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Coppia di Dipinti su Cuoio
ARTPIT0001110

Coppia di Dipinti su Cuoio

Scena galante e Scena pastorale

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Coppia di Dipinti su Cuoio

Scena galante e Scena pastorale

Coppia di dipinti su cuoio, raffiguranti una scena galante e una scena pastorale. In cornici in stile.

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La Scuola di Cucito
ARARPI0099241

La Scuola di Cucito

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La Scuola di Cucito

Olio su tela. Scuola emiliana. Il grande dipinto deriva dalla commistione tra un'opera di Guido Reni (1575-1642), "Maria Vergine alla scuola di cucito", ora perduta ma nota per le copie di bottega e per le incisioni, ed un'altra versione, lasciata incompiuta dallo stesso Reni e poi completata da Gianandrea Sirani (1610-1670), oggi conservata al Museo dell'Hermitage di Pietroburgo: di questa seconda versione e dell'opera di rifinitura del Sirani ha ben scritto lo storico dell'arte Massimo Pulini, nell'articolo "Gianandrea Sirani pittore di recitativi e rifinitore di incompiuti reniani". L'opera qui presentata fa riferimento alla versione del Sirani nella composizione occupante tutta la scena di figure femminili partecipanti della scuola, a cui si aggiunge il cagnolino in basso (peraltro spostato da sinistra a destra), mentre alla versione del Reni si riconduce essenzialmente la presenza sulla destra della fanciulla accompagnata dalla madre. Compare peraltro in quest'opera un elemento assolutamente inedito, che fa di questa tela una versione aggiuntiva: la presenza dell'apertura paesaggistica di sfondo al centro, incorniciata tra i due pesanti tendaggi. L'opera è stata sottoposta a restauro e ritelata. E' presentata in cornice del '700, ridorata e riadattata.

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Gruppo di quattro Pannelli dipinti
ARAROT0093780

Gruppo di quattro Pannelli dipinti

Scene Pastorali

ARAROT0093780

Gruppo di quattro Pannelli dipinti

Scene Pastorali

Olio su tavola. Decorati a scene pastorali su sfondo monocromo verde chiaro, con coppie, bambini, singoli contadini ripresi durante momenti di riposo e di conversazione, alla guisa di modelli del XVIII secolo. Probabilmente formelle in legno di ante di mobili, i dipinti sono stati montati più recentemente su telai in legno. Presentano diverse cadute di colore e macchie, soprattutto in corrispondenza dello sfondo.

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Giovanni Cappelli
novità
ARARCO0122342

Giovanni Cappelli

Senza Titolo 1973

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Giovanni Cappelli

Senza Titolo 1973

Tecnica mista su carta. Firmato e datato in basso a destra. Dopo un esordio neorealista che celebrava figure e ambienti di una povera vita rurale, il pittore cesenate Giovanni Cappelli si avvia dagli anni '60 verso una pittura che, pur mantenendo il tema di una umanità degradata ed emarginata, sostituisce i soggetti rurali con temi di vita e realtà metropolitane ambientate in poveri interni o nelle tetre e opprimenti periferie milanesi, che raffigura attraverso nuove sintesi formali, di impronta espressionista. Dagli anni '70 inizia un percorso definito "dal buio alla luce", in cui abbandona le tematiche sociali a vantaggio di una riflessione di derivazione esistenzialistica, adottando uno stile dalle inflessioni informali e caratterizzato dal recupero coloristico. L'opera è presentata in cornice.

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Il Tragico Ritorno
ARTOTT0000724

Il Tragico Ritorno

ARTOTT0000724

Il Tragico Ritorno

Olio su tela. Si tratta molto probabilmente di una rappresentazione pittorica di un tragico episodio antisemitico. A destra un militare in uniforme russa, di ritorno a casa ferito, si ritrova davanti agli occhi la drammatica scena della famiglia trucidata, che il rabbino sta vegliando in preghiera. La finestra divelta e i cassetti a soqquadro indicano l'irruzione forzata degli assassini. A sinistra della specchiera troviamo una scritta in ebraico che potrebbe suggerire la localizzazione o la traccia che l'artista propone. La parola potrebbe essere tradotta con "Ciro", e potrebbe riferirsi alla zona della Georgia ed Azerbaijan attraversata dal Kura, fiume che dalla Turchia sfocia nel Mar Caspio, noto appunto nell'800 come Ciro. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice dell'800.

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Paesaggio con cavalli e fantini
ARARPI0104215

Paesaggio con cavalli e fantini

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Paesaggio con cavalli e fantini

Tecnica mista su tela. In basso a destra è presente la firma Paolo Borzi e la data 1905. Di grande dimensione e di forte impatto decorativo, l'opera presenta alcune figure solo abbozzate e complessivamente risulta poco definita nei contorni così come nella stesura del colore, caratteristiche che le conferiscono un'aura di modernità. Peraltro, il telaio e la composizione della scena sono compatibili con la data riportata in basso a destra, cioè depongono per opera degli inizi del '900, probabilmente incompiuta. L'opera è presentata in cornice ridorata di metà '900.

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Vita nei campi
novità
ARTNOV0001589

Vita nei campi

arte etiope, 1935 ca.

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Vita nei campi

arte etiope, 1935 ca.

La tela rappresenta la vita quotidiana ed il suo fluire attraverso il lavoro nei campi, elemento centrale di sopravvivenza. Nella fila superiore vediamo la prima aratura, a cui segue, dopo l'arrivo delle piogge, una seconda preparazione del terreno. Nella seconda fila, vediamo estrarre le sementi dai granai; vengono portate in sacchi e seminate, con successiva ricopertura a zappa; la fila si chiude con lo spuntare delle piantine. Nella terza fila il contadino sorveglia e protegge dalle bestie selvatiche il seminato; segue la scena della raccolta e della battitura, che si chiude con il riporre nel granaio il frutto del lavoro. Nella quarta fila una donna prepara la farina, e cuoce una focaccia; lava poi i piedi al marito e lui la ricambia offrendole il primo boccone; la scena si conclude con tutta la famiglia a letto. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani perché ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Eliano Fantuzzi
ARARNO0094827

Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

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Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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Guarigione miracolosa
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Guarigione miracolosa

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Guarigione miracolosa

Olio su tela. Sicuramente un ex voto, il dipinto raffigura l'intervento miracoloso della Madonna con Bambino, raffigurata in alto a Sinistra, che guarisce un giovane uomo, ancora sofferente sul suo letto di agonia: intorno a lui tre dotti luminari discutono il caso: peculiare è la Croce in basso a sinistra, costruita con dei sassi incastonati nella tavola su cui è applicata la tela, raffiguranti si presume dei calcoli, causa della malattia. Cornice in stile.

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Giulio Falzoni
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ARARNO0123555

Giulio Falzoni

Il lavoro ne Campi

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Giulio Falzoni

Il lavoro ne Campi

Acquarello su cartone. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma e il titolo; presente inoltre timbro di collezionista. Originario della provincia di Mantova, Giulio Falzoni si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, ove si distinse subito per l'utilizzo della tecnica dell'acquerello, tecnica in cui poi si specializzò a Londra. La sua produzione fu legata fortemente alle sue origini, con numerosi scorci agresti e bucolici delle campagne mantovane, ma anche fu pittore della vecchia Milano, di cui ritrasse angoli e piccoli scorci del centro storico, così come di Londra ove studiò. Il dipinto presentato rientra nella produzione più tipica del Falzoni, un acquarello che propone un momento di vita contadina. E' presentato in cornice.

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Paesaggio con Figure Femminili
novità
ARARPI0057160

Paesaggio con Figure Femminili

La Caccia agli Uccelli con le Reti

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Paesaggio con Figure Femminili

La Caccia agli Uccelli con le Reti

Olio su tela. Scuola piemontese. La scena all'aperto raffigura la caccia agli uccelli con la rete: alcune donne, sotto un riparo di legno e frasche, attendono nascoste, con le gabbiette pronte, l'arrivo degli uccelli che planano dall'alto da destra, ove è allestita la rete che li deve imprigionare. Restaurata e ritelata, la tela è inchiodata al retro sul telaio. E' presentati in cornice in stile.

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Gruppo di Quattro Incisioni
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Gruppo di Quattro Incisioni

Dalla Storia di Romeo e Giulietta

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Gruppo di Quattro Incisioni

Dalla Storia di Romeo e Giulietta

Incisioni ad opera di Domenico Landini, acquarellate. Le quattro scene raccontano alcuni episodi della storia di Romeo e Giulietta, seppur raccontata in una versione differente dal testo originale shakespeariano. Le incisioni sono presentate in cornici coeve.

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L' Eucarestia
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L' Eucarestia

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L' Eucarestia

Olio su tela. Raffigurati in primo piano, un sacerdote impartisce l' eucarestia ad una devota, che riceve l'ostia in atteggiamento raccolto. Ritelato e restaurato, con piccolissime cadute di colore. Il dipinto è presentato in cornice intagliata e dorata di fine '800.

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Eliano Fantuzzi
ARARNO0094826

Eliano Fantuzzi

Figura Seduta

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Eliano Fantuzzi

Figura Seduta

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e l'etichetta di Galleria d'arte di Parabiago con i dati dell'opera. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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Sovraporta con Dipinto Bucolico
ARAROT0113938

Sovraporta con Dipinto Bucolico

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Sovraporta con Dipinto Bucolico

Olio su tela. La tela propone una scena inscritta all'interno di una cornice dipinta a foggia di vassoio, ai lati del quale vi sono due grifoni alati; la scena di tipo bucolico, presenta un pastore e una pastorella in campagna, intenti amabilmente in conversazione galante, circondati dai loro animali. Il dipinto, già restaurato e ritelato, è presentato in una cornice coeva laccata e decorata in gesso con una ghirlanda di rami con bacche intrecciati con nastri, che si conclude in alto con un grande fiocco.

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Eliano Fantuzzi
ARARNO0094832

Eliano Fantuzzi

Figure in Città

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Eliano Fantuzzi

Figure in Città

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e il timbro di Galleria d'arte. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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