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Coppia di Troni
ANTSED0001125

Coppia di Troni

XVII Secolo - 1600

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Coppia di Troni

XVII Secolo - 1600

Coppia di troni in noce massello con pannelli di sostegno a seduta e schienale in pioppo; braccioli con sotto bracciolo tornito. Fascia intagliata sul fronte. Schienale terminante con fiamme intagliate. Rivestimenti in pelle con borchie sul fronte. Restauri.

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Statua di Fauno in Marmo
ARTART0000183

Statua di Fauno in Marmo

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Statua di Fauno in Marmo

Fauno-demone. Figura femminile con gambe caprine. Pelle d'animale sulle spalle. Volto demoniaco. Tiene in mano tartaruga.

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Allegoria dell'Amore
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ARARPI0097148

Allegoria dell'Amore

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Allegoria dell'Amore

Olio su tela. Scuola nord-europea. Si tratta di una divertente scena allegorica dell'amore profano, che vuole dimostrare come tutte le persone, di qualunque ceto sociale e di tutte le età, possono cadere nella trappola dell'innamoramento. Lo sfondo della tela è occupato da una enorme nassa, la rete a canestro usata in alcuni tipi di pesca, sopra l'imbocco della quale siede un putto violinista, intento a suonare; la nassa è affollata di coppie, mentre una sfilata di altre cammina davanti ad essa per raggiungerne l'entrata. Tra di esse vi sono coppie di anziani e di giovani, coppie di ricchi e di poveri, nobili, borghesi e proletari: tutti hanno espressioni liete e leggere, si lanciano sguardi innamorati o guardano benevolmente alla felicità degli altri. All''interno della nassa è presente addirittura una coppia di reali, che corrispondono per fattezze e abbigliamento all'elettore palatino della Renania, Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg e alla seconda moglie Anna Maria Luisa de'Medici. Al retro del dipinto è presente un'etichetta che riporta una storica attribuzione a Jan Frans Douven (1656-1727): l'artista olandese che dal 1682 si trasferì a Düsseldorf come pittore ufficiale alla corte dell'elettore palatino della Renania, realizzando soprattutto scene della vita quotidiana del principe e della sua seconda moglie. L'etichetta confermerebbe quindi l'ambito di attribuzione ad artista del XVII-XVIII secolo del nord-Europa. Il dipinto proviene da collezione storica milanese. Presenta tracce di restauri e un rattoppo. In cornice in stile.

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La Natività
ARAROT0121301

La Natività

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La Natività

Olio su tela. Scuola Nord-Italia. Tradizionale raffigurazione della nascita di Gesù, nella buia stalla, ove spiccano i colori delle vesti e degli incarnati delle figure, illuminati dall'unica fonte di luce proveniente dal Bambin Gesù. In alto a destra è presente lo stemma della famiglia committente. In prima tela,

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Sedia Barocca
ANSESE0105335

Sedia Barocca

XVIII Secolo - 1700, XVII Secolo - 1600

ANSESE0105335

Sedia Barocca

XVIII Secolo - 1700, XVII Secolo - 1600

Sedia barocca sorretta da gambe a rocchetto connesse da traverse tornite, in noce. Seduta e schienale dalla cimasa trilobata foderati in pelle, fissata con borchie e passamaneria, in pelle, lavorata a lambrecchino.

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Credenza Barocco Bolognese
ANMOCR0107517

Credenza Barocco Bolognese

XVII Secolo - 1600

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Credenza Barocco Bolognese

XVII Secolo - 1600

Credenza barocco bolognese sorretta da piedini a mensola (rifatti nella parte frontale), sul fronte presenta due ante sormontate da cinque cassetti posti nella fascia sottopiano e alternati a mensoline mosse; ornata da formelle intagliate, mentre la fascia sottopiano è dentellata. In noce, i fianchi sono in olmo, piano in pero; interni in abete e pioppo.

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Stipo Ebano e Avorio
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ANMOAL0097140

Stipo Ebano e Avorio

XVII Secolo - 1600

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Stipo Ebano e Avorio

XVII Secolo - 1600

Stipo appartenente alla produzione napoletana, risalente al primo quarto del XVII secolo. Sul fronte presenta due ante (in origine un'unica anta a calatoia) che danno accesso alla parte interna, dove vi sono tre cassetti laterali che inquadrano un'anta che cela un vano e due piccoli cassetti, e un unico cassetto nella parte inferiore. I fianchi sono in ebano con filettature in avorio, mentre il piano superiore è in legno ebanizzato e decorato sempre con filettature in avorio; gli interni sono in abete. Il mobile è interamente intarsiato con riserve in avorio inciso. Nella parte interna, una greca a nastro corre tra i cassettini, il cui fronte è decorato con paesaggi abitati da viandanti o nei quali si svolgono scene di battaglia; nell'anta al centro è invece rappresentata una donna con un seno scoperto e una cornucopia straripante di fiori e frutti, probabilmente allegoria dell'Abbondanza. Anche le ante sono intarsiate con riserve in avorio con greche e festoni fogliacei, su una è rappresentata una santa martire con la palma e una colonna, presumibilmente santa Bibiana, mentre sull'altra una figura femminile che trattiene un'ancora, allegoria della speranza cristiana. Anche nella parte interna delle ante presenta riserve in avorio incise con figure femminili, una non meglio identificabile e una turrita, che solleva sopra il capo un anello, probabilmente allegoria della Fede; queste due sono state riadattate da stipo coevo, realizzato da una differente bottega, inserendole presumibilmente nel XIX secolo durante la trasformazione dell'anta unica in due ante.

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Cristo benedicente
ARARPI0057199

Cristo benedicente

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Cristo benedicente

Olio su tela. Scuola italiana. Il Cristo benedicente raffigurato secondo la tradizione a mezzo busto, si distingue per la posizione della mano destra, in atto appunto di benedire: le tre dita unite simboleggiano la Trinità, mentre le altre due indicano le due nature del Cristo, umana e divina. La mano sinistra del cristo benedicente a volte, come in questo caso, regge il Libro delle scritture, segno della Rivelazione divina, altre il globo terrestre, che simboleggia il ruolo di Salvator mundi. In questo dipinto spicca l'espressione dolente del Cristo, partecipe delle sofferenze umane, su un volto peraltro circonfuso di luce, a sottolinearne la divinità. Sul retro dell'opera è presente antica ceralacca di appartenenza a collezione. Il dipinto è presentato in cornice antica.

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Paesaggio Nord-Europeo
ARTPIT0001363

Paesaggio Nord-Europeo

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Paesaggio Nord-Europeo

Inchiostro e acquarello su carta. Scuola fiamminga. Al retro etichetta di provenienza da importante collezione privata. Il disegno, abbozzato, propone la veduta di un'ampia vallata dal sentiero sulla collina che entra in un folto d'alberi. Presentato in cornice in stile.

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S. Paolo Eremita e S. Antonio Abate
SELECTED
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ARARPI0057281

S. Paolo Eremita e S. Antonio Abate

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S. Paolo Eremita e S. Antonio Abate

Olio su tela. Scuola lombarda. Il dipinto raffigura in primo piano sulla sinistra, all'ombra di alberi frondosi, i due santi seduti sopra dei massi, che dividono un pane; S. Paolo rivestito tradizionalmente di pelli d'animale, S. Antonio abate con l'abito dell'ordine e in mano il libro di preghiere. I due santi sono stati spesso raffigurati insieme perchè presentano molti tratti in comune: entrambi vissuti nel terzo secolo, entrambi egiziani, giovanissimi lasciarono tutte le loro proprietà per dedicarsi ad una vita di completa solitudine, vivendo in preghiera e povertà. Sant'Antonio Abate è stato uno dei più famosi eremiti nella storia della Chiesa. Anche San Paolo l'Eremita visse tutta la sua vita nel deserto in completa solitudine, secondo la narrazione agiografica nutrito solo dal pane che un corvo regolarmente gli portava. All'avvicinarsi della sua morte fu visitato da Sant'Antonio Abate, con il quale appunto condivise questo pane. In questa raffigurazione, il contesto paesaggistico non rimanda alle terre desertiche dell'Egitto, ma sono collocati piuttosto in un paesaggio nordico, alpino. Sulla destra un paesaggio eremitico, seppur verdeggiante e con un piccolo corso d'acqua in basso a destra. Il dipinto, già restaurato e ritelato, presenta una crettatura molto evidente. E' presentato in cornice in stile.

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Andrea Scacciati, ambito di
ARARPI0076232

Andrea Scacciati, ambito di

Composizioni con fiori e frutta

ARARPI0076232

Andrea Scacciati, ambito di

Composizioni con fiori e frutta

Olio su tela. Si tratta di una ricca composizione di fiori, presentati in vaso di metallo sbalzato, ai pedi del quale vi sono alcuni frutti (fichi ,pesche, ciliegie). Di ambito toscano, l'opera rimanda all'opera di Andre Scacciati, figura di punta della pittura di natura morta a Firenze in età tardobarocca. Molto amato dai Medici e dalle più note famiglie patrizie toscane, lo Scacciati fu autore di opere di altissima qualità stilistica, dedicate in prevalenza a composizioni floreali, caratterizzate da una sapiente capacità pittorica ed esaltate da intensi effetti cromatici. L'opera, restaurata e ritelata, è presentata in cornice in stile.

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Coppia di alari
ANTPIE0000252

Coppia di alari

XVIII Secolo - 1700, XVII Secolo - 1600

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Coppia di alari

XVIII Secolo - 1700, XVII Secolo - 1600

Coppia di alari in ferro battuto con sommità in bronzo a patina scura.

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Hieronymus III Francken
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ARTPIT0000908

Hieronymus III Francken

La negazione di Pietro

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Hieronymus III Francken

La negazione di Pietro

Olio su tavola di quercia, proveniente da un'importante collezione storica fiorentina. La collezione fu cominciata da un avo della famiglia che fu a Vienna nel 1798 e poi a Wurzburg fino al 1813, come compagno di esilio del Granduca di Toscana Ferdinando III. La collezione fu trasferita con sede definitiva a Firenze alla caduta di Napoleone, e dell'importanza della stessa abbiamo prova attraverso copia di un inventario compilato nel 1881. Al numero 14 dello stesso (corrispondente a quello riportato sul cartiglio presente al retro della tavola) abbiamo la descrizione del compilatore: "...quadro in legno di piedi due e quattro e mezzo pollici di lungo, e piede uno e 8 e mezzo pollici di alto, rappresentante il Pietro che nega Gesù Cristo alla fanciulla in casa di Anna. Si vede il Salvatore da lontano condotto avanti a quel pontefice per essere esaminato,in mezzo a una quantità di marmaglia e di soldati". Negli anni 60 una iniziale attribuzione a Bruegel fu negata e ricondotta al Francken. La composizione ebbe evidentemente successo perché se ne conoscono altre versioni di bottega (vedasi ad esempio un olio su rame di identico soggetto e dimensioni esitato presso l'asta Koller in data 18/09/2015). Presentato in cornice d'epoca riadattata.

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Cristo Crocifisso tra S. Carlo Borromeo e S. Francesco
ARARPI0117716

Cristo Crocifisso tra S. Carlo Borromeo e S. Francesco

ARARPI0117716

Cristo Crocifisso tra S. Carlo Borromeo e S. Francesco

Olio su tela. La Croce si erge centrale e protesa verso l'alto, illuminata dalla luce che proviene dallo squarcio dei cieli, ove angeli assistono alla Passione e Morte di Gesù; ai piedi della Croce, in contemplazione, i due grandi i santi; sullo sfondo scuro si intravvede un paesaggio brullo. La tela presenta diversi danni e segni di usura, e necessita di restauro. E' presentata in cornice coeva.

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Coppia di Cornici
ANTSPE0000725

Coppia di Cornici

XVII Secolo - 1600

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Coppia di Cornici

XVII Secolo - 1600

Coppia di cornici del XVII secolo in legno di tiglio ebanizzato. Presentano profili a battute dorati.

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Pannello in legno barocco
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OGANOG0047023

Pannello in legno barocco

XVII Secolo - 1600

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Pannello in legno barocco

XVII Secolo - 1600

Pannello in legno di noce intagliato con decori a volute fogliacee, draghi. Mascherone e putti che si baciano.

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305,00€

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Pentimento di San Pietro
ARARPI0122307

Pentimento di San Pietro

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Pentimento di San Pietro

Olio su tela. Scuola italiana. Il santo, riconoscibile dai tratti fisiognomici a lui tradizionalmente attribuiti (un uomo anziano dalla folta barba bianca), è raffigurato, ai margini di un bosco, in atteggiamento di accorata preghiera, in ginocchio con le mani giunte e lo sguardo lacrimevole e pentito rivolto verso l'alto; di sfondo sulla destra le mura della città di Gerusalemme. La scena è riconducibile all'episodio evangelico del pentimento del santo in seguito al suo rinnegamento di Gesù, che il vangelo racconta con le parole "uscito fuor, pianse amaramente". Emerge il pathos del personaggio, il cui volto, pur stravolto dal dolore, è però illuminato dalla luce che proviene dall'alto, simbolo della presenza divina. L'opera, restaurata e ritelata, è presentata in cornice in stile.

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Credenza con Alzata
ANTCRE0000460

Credenza con Alzata

XVII Secolo - 1600

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Credenza con Alzata

XVII Secolo - 1600

Credenza a due ante con formelle con riserve intarsiate in ulivo. Un cassetto sottostante le ante. L'alzata sposata in epoca successiva assemblata con materiale antico presenta tre ante anch'esse con riserve intarsiate in ulivo.

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700,00€

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Elemosiniere in Bronzo
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Elemosiniere in Bronzo

XVII Secolo - 1600

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Elemosiniere in Bronzo

XVII Secolo - 1600

Elemosiniere in bronzo sbalzato e cesellato con decori a motivi vegetali a forma ottagonale. Cavetto leggermente bombato.

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Santi Nazario e Celso
ARARPI0083844

Santi Nazario e Celso

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Santi Nazario e Celso

Olio su tela. Nazario e Celso furono due martiri cristiani, morti a Milano nel 304 d.C, venerati sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa, che viaggiarono per l'Italia come evangelizzatori, subendo la persecuzione da parte dei romani. Secondo la tradizione i due giovani vennero condannati a morte e imbarcati su una nave che doveva portarli al largo, dove sarebbero stati gettati in mare. La leggenda vuole che, gettati in mare, presero a camminare sulle acque. Si scatenò allora una tempesta che terrorizzò i marinai, i quali chiesero aiuto a Nazario. Le acque si calmarono immediatamente. La nave sarebbe infine approdata a Genova, e qui Nazario e Celso proseguirono la loro opera evangelizzatrice in tutta la Liguria e spingendosi sino a Milano, dove infine vennero arrestati e nuovamente condannati a morte. Il dipinto è in prima tela e non è mai stato sottoposto a restauro, ma pur necessitando di pulizia, è in buone condizioni (micro cadute di colore). E' presentato in cornice coeva, con mancanze.

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