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Paola Dabbene
ARARNO0064539

Paola Dabbene

Ritratto di cani, 1998

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Paola Dabbene

Ritratto di cani, 1998

Olio su tela. In basso a destra sigla D.B. Al retro presenti firma e data dell'opera. Gradevole opera della pittrice Paola Dabbene, esperta di "dog painting", che dipinge con diverse tecniche (olio, acrilico, pastello), anche su commissione, ritratti di cani, cavalli, natura "...quello che è parte della mia vita".

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Igor Andreev
ARARCO0106175

Igor Andreev

Volto

ARARCO0106175

Igor Andreev

Volto

Pittura su pietra. Firmata al retro Igor And. La pietra è trasformata in un volto particolare, vivace e curioso; sul lato ulteriore decorazione, con un paesaggio di cielo, terra e fiori. Igor Andreev, artista russo nato a Leningrado nel 1952, è scappato dall'Unione sovietica nel 1972 durante un viaggio in Canada,decidendo in tale nuova vita di dedicarsi all'arte. Nel 1981 si è trasferito a Parigi, dove vive e lavora. Nei suoi lavori, definiti come Neo-Pop art, egli utilizza materiali e forme semplici per creare un mondo positivo, gioioso e pieno di colore.

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Roberto Sebastian Matta
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Roberto Sebastian Matta

Senza titolo

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Roberto Sebastian Matta

Senza titolo

Acquatinta a a colori. Firmata in basso a destra. Roberto Sebastian Antonio Matta Eschaurren, detto Roberto Matta, nacque in Cile, ove studiò da architetto, ma si trasferì poi in Europa, incontrando i grandi rappresentanti dell'arte (Le Corbusier, Duchamp, Magritte,, Dalì...) e vivendo poi tutta la sua vita peregrinando nel mondo. Aderì alla corrente del Surrealismo, ed è considerato un "pittore di sogni e di emozioni". L'opera è presentata in cornice.

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Scorcio Milanese di Natale Addamiano
ARTCON0000672

Scorcio Milanese di Natale Addamiano

Castello Sforzesco, 1987-'88

ARTCON0000672

Scorcio Milanese di Natale Addamiano

Castello Sforzesco, 1987-'88

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Sul retro presente ulteriore firma con la data, 1987-'88. Addamiano, nato a Bari, si è formato artisticamente a Milano, ove ha studiato presso l'Accademia di belle Arti di Brera, di cui è stato titolare della cattedra di Pittura per diversi anni. Ha partecipato a numerose mostre, rassegne e premi, italiani e internazionali, molte in particolare in Giappone per la sua collaborazione con una importante galleria di Tokio. Nel 2018 la mostra dal titolo "Addamiano. Una pittura che racconta la luce" lo vede protagonista della sua prima personale a Roma. Vive e lavora sempre a Milano, a cui ha dedicato diverse opere, come questo piccolo ma intenso scorcio del Castello Sforzesco.

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Opera di Arman
SELECTED
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ARTCON0000756

Opera di Arman

10000 Cendrillons

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Opera di Arman

10000 Cendrillons

Tecnica mista su tela. Armand Fernandez, in arte Arman, nasce a Nizza nel 1928. È ricordato come uno degli esponenti più significativi ed influenti del movimento artistico “Nouveau Réalisme”, la declinazione europea del New Dada americano. Il Nouveau Réalisme si sviluppa negli anni '60 in Francia attorno alla figura del critico Pierre Restany. Rappresenta un modo di fare arte anti convenzionale, che riprende molti aspetti delle avanguardie di inizio secolo, come ad esempio il relegamento di pittura e scultura a tecniche di secondo ordine. Per contro viene dato valore artistico ad oggetti di uso comune, appartenenti alla sfera quotidiana, che vengono presentati nelle opere esattamente nella loro oggettività, senza l'azione decontestualizzante che caratterizzava i ready-made di Duchamp. Il periodo del dopoguerra, caratterizzato da cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico viene rappresentato dagli esponenti del Nouveau Réalisme in maniera provocatoria e critica attraverso i suoi prodotti: oggetti in sovrabbondanza, prodotti di scarto, rifiuti scomodi e così via. Ogni artista declina questa filosofia in maniera personale ed originale; Arman è noto per le sue accumulazioni al limite dell'ossessivo. La sua opera prende le mosse dalle strade, dove raccoglie ciò che viene buttato, dimenticato. Gli oggetti inutilizzati, quello che è considerato spazzatura diventa protagonista delle sue “sculture”, inducendo il pubblico ad una riflessione sui risvolti della società consumistica. L'opera in questione è una composizione ironica intitolata 10000 Cendrillons, ossia 10000 Cenerentole. È costituita da sei paia di scarpe firmate Prada tagliate a metà, montate su tela e ricoperte di vernice. L'opera è concettuale e la sua interpretazione è legata alla comprensione della filosofia dell'artista e del periodo storico in cui ha operato. Rappresenta una visione personale e critica, alleggerita dal titolo canzonatorio, del consumismo dilagante. Arman opera la “dissacrazione” di un oggetto, la scarpa Prada, che è considerato un simulacro nel mondo della moda, un oggetto del desiderio. Dimostra con la sua opera come in fondo, una scarpa firmata a cui attribuiamo il valore di status symbol, non è altro che una scarpa e in ultimo un semplice oggetto che come ogni altro diventerà un rifiuto. L'opera proviene dallo studio dell'artista a New York ed è autenticata mediante email della Fondation A.R.M.A.N. che ne riporta il numero di archivio. La Fondation A.R.M.AN. è attualmente l'unica istituzione avente il diritto di rilasciare certificazioni per le opere di Arman. È allegata inoltre fotografia dell'opera firmata dall'artista che indica il numero d'archivio, il titolo, le misure e la tecnica. Sul retro della fotografia è presente il timbro della Galleria d'Arte Dante Vecchiato che nei primi anni 2000 è stata il punto di riferimento per la distribuzione delle opere di Arman in Italia. Il prodotto, per usura dei materiali utilizzati, presenta segni di deterioramento (sbriciolamento dei tacchi delle scarpe), che richiedono interventi di restauro e ripristino.

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Enrico Scippa
ARARCO0097733

Enrico Scippa

Senza Titolo

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Enrico Scippa

Senza Titolo

Tecnica mista su carta. Firmato in basso a destra. Eclettico artista, non solo pittore ma anche scultore e orafo, Enrico Scippa è nato a Lecce il 6 febbraio 1937. Inizia la sua attività artistica, ancora studente universitario. Allievo di vent'anni lascia la Facoltà di Scienze Economiche per iscriversi alla Scuola Libera del Nudo a Roma, città nella quale trascorre circa dieci anni. Nel 1966 si trasferisce a Bruxelles, successivamente all'Aia e, infine, a Parigi. Nel 1969 rientra in Italia, dove dal 1975 al 1977 insegna a Firenze al Liceo Artistico. Espone in numerose personali, in mostre collettive ed esposizioni a premi. Nel 1976, ha realizzato una serie di multipli in bronzo e altri materiali, lavorando contemporaneamente alla progettazione di gioielli in oro e pietre preziose: tutti lavori che lo hanno portato a spostarsi con frequenza in Europa e negli Stati Uniti. In occasione della visita del Santo Padre a Lecce, ha realizzato, su invito della Provincia, una croce in oro che il Pontefice ha indossato durante le funzioni sacre. Collabora da alcuni anni con numerosi studi di architettura e comunicazione. Enrico Scippa ha esposto in mostre personali sia in Italia che in Europa e, negli Stati Uniti, a New York. L'opera è presentata in cornice.

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Bernard Aubertin
ARTCON0000820

Bernard Aubertin

Dessin de feu, 1974

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Bernard Aubertin

Dessin de feu, 1974

Applicazione di fiammiferi bruciati su cartone metallo. Al retro è presente etichetta di Galleria Centro di Brescia con i dati dell'opera e la firma dell'artista. Aubertin è considerato il " pittore monocromo", che focalizzò le sue ricerche artistiche sul colore rosso, inteso come fuoco, energia: a partire dal 1958 cominciò a realizzare le sue celebri tele monocrome rosse, i cosiddetti Tableaux Feu (quadri fuoco), animandole con svariati elementi, con chiodi (Tableaux Clous), fil di ferro (Tableaux Fil de Fer), fiammiferi (Parcours d'Allumettes) e svariati materiali, dai ceri, alle reti di ferro. Nella sua concezione metafisica della pittura, attraverso il rosso egli intese trasporre sulla tela l'energia dell'anima, l'essere spirituale. A partire dagli anni '60 Aubertin introdusse nel suo repertorio anche il fuoco, la manifestazione fisica del suo colore rosso. Produsse quindi molteplici composizioni astratte usando fiammiferi che, una volta accesi, creavano variazioni spontanee generate dalla natura della fiamma. Tra gli anni '80 e gli anni '90 la sua produzione artistica si volse alle performances in cui egli stesso dava alle fiamme pianoforti e automobili, mentre negli ultimi anni il colore rosso dei monocromi venne sostituito dal bianco, dal nero e dall'oro. L'opera è corredata di Autentica rilasciata dall'Archivio opere Bernard Aubertin, con N. Archiviazione DFEA47-1000237523.

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Fotopittura di Marco Nereo Rotelli
ARTCON0000688

Fotopittura di Marco Nereo Rotelli

Senza titolo, 1990

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Fotopittura di Marco Nereo Rotelli

Senza titolo, 1990

Vetro dipinto su foto. Firmato e datato al retro. Corredato di autentica su foto con timbro dell'atelier, firma dell'artista e data. Marco Nereo Rotelli è pittore e scultore veneziano che crea le sue opere coinvolgendo filosofi, musicisti, fotografi e soprattutto interagendo con la poesia che, con il tempo, è divenuta un riferimento costante per il suo lavoro, nel quale persegue prevalentemente una ricerca sulla luce e sulla dimensione poetica. Ha realizzato o partecipato alla realizzazione di grandi installazioni, sia in Italia che all'estero.

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Luigi Timoncini
ARARNO0106787

Luigi Timoncini

Allegoria 1987

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Luigi Timoncini

Allegoria 1987

Pastelli su carta. Firmato e datato in basso a destra. Al retro ulteriore firma, data e il titolo. Luigi Timoncini, nato a Faenza ma formatosi e cresciuto artisticamente a Milano, dopo una prima fase pittorica legata al realismo esistenziale in cui proponeva la drammatica solitudine dell'uomo delle periferie urbane, passa poi ad una pittura di paesaggi e di opere religiose (tra cui numerose vetrate per le chiese milanesi) in cui subentra una visione più serena e a volte anche ironica della pur difficile condizione umana. Il disegno presentato propone due figure nude, un uomo ed una donna che, seppur circondati da una ricca produzione di ortaggi (i frutti della terra!), si danno le spalle, ciascuno perso nella sua solitudine. L'opera è presentata in cornice.

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Liberio Reggiani
ARARCO0106788

Liberio Reggiani

Bacio Morso 1975

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Liberio Reggiani

Bacio Morso 1975

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presente ulteriore firma, data, il titolo dell'opera e etichetta di esposizione presso la Galleria Ponte Rosso di Milano. Pittore, disegnatore e incisore milanese, Liberio Reggiani è considerato un esponente di rilievo del realismo esistenziale, che evidenzia nelle sue opere la tragica condizione dell'uomo, prima colpito dalla guerra, quindi ridotto, in metropoli soffocanti, a vittima del degrado e dell'alienazione contemporanee. L'opera è in cornice.

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Pierluigi Rolando
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Pierluigi Rolando

Citadel 2001

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Pierluigi Rolando

Citadel 2001

Scultura a tecnica mista: ferro, legno e fotografie. Designer di fama internazionale, Pierluigi Rolando, laureato in ingegneria tessile e affermatosi primariamente nell'industria tessile del cashmere nell'azienda di famiglia, crea capi da lui stesso definiti “sculture in cashmere modellate sul corpo umano”. All'inizio degli anni '70 passa al design con collezioni per lo sport attivo e contribuisce alla nascita della Fila. Nel tempo libero alterna interessi scultorei a interessi pittorici; inventa figure in polistirolo espanso e collages in legno, cartone e materiali vari. Ma la scultura è da sempre la sua grande passione: per quarant'anni l'arte è “vissuta istericamente nei ritagli di tempo", ma dal 1993 Rolando sceglie di dedicarsi interamente solo ad essa. Utilizzando materiali diversi come terracotta, ferro di recupero, legno, propone soggetti vari, con volti grotteschi dalle espressioni tese e sofferenti, mani forti e caricaturali, simboli di antiche ed eroiche gesta di un'epoca lontana, personaggi delle religioni e della mitologia. Il suo universo visionario è popolato da guerrieri, condottieri ed imperatori, cavalli-totem e creature immaginarie; la sua arte è suggestiva, fiabesca, incantata. La cittadella qui presentata, che ben esprime questa passione per la mescolanza di materiali molto diversi tra loro, è stata creata dopo il tragico crollo delle Torri gemelle di New York, nel settembre 2001: le due torri, simboli della modernità, si ergono ancora intatte all'interno di una lastra di metallo contorta e di degrado e disfacimento, realizzato attraverso una lastra di metallo contorta. La scultura è presentata in teca in plexiglas.

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Enrico Scippa
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Enrico Scippa

Senza titolo

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Enrico Scippa

Senza titolo

Tecnica mista su tela. Firmato sul lato sinistro. Eclettico artista, non solo pittore ma anche scultore e orafo, Enrico Scippa è nato a Lecce il 6 febbraio 1937. Inizia la sua attività artistica, ancora studente universitario. Allievo di vent'anni lascia la Facoltà di Scienze Economiche per iscriversi alla Scuola Libera del Nudo a Roma, città nella quale trascorre circa dieci anni. Nel 1966 si trasferisce a Bruxelles, successivamente all'Aia e, infine, a Parigi. Nel 1969 rientra in Italia, dove dal 1975 al 1977 insegna a Firenze al Liceo Artistico. Espone in numerose personali, in mostre collettive ed esposizioni a premi. Nel 1976, ha realizzato una serie di multipli in bronzo e altri materiali, lavorando contemporaneamente alla progettazione di gioielli in oro e pietre preziose: tutti lavori che lo hanno portato a spostarsi con frequenza in Europa e negli Stati Uniti. In occasione della visita del Santo Padre a Lecce, ha realizzato, su invito della Provincia, una croce in oro che il Pontefice ha indossato durante le funzioni sacre. Collabora da alcuni anni con numerosi studi di architettura e comunicazione. Enrico Scippa ha esposto in mostre personali sia in Italia che in Europa e, negli Stati Uniti, a New York. L'opera è presentata in cornice.

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Daniele Galliano
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Daniele Galliano

Jesus' Soldiers 2008

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Daniele Galliano

Jesus' Soldiers 2008

Olio e smalti su tela. Titolo, data e firma al retro. Daniele Galliano, originario di Pinerolo, autodidatta di formazione, comincia ad esporre a Torino, dove vive e lavora, all'inizio degli anni '90, conquistandosi velocemente un posto di rilievo all'interno di quella nuova scena pittorica italiana che muove i suoi primi passi alla fine degli anni Ottanta. La sua tecnica pittorica appartiene al cosiddetto “realismo fotografico”, che prevede il passaggio dalla fotografia alla pittura, cambiando lo status dell'immagine che l'artista propone con uno sguardo nuovo e personale. Gli stessi titoli apposti alle opere danno una lettura delle scene assolutamente non neutrale, ma che ben esprime il pensiero obbligatorio dell'artista. Le sue immagini reinterpretate di luoghi e persone raggiungono il pubblico italiano e straniero e gli consentono di partecipare ad importanti personali e collettive in Europa e negli Stati Uniti. L'opera qui presentata propone una interpretazione di un momento liturgico tradizionale: la foto di gruppo di una Prima Comunione è trasformata da Galliano in una dichiarazione assoluta del potere al centro, con le figure bianche e nere dei bambini - lo yin e lo yang - e il porpora dell'universo di sfondo. L'opera è corredata di autentica su foto e di catalogo della personale di Galliano "All good things", realizzata presso lo Studio d'arte Raffaelli a Trento nel 2008, nella quale l'opera è stata esposta.

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Jenny Watson
ARARCO0106145

Jenny Watson

Senza Titolo

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Jenny Watson

Senza Titolo

Tecnica mista su scampolo di tessuto, con elementi aggiunti di materiali vari. La tela quadrata disegnata ad olio, presenta un figura di donna a cavallo; la coda del cavallo, da applicare sopra, è realizzata in crini sintetici; accompagnano poi il dipinto, proposti in affiancamento, una piccola tela rettangolare su cui è scritto un testo in inglese, a guisa di stralcio di lettera, e un posacenere in ceramica a forma di cavallino. Jenny Watson è un'artista australiana (nata e formatasi a Melbourne) che ha adottato diversi approcci stilistici alla sua pittura, utilizzando una gamma di materiali e tessuti diversi, come elementi in velluto e collages, e coniugando spesso immagini e parole. I soggetti da lei proposti sono stati sempre tendenzialmente autobiografici: a partire da ispirazioni punk e femministe, Jenny Watson ricrea un intimo diario in cui figure e parole s'intrecciano a comporre brevi narrazioni quotidiane. La sua personale iconografia è fatta di autoritratti (la donna dai capelli rossi non è altri che la stessa artista), cavalli, gatti, interni domestici e lettering, resi con freschissime pennellate che molto spazio lasciano all'immaginazione, anche se le figure sono rese in modo molto rigido e fisso, quasi a denunciare la assenza di movimento sociale, soprattutto nei confronti delle donne. Le sue opere sono spesso accompagnate da piccole tele colorate che riportano poetiche descrizioni del suo lavoro, rendendo immediato il processo di immedesimazione dello spettatore. L'opera qui proposta è stata presentata ad una personale di Jenny Watson tenutasi nel 2018 a Trento, presso lo Studio d'Arte Raffaelli, dal titolo "Jenny around the world". E' corredata di foto che mostra come è stata realizzata la sua presentazione a tale mostra ed è allegato anche il biglietto d'invito alla mostra degli acquirenti dell'opera in tale sede. Allegato inoltre piccolo catalogo di mostra dell'artista tenutasi nel 1993 a Como.

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700,00€

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Opera di Jonathan Guaitamacchi
ARTCON0000597

Opera di Jonathan Guaitamacchi

Baitekcea, 2003 (Opera N.20)

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Opera di Jonathan Guaitamacchi

Baitekcea, 2003 (Opera N.20)

Polimaterica (tecnica mista) su tela. Firma, titolo e data al retro. Corredato di autentica dell'artista su foto.

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525,00€

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Rossini Luigi
ARTCON0000463

Rossini Luigi

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Rossini Luigi

Olio su tela di Rossini Luigi (artista brianzolo), assai noto a collezionisti ma poco esposto al mercato.

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750,00€

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Opera di Ugo Nespolo
novità
ARTCON0000629

Opera di Ugo Nespolo

You you 1967

ARTCON0000629

Opera di Ugo Nespolo

You you 1967

Pannello ad intarsi colorati con acrilici. Firmato e datato in basso a sinistra. Sul retro ulteriore firma, data e il titolo. Opera giovanile, appartiene al periodo di esordio dell'artista.

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Grafica di Matta
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Grafica di Matta

Senza titolo

ARARCO0106151

Grafica di Matta

Senza titolo

Acquatinta a a colori. Firmata in basso a destra., numero di serie N. 59/85 in basso a sinistra. Roberto Sebastian Antonio Matta Eschaurren, detto Roberto Matta, nacque in Cile, ove studiò da architetto, ma si trasferì poi in Europa, incontrando i grandi rappresentanti dell'arte (Le Corbusier, Duchamp, Magritte,, Dalì...) e vivendo poi tutta la sua vita peregrinando nel mondo. Aderì alla corrente del Surrealismo, ed è considerato un "pittore di sogni e di emozioni". L'opera è presentata in cornice.

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120,00€

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Nevio Bedeschi
ARARCO0111044

Nevio Bedeschi

Senza Titolo 1969

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Nevio Bedeschi

Senza Titolo 1969

Tecnica mista su faesite. Firmato e datato al retro. Nell'opera spicca in basso a destra il volto nel casco della tuta di un astronauta: l'anno di realizzazione rimanda al primo ammaraggio sulla luna, e l'opera vuol essere quindi un omaggio a tale evento unico nella storia. La ricerca pittorica di Nevio Bedeschi Bedeschi, originario di Faenza, miscela spesso elementi del reale con un espressionismo astratto, ma fin dagli esordi si egli apre a quelle riflessioni sul sociale che caratterizzeranno la sua attività più significativa nel tempo. Nella seconda metà degli anni Sessanta la sua ricerca si definisce: tra memoria e cronaca la figura umana o brani di natura risultano in conflitto con geometrizzazioni simbolo di alienazione, solitudine e isolamento. Oltre che pittore, Bedeschi è stato grafico: eseguito opere a tiratura limitata e ha illustrato libri di racconti, fiabe e poesie per alcune collane editoriali. L'opera è presentata in cornice.

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Xavier Bueno
ARARCO0093034

Xavier Bueno

Ragazze

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Xavier Bueno

Ragazze

Olio su cartone telato. Firmato in basso a sinistra. Dopo l'infanzia trascorsa tra la Spagna, suo paese natale, Ginevra e Parigi, nel 1940 Xavier Bueno si trasferì in Italia, a Fiesole, ove aderì con il fratello Antonio, Pietro Annigoni e Gregorio Sciltian. al gruppo dei "Pittori Moderni della Realtà", il cui manifesto proponeva un'osservazione “oggettiva” del vero, della natura e la sua riproduzione il più possibile fedele. L'esperienza della guerra civile spagnola prima e di quella italiana poi, indirizzò sempre più l'artista verso un realismo legato a motivi di forte contenuto sociale. Il 1953 rappresentò una svolta importante per la carriera di Xavier: fu l'anno dell'esplicita adesione alle poetiche del realismo socialista, adesione che giunse dopo un itinerario personale che lo vide praticare pittura “impegnata” fin dall'anteguerra, con netto anticipo sull'arte di sinistra italiana. Altra tappa fondamentale nella carriera di Xavier fu il viaggio in Brasile del 1954: l'artista tornò da questa esperienza pieno di entusiasmo e con una serie di chine i cui principali protagonisti sono bambini, ragazzi, braccianti. Da questo momento la tematica dell'infanzia divenne sempre più ricorrente, un po' per volta i personaggi vennero raffigurati immobili, in una sorta di nebbia irreale, priva persino di profondità, di rigore prospettico, nella quale essi emergono come evocati. A tale produzione appartiene l'opera qui presentata. Tra il 1959 e il 1964 Xavier creò il ciclo dei "Bambini", immagini sofferenti e malinconiche opere simboliche di un'umanità avvilita ed oppressa, che l'artista presentò alla rassegna "España libre". Anche la sua tecnica subì un'evoluzione, che lo portò a ricercare un ispessimento della materia, addensata dall'aggiunta della sabbia alla vernice; il ricorso al collage, già da lui sperimentato nelle nature morte, divenne cospicuo anche in ambito figurativo-ritrattistico. La materia dei suo quadri divenne tale da arrivare a definirli “affresco su tela”. Opera presentata in cornice.

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