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180 € 7200 € Applica

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22 cm 239 cm

14 cm 560 cm

0 cm 58 cm
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ARTE CONTEMPORANEA

 

In queste sezione puoi trovare tutte le opere di arte contemporanea in vendita nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende dipinti, disegni, collage, serigrafie, litografie, sculture, manifesti di artisti italiani e internazionali. Tutti pezzi unici con cui potrai arredare la tua abitazione

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Composizione astratta
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ARTCON0000677
Composizione astratta

ARTCON0000677
Composizione astratta

Smalto su lastra di metallo bombata. Al retro etichetta di catalogazione, degli Smalti De Poli di Padova, che rimanda all'artista Paolo De Poli (1905-1996): trattasi di omaggio al'artista padovano che si distinse per le opere in smalto a fuoco su metallo. In cornice.

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113,00€

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Nausicaa Berbenni
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ARARCO0106146
Nausicaa Berbenni

Camicia di Forza

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Nausicaa Berbenni

Camicia di Forza

Scultura realizzata con caramelle. Nausicaa Berbenni, nata nel 1983 a Trescore Balneario (Bg), vive e lavora a Milano. Formatasi artisticamente all'Accademia di Brera, ha rilevato la pasticceria del padre e ha coniugato le due passioni, quella per l'arte pasticcera con quella per l'arte figurativa, realizzando dipinti e sculture fatte di caramelle e pasta di zucchero. L'opera proposta, una camicia di forza di dimensioni reali presentata su un busto manichino, è realizzata con le caramelline tonde con il buco, "cucite" insieme: purtroppo nel tempo le caramelle hanno perso i loro colori originali (che ben si vedono nella foto ad autentica), passando da una fantasia di colori pastello ad una quasi monocromia di marrone, che conferisce un aspetto molto più severo e drammatico all'opera.

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175,00€

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Scultura luminosa anni '70
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ARTCON0000679
Scultura luminosa anni '70

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Scultura luminosa anni '70

Scultura a bassorilievo, con fili di metallo globo in alluminio e portalampada montati a figura di farfalla su pannello di materiale plastico nero lucido. Al retro etichetto dello Studio EF, modello TOp, Made in Italy.

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88,00€

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Fotopittura di Marco Nereo Rotelli
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Fotopittura di Marco Nereo Rotelli

Senza titolo, 1990

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Fotopittura di Marco Nereo Rotelli

Senza titolo, 1990

Vetro dipinto su foto. Firmato e datato al retro. Corredato di autentica su foto con timbro dell'atelier, firma dell'artista e data. Marco Nereo Rotelli è pittore e scultore veneziano che crea le sue opere coinvolgendo filosofi, musicisti, fotografi e soprattutto interagendo con la poesia che, con il tempo, è divenuta un riferimento costante per il suo lavoro, nel quale persegue prevalentemente una ricerca sulla luce e sulla dimensione poetica. Ha realizzato o partecipato alla realizzazione di grandi installazioni, sia in Italia che all'estero.

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275,00€

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Studio,1975
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Studio,1975

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Studio,1975

Bassorilievo a Tecnica mista su truciolare. Composizione astratta, con data 1975 in basso a sinistra. Al retro il titolo, la data, e la dichiarazione di revisione della stessa, con dedica e firma dell'artista Stefano Colombo.

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113,00€

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Composizione di Giannetto Fieschi
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Composizione di Giannetto Fieschi

Dell'Idealismo 1966

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Composizione di Giannetto Fieschi

Dell'Idealismo 1966

Tecnica mista su tela. Firmato in alto a destra. In basso a destra presente dedica e data 1966. Al retro il titolo. Giannetto Fieschi, pittore italiano di nobili origini nato in Val Brembana ma formatosi artisticamente a Genova, ha intrapreso, durante i suoi lunghi soggiorni all'estero (Parigi, Barcellona New York), studi di semantica grafica. Dopo un inizio informale-spaziale ha recuperato l'elemento figurativo anticipando tendenze dell'arte pop. Nelle sue composizioni introduce forti suggestioni surreali di segno decadente e di poetica escatologico-emblematica, affrontando temi che vanno dalla violenza, alla conoscenza e all'eros. Si è occupato di ogni forma d'arte , compresa l'arte postale, di calligrafia, è autore di libri di disegni e di saggi sull'arte sacra contemporanea e sul valore etico della pittura murale: è considerato l'intellettuale dell'arte. L'opera proviene da una importante collezione bresciana. E' presentata in cornice.

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150,00€

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Opera di Ugo Nespolo
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Opera di Ugo Nespolo

You you 1967

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Opera di Ugo Nespolo

You you 1967

Pannello ad intarsi colorati con acrilici. Firmato e datato in basso a sinistra. Sul retro ulteriore firma, data e il titolo. Opera giovanile, appartiene al periodo di esordio dell'artista.

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Natura Morta con Strumenti Musicali di Adriano Gajoni
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Natura Morta con Strumenti Musicali di Adriano Gajoni

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Natura Morta con Strumenti Musicali di Adriano Gajoni

Olio su faesite. Firmato in alto a destra. Nato a Milano nel 1913, e formatosi all'Accademia di Brera (di cui in seguito diverrà insegnante), Adriano Gajoni si appassionò allo studio dei pittori seicentisti lombardi e alla pittura olandese e fiamminga del XVII secolo, dal cui minuzioso realismo si lasciò ispirare. Di stretta osservanza figurativa, Il Gajoni predilesse i paesaggi, i ritratti e soprattutto le nature morte, che espresse in composizioni fiabesche e allegoriche. Praticò soprattutto la pittura a olio su legno e faesite. Questo dipinto propone una composizione di due strumenti musicali, un violino ed un mandolino, su un tavolo insieme ad un libro aperto. In cornice.

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45,00€

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Luca Caccioni Dipinto a Tecnica mista su Carta 1991
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Luca Caccioni Dipinto a Tecnica mista su Carta 1991

Bracciale a Biforma

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Luca Caccioni Dipinto a Tecnica mista su Carta 1991

Bracciale a Biforma

Tecnica mista su cartone. In basso la firma. Al retro il titolo e l'anno, con ulteriore firma. Caccioni, artista che è nato, si è formato e vive tuttora a Bologna, è uno dei protagonisti di una generazione che è giunta ormai ad una definitiva maturazione linguistica e occupa uno spazio di rilievo all'interno del panorama artistico contemporaneo. La sua ricerca utilizza principalmente materiali inconsueti come gli acetati, il pvc e, più recentemente, fondali scenici di opere teatrali dell'Ottocento, sui quali interviene dipingendo forme tratte da una memoria personale e dalle suggestioni provenienti da culture e periodi storici diversi. Elemento ricorrente nell'opera di Luca Caccioni è la scrittura, segno autosignificante che disegna l'opera ed è capace di raccontare pensieri; lavorando per sovrapposizione, le immagini sono costruite per addizione o sottrazione del colore sui vari supporti. Opera in cornice.

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100,00€

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Luca Caccioni Dipinto a Tecnica mista su Carta 1995
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Luca Caccioni Dipinto a Tecnica mista su Carta 1995

"Per uno Studio sui Suoni.."

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Luca Caccioni Dipinto a Tecnica mista su Carta 1995

"Per uno Studio sui Suoni.."

Tecnica mista su carta. In basso a destra la firma e la data. Al retro il titolo, la data e una dedica autografata ad un amico. Caccioni, artista che è nato, si è formato e vive tuttora a Bologna, è uno dei protagonisti di una generazione che è giunta ormai ad una definitiva maturazione linguistica e occupa uno spazio di rilievo all'interno del panorama artistico contemporaneo. La sua ricerca utilizza principalmente materiali inconsueti come gli acetati, il pvc e, più recentemente, fondali scenici di opere teatrali dell'Ottocento, sui quali interviene dipingendo forme tratte da una memoria personale e dalle suggestioni provenienti da culture e periodi storici diversi. Elemento ricorrente nell'opera di Luca Caccioni è la scrittura, segno autosignificante che disegna l'opera ed è capace di raccontare pensieri; lavorando per sovrapposizione, le immagini sono costruite per addizione o sottrazione del colore sui vari supporti. Opera in cornice.

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Giulio Scapaticci
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Giulio Scapaticci

Paesaggio con Fossile

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Giulio Scapaticci

Paesaggio con Fossile

Olio su tela. Firma, data e titolo al retro. E' opera del pittore milanese Giulio Scapaticci, degli artisti della corrente pittorico-politica che a cavallo degli anni '50-'60 fu definita “Realismo Esistenziale”. Considerato fin da subito un artista sensibile a tematiche esistenziali, comincia a dipingere la Milano degli anni '50 e '60 con le sue tipiche case di ringhiera, le finestre scrostate che si aprono su un paesaggio urbano dai colori cupi, le periferie industriali grigie e desolate, buoi squartati e pesci appesi a chiodi. A metà degli anni '70, lascia Milano e si trasferisce nell'Oltrepò pavese, ove la sua pittura si trasforma, travalica le precedenti esperienze introspettive scure e monocromatiche e nei suoi quadri appare un mondo agreste fatto di tonalità più vive e luminose: cascine, nature statiche, morte, insetti, fiumi, anse sabbiose riposanti. Rientrato a Milano, dagli anni '80 torna a raffigurare una più dolorosa umanità, con insetti che si trasformano e si posano a ricoprire sensazioni di solitudine e silenzi volontari. L'opera qui proposta rientra nella produzione riconducibile agli anni dell'Oltrepò pavese. La scena è suddivisa in due riquadri distinti: sulla sinistra uno scorcio di campagna dominato sullo sfondo dal profilo nero di una città industriale, con la sagoma di un insetto in primo piano; a destra, il cadavere di un pesce, il fossile del titolo. I colori sono chiari, ma domina un grigiore che sottolinea la cupezza della scena. Il dipinto presenta un lieve danno in alto a destra. E' presentato in cornice.

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60,00€

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Giulio Scapaticci
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Giulio Scapaticci

Insetto nel Paesaggio 1973

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Giulio Scapaticci

Insetto nel Paesaggio 1973

Olio su tela. Al retro presenti la firma, il titolo e la data dell'opera. E' opera del pittore milanese Giulio Scapaticci, degli artisti della corrente pittorico-politica che a cavallo degli anni '50-'60 fu definita “Realismo Esistenziale”. Considerato fin da subito un artista sensibile a tematiche esistenziali, comincia a dipingere la Milano degli anni '50 e '60 con le sue tipiche case di ringhiera, le finestre scrostate che si aprono su un paesaggio urbano dai colori cupi, le periferie industriali grigie e desolate, buoi squartati e pesci appesi a chiodi. A metà degli anni '70, lascia Milano e si trasferisce nell'Oltrepò pavese, ove la sua pittura si trasforma, travalica le precedenti esperienze introspettive scure e monocromatiche e nei suoi quadri appare un mondo agreste fatto di tonalità più vive e luminose: cascine, nature statiche, morte, insetti, fiumi, anse sabbiose riposanti. Rientrato a Milano, dagli anni '80 torna a raffigurare una più dolorosa umanità, con insetti che si trasformano e si posano a ricoprire sensazioni di solitudine e silenzi volontari. L'opera qui proposta rientra nella produzione riconducibile agli anni dell'Oltrepò pavese, con la grande cascina lombarda sulla sinistra, uno scorcio della pianura assolata e, in primo piano, un insetto. L'opera è presentata in cornice.

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60,00€

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Mario Sturani
ARARCO0156059
Mario Sturani

Scena Boschiva 1926

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Mario Sturani

Scena Boschiva 1926

Tecnica mista su carta. Firmato e datato in basso a destra. L'artista torinese Mario Sturani aderì negli anni giovanili al Movimento futurista. Dal 1927 iniziò la sua collaborazione con la manifattura di ceramiche Lenci, dove seppe rinnovare il repertorio formale e decorativo delle ceramiche Lenci in chiave antiretorica, rifuggendo gli stilemi dell'arte di regime. Pur nell'ambito della riproduzione seriale, Sturani seppe esprimere la libertà inventiva dell'ispirazione artistica: sulle superfici dei vasi, ad esempio, traspose i soggetti naturalistici a lui cari, trasfigurandoli a volte in toni favolistici; in altri casi un certo gusto déco, i ritmi dinamici d'ascendenza futurista o le scomposizioni cubiste, al pari delle eleganti stilizzazioni novecentiste. Tra il 1928 e il 1930 Sturani dipinse una serie di quadri di piccole dimensioni, dai toni intimisti, raffiguranti paesaggi o nature morte. Per oltre un trentennio Sturani svolse anche l'attività di entomologo, nell'ambito dell'Istituto di entomologia agraria dell'ateneo torinese, e i suoi studi furono ampiamente apprezzati anche dal mondo accademico per il valore scientifico e il rigore metodologico con il quale furono condotti. Il piccolo disegno qui presentato appartiene alla produzione giovanile di Sturani, ancor prima della collaborazione con la manifattura Lenci. In questo scorcio di campagna con boschi e cerbiatti, si ritrova la sua propensione a trasfondere in chiave favolistica i paesaggi che riproduce. In cornice a vista.

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Mario Sturani
ARARCO0156084
Mario Sturani

Composizione Naturalistica 1927

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Mario Sturani

Composizione Naturalistica 1927

Tecnica mista su carta. Firmato e datato in basso a sinistra. L'artista torinese Mario Sturani aderì negli anni giovanili al Movimento futurista. Dal 1927 iniziò la sua collaborazione con la manifattura di ceramiche Lenci, dove seppe rinnovare il repertorio formale e decorativo delle ceramiche Lenci in chiave antiretorica, rifuggendo gli stilemi dell'arte di regime. Pur nell'ambito della riproduzione seriale, Sturani seppe esprimere la libertà inventiva dell'ispirazione artistica: sulle superfici dei vasi, ad esempio, traspose i soggetti naturalistici a lui cari, trasfigurandoli a volte in toni favolistici; in altri casi un certo gusto déco, i ritmi dinamici d'ascendenza futurista o le scomposizioni cubiste, al pari delle eleganti stilizzazioni novecentiste. Tra il 1928 e il 1930 Sturani dipinse una serie di quadri di piccole dimensioni, dai toni intimisti, raffiguranti paesaggi o nature morte. Per oltre un trentennio Sturani svolse anche l'attività di entomologo, nell'ambito dell'Istituto di entomologia agraria dell'ateneo torinese, e i suoi studi furono ampiamente apprezzati anche dal mondo accademico per il valore scientifico e il rigore metodologico con il quale furono condotti. Il piccolo disegno qui presentato appartiene alla produzione giovanile di Sturani, ancor prima della collaborazione con la manifattura Lenci. In questo piccolo disegno dei suoi anni giovanili, Sturani risente ancora della sua vicinanza al futurismo. In cornice.

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Giorgio Bellandi
ARARCO0154918
Giorgio Bellandi

Studio per Affresco 1965

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Giorgio Bellandi

Studio per Affresco 1965

Tecnica mista su carta. In basso sono presenti la firma, la data e il titolo. E' un omaggio alla grande imprenditrice polacca, fondatrice dell'omonima casa cosmetica Helena Rubinstein, realizzato nell'anno della sua morte. Giorgio Bellandi, nato a Milano nel 1931, è stato pittore scenografo di grande talento. Appassionato di arte fin da giovanissimo, frequenta l'Accademia di Brera ed entra a far parte attivamente dell'ambiente artistico milanese di quegli anni. Bellandi lavora come scenografo al Teatro alla Scala di Milano e debutta come pittore negli anni '50 aderendo al Realismo esistenziale, movimento artistico molto attivo a Milano nella seconda metà degli anni cinquanta, diventando uno degli esponenti di tale corrente. Il Realismo esistenziale si basava originariamente sulla ricerca di qualcosa di diverso, di un'alternativa sia alla pittura informale sia agli effetti dell'esistenzialismo, soprattutto politico, che aveva preso piede a causa dei danni causati dalla II Guerra Mondiale. Ideologicamente questi artisti avevano in comune il rifiuto verso gli autoritarismi e verso i conformismi sociali e politici, in un ambiente orientato complessivamente a sinistra. Bellandi è un artista dotato di talento e creatività, amante della liberà di espressione e della bellezza, ed esegue opere dalla lettura interessante con tonalità cromatiche intense ma armoniose. Appassionato del Lago di Como, spesso veniva sul Lario in cerca di relax e ispirazione. Nel '64 egli partecipa alla Biennale di Venezia e nel '65 è invitato alla IX Quadriennale di Roma. Pittore molto attivo, realizza moltissime mostre in territorio Nazionale ed Internazionale, fino alla malattia che purtroppo gli fu fatale, nel 1976. L'opera è presentata in cornice.

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120,00€

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Giorgio Bellandi
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Giorgio Bellandi

Studi per le "Persecuzioni" 1964

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Giorgio Bellandi

Studi per le "Persecuzioni" 1964

Gruppo di quattro tecniche miste su carta, firmate e datate 8/10/64 singolarmente, e ulteriore firma con titolo sotto la composizione in cornice. Si tratta di bozzetti preparatori per le opere che l'artista espose alla mostra, studiata e realizzata nel 1967-68 con l'amico Amilcare Rambelli presso la Galleria del Grattacielo a Milano. Giorgio Bellandi, nato a Milano nel 1931, è stato pittore scenografo di grande talento. Appassionato di arte fin da giovanissimo, frequenta l'Accademia di Brera ed entra a far parte attivamente dell'ambiente artistico milanese di quegli anni. Bellandi lavora come scenografo al Teatro alla Scala di Milano e debutta come pittore negli anni '50 aderendo al Realismo esistenziale, movimento artistico molto attivo a Milano nella seconda metà degli anni cinquanta, diventando uno degli esponenti di tale corrente. Il Realismo esistenziale si basava originariamente sulla ricerca di qualcosa di diverso, di un'alternativa sia alla pittura informale sia agli effetti dell'esistenzialismo, soprattutto politico, che aveva preso piede a causa dei danni causati dalla II Guerra Mondiale. Ideologicamente questi artisti avevano in comune il rifiuto verso gli autoritarismi e verso i conformismi sociali e politici, in un ambiente orientato complessivamente a sinistra. Bellandi è un artista dotato di talento e creatività, amante della liberà di espressione e della bellezza, ed esegue opere dalla lettura interessante con tonalità cromatiche intense ma armoniose. Appassionato del Lago di Como, spesso veniva sul Lario in cerca di relax e ispirazione. Nel '64 egli partecipa alla Biennale di Venezia e nel '65 è invitato alla IX Quadriennale di Roma. Pittore molto attivo, realizza moltissime mostre in territorio Nazionale ed Internazionale, fino alla malattia che purtroppo gli fu fatale, nel 1976.

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175,00€

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Mario Francesconi
ARARCO0154374
Mario Francesconi

Senza Titolo 1958

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Mario Francesconi

Senza Titolo 1958

Olio su tela. Firmato e datato in basso a destra. L'opera di forte impatto emotivo, propone uno sfondo quasi monocromatico viola, in cui si inseriscono pochi tratti in bianco e nero a definire una sagoma rannicchiata a sinistra, forse una forma umana, raccolta e chiusa su se stessa. Nato nel 1934 a Viareggio, dove vive tuttora, il pittore e scultore Mario Francesconi è considerato uno dei pochi superstiti del Dadaismo, che dalla fine degli anni Cinquanta ha attraversato le stagioni dell'arte italiana ed europea in una ricerca spiccatamente personale di forme e di tecniche. A partire dalla sua prima personale nel 1959 sviluppa un percorso artistico che attraversa diverse fasi, spesso riconducibili alla passione per le materie povere e di recupero. La sua attività artistica si muove tra gli ambiti della pittura, della scultura, del collage e dell'installazione e confina con gli adiacenti ambiti della poesia e della letteratura, anche grazie ad amicizie e rapporti professionali con alcune tra le più significative figure del mondo intellettuale italiano della seconda metà del secolo scorso, da Emilio Villa a Cesare Garboli, da Leonardo Sciascia a Mario Luzi, da Cesare Zavattini a Pier Paolo Pasolini, da Alfonso Gatto a Sandro Penna a Venturino Venturi. L'opera è presentata in cornice.

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225,00€

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Manifesto Anti-Razzista 1968
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Manifesto Anti-Razzista 1968

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Manifesto Anti-Razzista 1968

Stampa su carta. Raro manifesto anti-razzista che, come da dicitura in basso, fu pubblicato come supplemento alla rivista "MAI" del giugno '68 , nella serie "I manifesti di MAI di Giò" (Giorgio Tavaglione). Si tratta di un manifesto dei movimenti beat che si diffusero in Italia negli anni 1967-1968: grazie all'utilizzo del ciclostile, che permise la stampa in proprio di numerosissimi volantini, manifesti, antologie poetiche, piccole plaquette e soprattutto riviste, i giovani beatniks crearono un canale di informazione alternativo che rappresentò il veicolo di diffusione primario dei principi che animavano il movimento beat, in contrapposizione ai circuiti culturali e di comunicazione ufficiali. All'interno delle riviste, e in generale nelle varie attività beat, la scrittura poetica assunse un ruolo essenziale come parte integrante della pratica di dissenso, poiché rappresentava una delle principali forme d'espressione e di affermazione di un diverso ideale di vita, nonché di una diversa idea di collettività. Giorgio Tavaglione fu uno degli esponenti artistici più noti del movimento beat: da completo autodidatta Giò disegnò i poster, i flyer e le cover delle prime riviste underground italiane degli anni '60. Tavaglione morì prematuramente in un tragico incidente. Opera in cornice.

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Motomovimento Mondo Beat Milano 1967
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Motomovimento Mondo Beat Milano 1967

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Motomovimento Mondo Beat Milano 1967

Poster stampato a Cologno Monzese nel 1967, in edizione limitata di 500 copie. Si tratta della copia n. 7/500, valorizzata dalla dedica e firma autografa del graphic designer Giorgio Tavaglione, autore del manifesto. E' il primo manifesto del movimento beat e della cultura underground italiana, promosso a Milano dal 1966. In tal data nacque la rivista "mondo Beat", con direttore Melchiorre Gerbino, ispirata ai movimenti di protesta pacifista dei PROVO olandesi, e vicina ai movimenti anarchici italiani. I giovani beatniks crearono un canale di informazione alternativo che rappresentò il veicolo di diffusione primario dei principi che animavano il movimento beat, in contrapposizione ai circuiti culturali e di comunicazione ufficiali. All'interno delle riviste, e in generale nelle varie attività beat, la scrittura poetica assunse un ruolo essenziale come parte integrante della pratica di dissenso, poiché rappresentava una delle principali forme d'espressione e di affermazione di un diverso ideale di vita, nonché di una diversa idea di collettività. Giorgio Tavaglione fu uno degli esponenti artistici più noti del movimento beat: da completo autodidatta Giò disegnò i poster, i flyer e le cover delle prime riviste underground italiane degli anni '60. L'opera è in cornice.

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Marcello Jori
SELECTED
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ARARCO0150784
Marcello Jori

Al Piano Interiore

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Marcello Jori

Al Piano Interiore

Acrilici su tavola. Accompagnata da autentica su foto autografa dell'autore, con timbro della Galleria Verlato di Milano. L'opera qui presentata rientra nella ricca serie di opere denominate dall'artista Cristalli, per il richiamo alle geometrie di tali minerali, che egli considera contenitori di energie e di luce. Su una tavola sagomata tridimensionalmente con asimmetriche punte sporgenti, a richiamare la struttura di un cristallo, Jori dipinge elementi che emergono dallo sfondo, con scelte cromatiche che rimandano tutte alla stessa gamma ma con sfumature differenti, ad emulare i riflessi della luce. L'opera proviene da un'importante collezione privata milanese.

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