natura Morta con Fiori Frutta e Cardellino

Olio su tela. Scuola italiana del XVIII secolo. Rica composizione con bacile pieno di fiori variegati, fruttiera con pesche, una zucca tagliata e un cardellino che becchetta chicchi dal grappolo di uva poggiato sul tavolo. Fa parte di quella vasta produzione di nature morte composite che nel XVIII secolo, privata di ogni significato allegorico o simbolico, era volta prettamente ad uno scopo decorativo; riprendeva oggetti inanimati multipli, compositi, vivaci, spesso affiancati da un elemento vivente, un animaletto come il cardellino di quest'opera, che manteneva il legame con la vita e la quotidianità. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice in stile.

Noleggia

350,00€

Noleggia
Ritratto di Giulia Barcaioli
novità
ARARPI0132231

Ritratto di Giulia Barcaioli

ARARPI0132231

Ritratto di Giulia Barcaioli

Olio su tela. Scuola italiana, XVII secolo. La gentildonna, vestita di nero, posa vicino ad una colonnina sulla quale è posato un medaglione con uno stemma e su cui è incisa l'età della donna, 60 anni. Al retro della seconda tela, in fase di restauro, è stato stampigliato il nome della donna. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice antica, non coeva.

Noleggia

450,00€

Noleggia
Natura morta con Frutta Fiori e Uccellino
ARARPI0132206

Natura morta con Frutta Fiori e Uccellino

ARARPI0132206

Natura morta con Frutta Fiori e Uccellino

Olio su tela. Scuola italiana del XVIII secolo. Ricca composizione con bacile pieno di fiori variegati, una fruttiera con pesche, un grande cesto colmo di fichi e un cardellino che becchetta chicchi dal grappolo di uva poggiato sul tavolo insieme. Fa parte di quella vasta produzione di nature morte composite che nel XVIII secolo, privata di ogni significato allegorico o simbolico, era volta prettamente ad uno scopo decorativo; riprendeva oggetti inanimati multipli, compositi, vivaci, spesso affiancati da un elemento vivente, un animaletto come il cardellino di quest'opera, che manteneva il legame con la vita e la quotidianità. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice in stile.

Noleggia

350,00€

Noleggia
Il Pranzo dei Fraticelli
ARARPI0132200

Il Pranzo dei Fraticelli

ARARPI0132200

Il Pranzo dei Fraticelli

Olio su tela. Scuola genovese del XVIII secolo. All'interno di uno stanzone con finestre ad arco aperte sulla via, un gruppo di fraticelli seduti per terra sta condividendo il semplice pasto, posato su un telo bianco. La scena rimanda all'ambito di Alessandro Magnasco detto il Lissandrino (1667 -1749), artista genovese considerato uno dei pittori più originali del Settecento italiano, che si distinse nella pittura di genere popolaresco e, in particolare, nella produzione di scene di vita di frati cappuccini o camaldolesi intenti alle più svariate attività, dallo studio in biblioteca alla confessione, dal lavoro di arrotini o falegnami nelle botteghe del convento al semplice raccoglimento intorno al fuoco: in tali opere si apprezza tutta la libertà espressiva del pennello dell'artista che si muove sulla tela con rapidi tocchi a descrivere fiammate, camini, gatti, libri, cani, povere ciotole, lenti, libri, povere vesti rappezzate, sedie e sgabelli, insomma tutto un mondo quotidiano di gesti e cose costruiti con una tecnica particolarissima e inconfondibile, fatta di un impasto di colore movimentato e quasi tutto giocato sul monocromo, su cui scendono pochi, sapienti colpi di luce a dar forma e consistenza alle ossute figure dei monaci. L'autore dell'opera qui proposta sicuramente si formò nell'ambito del Magnasco e si ispirò al suo stile, sebbene risulti più posato, senza i guizzi e le libertà interpretative, spesso dissacranti o ironiche, verso le figure dei frati; ben seppe riprendere il gioco di chiaroscuri, di luci e ombre, che sgorgano da una monocromia nella tonalità dei marroni, realizzando comunque un'opera di ottima qualità pittorica. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice dorata di inizio '900.

Contattaci

Contattaci
Ritratto del Beato Giovanni Giovenale Ancina
ARARPI0132221

Ritratto del Beato Giovanni Giovenale Ancina

ARARPI0132221

Ritratto del Beato Giovanni Giovenale Ancina

Olio su tela. Inizio XVIII secolo. Il ritratto del gentiluomo, vestito in abito talare, è inscritto in cornice dipinta con decori fogliacei, che nella parte inferiore circondano anche una scritta in latino che identifica il personaggio. Nato nel 1504, Giovanni Giovenale Ancina, in gioventù medico, fu tra i primi seguaci di San Filippo Neri: per l'Oratorio, la principale opera apostolica della Congregazione, egli lavorò con intelligenza e dedizione, mettendo al suo servizio anche le doti di letterato e di artista, oltre che di cultore delle scienze teologiche e di ammirato predicatore. Nel 1596 fu nominato vescovo di Saluzzo, ove restò fino alla morte avvenuta nel 1604. Nel 1890 fu dichiarato Beato da Papa Leone XIII. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice in stile

Noleggia

450,00€

Noleggia
Antonio Francesco Peruzzini attribuibile a
ARARPI0131571

Antonio Francesco Peruzzini attribuibile a

Paesaggio con Figure al Fiume

ARARPI0131571

Antonio Francesco Peruzzini attribuibile a

Paesaggio con Figure al Fiume

Olio su tela. L'ampio paesaggio è centrato sul fiume che scorre nella valle ricca di vegetazione. Lungo il suo corso, in primo piano, alcune donne stanno lavando i panni. I tratti pittorici, veloci e poco aggregati, rimandano alla produzione di Antonio Francesco Peruzzini, appartenente a famiglia di pittori originaria di Pesaro, comprendente il padre Domenico e i figli Giovanni, Antonio Francesco e Paolo, attivi in ambito marchigiano e in città italiane come Roma, Bologna, Torino e Milano, durante il XVII secolo e il primo quarto del XVIII. La produzione di Antonio Francesco è spesso associata a quella del fratello Giovanni, avendo i due lavorato insieme. Antonio Francesco si specializzò nella pittura di paesaggio, subendo l'influenza di Salvator Rosa e di paesaggisti come Pietro Montanini e Pandolfo Reschi, e ulteriori influssi gli vennero anche da pittori nordici attivi in Italia, soprattutto da Pieter Mulier detto il Tempesta. Nelle sue prime opere si distingue già l'originalità della sua pittura data una stesura rapida e da un timbro cromatico intenso e brillante. Dal principio degli anni Novanta iniziò il lungo legame artistico di Antonio Francesco Peruzzini con Alessandro Magnasco, in seguito al loro incontro avvenuto a Milano, ove il Peruzzini si era stabilito; da questo periodo in poi la sua pittura sembra sfaldarsi, attraverso forme che si fanno più dinamiche e leggere, quasi fantastiche, per approdare infine ad uno stile improntato ad una sempre maggiore disgregazione delle forme della natura ed al loro movimento. Restaurata e ritelata, l'opera è presentata in cornice primi '900.

Contattaci

Contattaci

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Ulteriori informazioni. OK