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Contemporanea

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220 € 10000 € Applica

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18 cm 150 cm

9 cm 150 cm

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Contemporanea

Dipinti, disegni, collage, serigrafie, litografie, sculture, manifesti di artisti italiani e internazionali: in questa sezione tutte le opere di Arte Contemporanea in vendita nel nostro catalogo online.

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Maurizio Bottarelli
novità
ARARCO0088305

Maurizio Bottarelli

Senza titolo1973

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Maurizio Bottarelli

Senza titolo1973

Acrilico su tela. Firma, data 1973, tecnica e luogo d'esecuzione (Bologna) al retro. Presente inoltre parziale etichetta di Associazione culturale d'arte di Milano. Nato a Fidenza (Parma) e formatosi artisticamente all'Accademia di Belle Arti di Bologna, Maurizio Bottarelli ha molto viaggiato all'estero (Londra, Stati Uniti, Austria, Australia,..) , cercando ispirazione alle sue opere nei luoghi da lui visitati. Il suo linguaggio si contraddistingue per l'incessante dialogo, che attraversa tutta la sua produzione, tra i due elementi protagonisti delle tele, la materia e il colore, giocato sulla sperimentazione, la ricerca, la stratificazione della materia – pigmenti, carta, colla, vernice, solvente – rese possibili da un'eccezionale abilità tecnica. I suoi paesaggi, ispirati inizialmente dai suoi viaggi, si proiettano poco a poco verso una sempre maggior astrazione, arrivando a prescindere da qualsiasi riferimento a luoghi reali. Così come i suoi ritratti di figure umane (le "teste"), sono piuttosto rappresentazioni che si potrebbero definire universali dell'uomo e della condizione umana, di cui indagano nei volti segnati, sofferenti, contratti in una smorfia forse di paura o dolore, una vera e propria “topografia della sofferenza” . Tutta la sua produzione viene presentata in più di cento mostre personali in Italia ed all'estero; partecipa a tutte le più importanti rassegne collettive e tematiche che documentano l'arte contemporanea in Italia dagli anni sessanta ad oggi.

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275,00€

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Paolo Paradiso
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ARARCO0087591

Paolo Paradiso

The big after the snow 2004

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Paolo Paradiso

The big after the snow 2004

Olio su tela. Firma, data e titolo al retro. Paolo Paradiso, milanese, è l'artista, realista, che dipinge l'America degli Anni '50 e '60. Nasce a Milano nel 1957. Intraprende studi di grafica pubblicitaria e, oltre alla pittura di cui è appassionato da sempre, inizia ad occuparsi anche di fotografia. Nel 1978 apre un suo studio fotografico e, pur continuando la produzione pittorica, collabora come fotografo a riviste di moda e studi pubblicitari. Nel 1983 si trasferisce negli USA a Chicago dove, influenzato dalla pop-art americana, concentra la sua attività principalmente sulla pittura. Dal lungo soggiorno di oltre vent'anni nasce la fascinazione per l'America e per le atmosfere degli anni Cinquanta e Sessanta. Tra isoggetti preferiti è la città di New York, a cui il pittore milanese dedica gran parte dei suoi quadri, con visioni e scorci urbani che ci riportano ad un passato recente. Paradiso ne riprende le ambientazioni: con le strade e gli edifici, i marciapiedi affollati ordinatamente, le insegne, le vetrine dei negozi e i lampioni, ma soprattutto con le auto e i mezzi “d'epoca” che sfilano nel traffico, e con i passanti, vestiti secondo la moda di quel periodo. Nel 2004, vincendo il Premio di Pittura Carlo Dalla Zorza, dedicato agli artisti italiani delle nuove generazioni, viene scoperto dalla Galleria Ponte Rosso che, da allora, lo rappresenta in esclusiva e ogni anno lo propone con titoli diversi. L'ultima sua mostra presso la Galleria Ponte Rosso risale a ottobre-novembre 2020, mostra che ha proposto le opere realizzate da Paolo Paradiso durante l' epidemia: le sue tele vogliono comunque comunicare ottimismo e il piacere di immergersi nei frenetici paesaggi metropolitani. Paradiso ha detto di sè: "Dipingo quello che mi diverte. Non do messaggi. Non giudico niente e nessuno. Sono un artista 'impegnato', si, ma nella pittura e conquistato dalla bellezza".

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Bernard Aubertin
ARTCON0000820

Bernard Aubertin

Dessin de feu, 1974

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Bernard Aubertin

Dessin de feu, 1974

Applicazione di fiammiferi bruciati su cartone metallo. Al retro è presente etichetta di Galleria Centro di Brescia con i dati dell'opera e la firma dell'artista. Aubertin è considerato il " pittore monocromo", che focalizzò le sue ricerche artistiche sul colore rosso, inteso come fuoco, energia: a partire dal 1958 cominciò a realizzare le sue celebri tele monocrome rosse, i cosiddetti Tableaux Feu (quadri fuoco), animandole con svariati elementi, con chiodi (Tableaux Clous), fil di ferro (Tableaux Fil de Fer), fiammiferi (Parcours d'Allumettes) e svariati materiali, dai ceri, alle reti di ferro. Nella sua concezione metafisica della pittura, attraverso il rosso egli intese trasporre sulla tela l'energia dell'anima, l'essere spirituale. A partire dagli anni '60 Aubertin introdusse nel suo repertorio anche il fuoco, la manifestazione fisica del suo colore rosso. Produsse quindi molteplici composizioni astratte usando fiammiferi che, una volta accesi, creavano variazioni spontanee generate dalla natura della fiamma. Tra gli anni '80 e gli anni '90 la sua produzione artistica si volse alle performances in cui egli stesso dava alle fiamme pianoforti e automobili, mentre negli ultimi anni il colore rosso dei monocromi venne sostituito dal bianco, dal nero e dall'oro. L'opera è corredata di Autentica rilasciata dall'Archivio opere Bernard Aubertin, con N. Archiviazione DFEA47-1000237523.

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Opera di Arman
SELECTED
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ARTCON0000756

Opera di Arman

10000 Cendrillons

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Opera di Arman

10000 Cendrillons

Tecnica mista su tela. Armand Fernandez, in arte Arman, nasce a Nizza nel 1928. È ricordato come uno degli esponenti più significativi ed influenti del movimento artistico “Nouveau Réalisme”, la declinazione europea del New Dada americano. Il Nouveau Réalisme si sviluppa negli anni '60 in Francia attorno alla figura del critico Pierre Restany. Rappresenta un modo di fare arte anti convenzionale, che riprende molti aspetti delle avanguardie di inizio secolo, come ad esempio il relegamento di pittura e scultura a tecniche di secondo ordine. Per contro viene dato valore artistico ad oggetti di uso comune, appartenenti alla sfera quotidiana, che vengono presentati nelle opere esattamente nella loro oggettività, senza l'azione decontestualizzante che caratterizzava i ready-made di Duchamp. Il periodo del dopoguerra, caratterizzato da cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico viene rappresentato dagli esponenti del Nouveau Réalisme in maniera provocatoria e critica attraverso i suoi prodotti: oggetti in sovrabbondanza, prodotti di scarto, rifiuti scomodi e così via. Ogni artista declina questa filosofia in maniera personale ed originale; Arman è noto per le sue accumulazioni al limite dell'ossessivo. La sua opera prende le mosse dalle strade, dove raccoglie ciò che viene buttato, dimenticato. Gli oggetti inutilizzati, quello che è considerato spazzatura diventa protagonista delle sue “sculture”, inducendo il pubblico ad una riflessione sui risvolti della società consumistica. L'opera in questione è una composizione ironica intitolata 10000 Cendrillons, ossia 10000 Cenerentole. È costituita da sei paia di scarpe firmate Prada tagliate a metà, montate su tela e ricoperte di vernice. L'opera è concettuale e la sua interpretazione è legata alla comprensione della filosofia dell'artista e del periodo storico in cui ha operato. Rappresenta una visione personale e critica, alleggerita dal titolo canzonatorio, del consumismo dilagante. Arman opera la “dissacrazione” di un oggetto, la scarpa Prada, che è considerato un simulacro nel mondo della moda, un oggetto del desiderio. Dimostra con la sua opera come in fondo, una scarpa firmata a cui attribuiamo il valore di status symbol, non è altro che una scarpa e in ultimo un semplice oggetto che come ogni altro diventerà un rifiuto. L'opera proviene dallo studio dell'artista a New York ed è autenticata mediante email della Fondation A.R.M.A.N. che ne riporta il numero di archivio. La Fondation A.R.M.AN. è attualmente l'unica istituzione avente il diritto di rilasciare certificazioni per le opere di Arman. È allegata inoltre fotografia dell'opera firmata dall'artista che indica il numero d'archivio, il titolo, le misure e la tecnica. Sul retro della fotografia è presente il timbro della Galleria d'Arte Dante Vecchiato che nei primi anni 2000 è stata il punto di riferimento per la distribuzione delle opere di Arman in Italia.

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Senza Titolo di Arman
SELECTED
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ARTCON0000755

Senza Titolo di Arman

Jeté

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Senza Titolo di Arman

Jeté

Tecnica mista su tela. Armand Fernandez, in arte Arman, nasce a Nizza nel 1928. È ricordato come uno degli esponenti più significativi ed influenti del movimento artistico “Nouveau Réalisme”, la declinazione europea del New Dada americano. Il Nouveau Réalisme si sviluppa negli anni '60 in Francia attorno alla figura del critico Pierre Restany. Rappresenta un modo di fare arte anti convenzionale, che riprende molti aspetti delle avanguardie di inizio secolo, come ad esempio il relegamento di pittura e scultura a tecniche di secondo ordine. Per contro viene dato valore artistico ad oggetti di uso comune, appartenenti alla sfera quotidiana, che vengono presentati nelle opere esattamente nella loro oggettività, senza l'azione decontestualizzante che caratterizzava i ready-made di Duchamp. Il periodo del dopoguerra, caratterizzato da cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico viene rappresentato dagli esponenti del Nouveau Réalisme in maniera provocatoria e critica attraverso i suoi prodotti: oggetti in sovrabbondanza, prodotti di scarto, rifiuti scomodi e così via. Ogni artista declina questa filosofia in maniera personale ed originale; Arman è noto per le sue accumulazioni al limite dell'ossessivo. La sua opera prende le mosse dalle strade, dove raccoglie ciò che viene buttato, dimenticato. Gli oggetti inutilizzati, quello che è considerato spazzatura diventa protagonista delle sue “sculture”, inducendo il pubblico ad una riflessione sui risvolti della società consumistica. L'opera in questione consiste in un violino tagliato montato su tela riportata su tavola con tracce di colori misti. Il titolo è Jeté, in italiano "Gettato", il riferimento al mondo dei rifiuti è diretto ed immediato. Fa parte della serie "Colères" operazioni di "dissemblage", ossia di distruzione di strumenti musicali della tradizione borghese: violini, violoncelli, trombe e pianoforti che vengono smembrati, bruciati, o sezionati. In questo ciclo di lavori si palesa l'impulso distruttivo. Il gesto è importante, centrale nella filosofia del Nouveau Réalisme. Come disse lo stesso Arman “Credo che nell'azione della distruzione ci sia una volontà d'arrestare il tempo, di sospendere gli avvenimenti incollandoli, bloccandoli insieme nel poliestere..." L'opera proviene dallo studio dell'artista a New York ed è autenticata mediante email della Fondation A.R.M.A.N. che ne riporta il numero di archivio. La Fondation A.R.M.A.N. è attualmente l'unica istituzione avente il diritto di rilasciare certificazioni per le opere di Arman. È allegata inoltre fotografia dell'opera firmata dall'artista che indica il numero d'archivio, il titolo, le misure e la tecnica. Sul retro della fotografia è presente il timbro della Galleria d'Arte Dante Vecchiato che nei primi anni 2000 è stata il punto di riferimento per la distribuzione delle opere di Arman in Italia.

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Disegno di Gianni Colombo
ARTCON0000687

Disegno di Gianni Colombo

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Disegno di Gianni Colombo

China su carta argento. Firmato in basso a destra. L'opera è corredata da autentica su foto (recto e verso) rilasciata dalla Commissione Artistica dell'Archivio Gianni Colombo (Autentica N. 1333), che colloca l'opera nella serie di opere grafiche "Senza titolo" eseguite dall'artista indicativamente intorno al 1970. Gianni Colombo nato a Milano e formatosi all'Accademia di Belle Arti di Brera, ha sperimentato sin da giovane materiali e linguaggi diversi, dalla ceramica alla grafica, dalla fotografia al cinema; nel 1959 è stato uno dei fondatori del Gruppo T le cui manifestazioni collettive e personali avevano un programma comune volto a recuperare temi delle avanguardie storiche (in particolare di futuristi, dadaisti e costruttivisti), rielaborati in funzione delle sperimentazioni e delle ricerche artistiche più recenti, con lo scopo di abolire ogni frontiera statica tra pittura, scultura e architettura. Dagli anni '60 si è cimentato con le sue prime opere cinetiche, nelle quali per superare la concezione tradizionale d'opera d'arte, ha sperimentato nuove strutture percettive attraverso giochi di luce, mediante plexiglass, proiezioni di luce su specchi posti in vibrazione, forme e movimenti virtuali apparenti, strutture a movimento, fino ad arrivare alla realizzazione degli ambienti abitabili, tra i quali il più noto è Spazio elastico, che rappresenta l'esito più alto della sua fase cinevisuale. L'opera proposta è presentata in cornice.

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625,00€

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