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41 cm 198 cm

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Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte
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Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte

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Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte

Olio su tela. Scuola Nord-Italia. Nella scena quattro fanciulle danzano, accompagnandosi con diversi strumenti: Venere, che si distingue per la corona sul capo, batte su un triangolo, le tre Grazie hanno un tamburello e delle nacchere. In basso al centro, un fanciullo le accompagna con il flauto, mentre sulla sinistra, seduto su una roccia appoggiato alla sua spada, le osserva il dio Marte. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice antica ridorata.

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Deposizione di Cristo dalla Croce
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Deposizione di Cristo dalla Croce

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Deposizione di Cristo dalla Croce

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVII-XVIII secolo. Al retro presente etichetta di Galleria d'arte con indicazione "Scuola veneta del 1600". E' raffigurato l'episodio evangelico delle deposizione di Cristo dalla Croce. Il corpo di Gesù, che spicca bianco per il pallore della morte ma anche a simbolo della sua purezza, spicca al centro tra le altre figure, unico inerte in mezzo agli altri personaggi. Le sue braccia ancora aperte mentre viene staccato dalla Croce, costituiscono un tramite tra le due figure di Maria e Giovanni in piedi sotto di Lui, e il cielo. Intorno diverse figure che coralmente creano movimento, intrecci, di forme e colori. L'opera restaurata e ritelata, è presentata in cornice coeva, in legno intagliato, stuccato e laccato.

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Mercurio e Argo
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Mercurio e Argo

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Mercurio e Argo

Olio su tavola. Scuola nord-italiana (veneta?) del XVIII secolo. La sagoma della tavola suggerisce che il dipinto facesse parte di un allestimento d'arredo, inserita in una composita struttura parietale insieme ad altre scene a soggetto mitologico-allegorico. Il dipinto rappresenta un episodio mitologico narrato nelle Metamorfosi di Ovidio: Mercurio si accinge a far addormentare Argo con le melodie suadenti del suo flauto, per poi ucciderlo su comando di Giove. Argo, il pastore dai cento occhi e dotato di grande forza, era stato incaricato da Giunone di sorvegliare la giovane Io, amata da Giove e da lui trasformata in giovenca. In questa rappresentazione, collocati all'interno di un paesaggio bucolico, si identificano Mercurio dal cappello e i calzari alati, mente suona il suo flauto, e Argo seduto a sorveglianza della bianca giovenca alle sue spalle: come in molte rappresentazioni di questo mito, anche in opere di grande fama, Argo è raffigurato come un semplice pastore, senza i cento occhi e senza doti speciali. La dimensione bucolica più che drammatica, sottolinea l' intento decorativo del pannello, che vuole evocare leggerezza piuttosto che pathos. L'opera è in buone condizioni.

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725,00€

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Adorazione del Bambin Gesù
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Adorazione del Bambin Gesù

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Adorazione del Bambin Gesù

Olio su tela. Scuola del Nord-Italia. La raffigurazione della Natività è qui vista come momento contemplativo del Sacro Bambino, da parte di Maria e Giuseppe, accompagnati da angioletti. I modi pittorici riprendono quelli di modelli ampiamente replicati, a partire da Correggio, da Barocci, per arrivare alle numerose versioni di Gherardo delle notti, ovvero il pittore fiammingo Gerard Von Honthorst, rappresentante dl tenebrismo, corrente pittorica che giocava sui forti contrasti di buio e luce, di chiaro e scuro. Anche in quest'opera la luce irradiata dal Bambin Gesù illumina le figure intorno a Lui e le fa emergere dal buio circostante. L'opera, restaurata e ritelata, è presentata in cornice del XIX secolo.

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Sacerdote in Preghiera
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Sacerdote in Preghiera

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Sacerdote in Preghiera

Olio su tela. Scuola nord- italiana del XVIII secolo. Un sacerdote, inginocchiato davanti all'altare, mentre celebra o si accinge a celebrare la Santa Messa assistito da un chierichetto a sinistra e da una suora a destra, rivolge la sua preghiera a due santi, che compaiono sopra il suo capo a raffigurazione della sua meditazione e orazione interiore. Sull'altare spicca l'affresco dedicato a Maria in trono con Gesù Bambino, angeli e santi. L'opera presenta diverse cadute di colore ed è proposta in cornice dorata di fine '800, con mancanze.

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263,00€

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Dipinto del XVII Secolo con Annunciazione
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Dipinto del XVII Secolo con Annunciazione

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Dipinto del XVII Secolo con Annunciazione

Olio su tela. Scuola Nord-italiana del XVII secolo. Le due figure protagoniste, Maria inginocchiata e l'Arcangelo Gabriele, riempiono la scena, il cui sfondo è appena sfumato nella luce divina che si irradia dallo Spirito Santo discendente dal cielo. Unici elementi di arredo, il cesto del lavoro di cucito e il gomitolo a terra, che riporta alla umanità di Maria, mentre l'angelo reca in mano il giglio, simbolo della purezza. Restaurato e ritelato, il dipinto presenta qualche piccola caduta di colore e cretto marcato. E' presentato in cornice dorata di fine '800.

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225,00€

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Ritratto di Giovane Uomo
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Ritratto di Giovane Uomo

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Ritratto di Giovane Uomo

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVII secolo. Il giovane uomo è ritratto in posa con libri a fianco e in mano, a indicare la sua propensione allo studio; in alto a destra è raffigurato lo stemma araldico della famiglia nobile di appartenenza del giovane. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice in stile.

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375,00€

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L'Adorazione dei Magi
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L'Adorazione dei Magi

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L'Adorazione dei Magi

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVIII secolo. Peculiare di questa scena è la presentazione dei personaggi concentrati nella parte inferiore della tela, mentre in quella superiore domina sulla sinistra la grande struttura architettonica, che vuol essere la grotta, ma che è una struttura lignea alta e imponente, affiancata sulla destra dal buio della notte, interrotto dallo squarcio di luce aperto nei cieli, da cui escono gli angeli. I personaggi sono disposti a convergere, lungo una linea obliqua ascendente verso sinistra, in direzione della Sacra Famiglia, in particolare verso Maria e il Bambino, che si trovano sulla stessa diagonale del fascio di luce celestiale. Sulla destra della Sacra Famiglia, i Re Magi, con il loro seguito di servi ed animali, dietro i quali si apre un paesaggio che evoca le terre lontane da cui provengono. Il dipinto è animato dai giochi di colori e luci, con alternanze di luci e ombre, cromie accese e sfondi cupi. Si tratta di una replica con varianti (in particolare l'aggiunta dell'imponente struttura architettonica che raddoppia la scena) dell'Adorazione dei Magi dipinta nel tardo Seicento da Andrea Celesti nella chiesa di Limone del Garda. Di tale opera furono eseguite diverse copie, di cui una, del tutto analoga per composizione e sfondo a quella qui presentata, anche se più nebulosa, si trova presso la Pinacoteca Repossi di Chiari. Ciò permette di collocare l'opera in ambito bresciano. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in bella cornice dorata di fine '800.

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550,00€

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Paesaggio con San Gerolamo penitente
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Paesaggio con San Gerolamo penitente

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Paesaggio con San Gerolamo penitente

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVII-XVIII secolo. In un ampio paesaggio collinare piuttosto brullo, che si allarga sfumando sulla destra, si inserisce un alto roccione, conformato ad arco, sotto il quale vi è San Gerolamo penitente, raffigurato in atto di preghiera e di adorazione della Croce. Conformemente ai canoni della pittura del XVII-XVIII secolo, la figura del Santo, adeguata all'iconografia nelle vesti e nell'atteggiamento, è però inserita in un paesaggio poco consono, vicino a quello del pittore che si rifaceva alla realtà paesaggistica a lui nota. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice in stile.

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Madonna con Bambino Angeli e Santi
ARARPI0152910
Madonna con Bambino Angeli e Santi

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Madonna con Bambino Angeli e Santi

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVII-XVIII secolo. L'opera di carattere devozionale, vede la Madonna, assisa sulle nubi e assistita da due angeli che le sorreggono le vesti, è venerata da due santi, in ginocchio ai suoi piedi: a destra la giovane donna in abiti principeschi, ai cui piedi è poggiata una corona regale, rimanda ad Elisabetta d'Ungheria; a sinistra, il santo che tiene in braccio il Bambin Gesù è identificabile in San Gaetano da Thiene. Particolare è il gioco di sguardi tra i vari personaggi, che si intrecciano insieme alle posizioni e ai gesti, a creare un movimento quasi circolare. Il dipinto è stato restaurato e ritelato. E' presentato in cornice antica ridorata ad inizio '900, con attuali diverse mancanze (da restaurare).

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Quattro Ritratti di Re Condottieri
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Quattro Ritratti di Re Condottieri

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Quattro Ritratti di Re Condottieri

Tempera grassa su tela. Scuola nord-italiana. Si ritiene che le quattro grandi opere facessero parte dell'apparato decorativo di un palazzo di ampie dimensioni. La tecnica usata - una tempera grassa applicata su tela con una preparazione leggerissima e un tratteggio rapido senza riferimenti precisi delle figure - sottolinea la veloce esecuzione, volta ad ottenere in tempi brevi delle opere a scopo prettamente decorativo. I quattro grandi ritratti propongono le figure di re, riconoscibili da attributi regali differenti (corone, scettri, manti regali), ma rappresentati in veste di condottieri, quindi con armature e/o armi. La peculiarità è che i personaggi appartengono a epoche e provenienze geografiche diverse, come a voler rendere omaggio alle grandi figure regali della storia. Non certa è l'identificazione dei personaggi, anche se è possibile ipotizzare alcuni nomi: il re con la corona di metallo povero ma a cuspidi molto appuntite, che impugna una spada con l'elsa a foggia di testa d'uccello ed è rivestito di un manto di tela grezza e di una corazza semplice da cui spuntano elementi di pelliccia, potrebbe essere Attila, il re degli Unni; la figura orientale, con un turbante adorno di pietre preziose, potrebbe essere un sultano ottomano, ad esempio il Solimano; il guerriero con l'armatura caratteristica dell'antica Grecia, con l'elmo sormontato da un drago e la corazza riccamente decorata con fregi, potrebbe essere Alessandro Magno; infine, il giovane re in armatura a piastre completa e con l'elmo coronato a "cappello d'arme", per le caratteristiche fisiognomiche potrebbe essere identificato in Pietro I il Grande, zar di Russia (1672-1725), qui in un ritratto giovanile. I quattro dipinti, ancora in prima tela, presentano tracce di restauri ed integrazioni, con alcune piccole toppe al retro. Provengono da collezione storica bolognese. Sono presentati in cornici in stile.

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Scorcio con Figure
ARAROT0117595
Scorcio con Figure

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Scorcio con Figure

Olio su tela. Scuola Nord Italia. E' un piccolo scorcio di un canale fluviale che scorre in mezzo alle abitazioni; particolare è la presenza di due figure: un battelliere che passa sotto il ponte con la sua barchetta, mentre sopra il ponte transita un popolano che sta tirando per la cavezza l'asinello trainante il carretto. Il dipinto necessita di restauro per diverse cadute di colore, di cui la più estesa in corrispondenza del parapetto del ponte a sinistra. E' presentato in cornice dorata coeva.

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245,00€

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Grande Dipinto a Soggetto Mitologico
SELECTED
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ARARPI0167017
Grande Dipinto a Soggetto Mitologico

La Favola di Apollo e Marsia

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Grande Dipinto a Soggetto Mitologico

La Favola di Apollo e Marsia

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVII secolo. La grande tela deriva da un'incisione del 1562 ad opera del veneziano Giulio Sanuto, che riprendeva fedelmente l'opera omonima del Bronzino (1503-1572), attualmente conservata all'Hermitage; rispetto all'originale, l'incisione aggiunse il gruppo di Muse e modificò lo sfondo paesaggistico introducendo gli scorci dei paesi. L'opera è suddivisa in quattro scene, che vanno lette da destra verso sinistra. Nella prima scena è raffigurata la contesa musicale tra Apollo e il sileno Marsia, che suonava il flauto talmente bene da essere ritenuto superiore allo stesso dio; i due contendenti si stanno esibendo, il dio con la lira e il sileno con il flauto addirittura capovolto (per aumentare la difficoltà dell'impresa), davanti al re Mida e alla dea Minerva, riconoscibile dai suoi attributi, l'elmo, la lancia e lo scudo. Nella seconda scena Apollo è intento a scorticare Marsia, per punirlo dell'aver vinto la gara musicale; appoggiati per terra di fianco a lui, il suo mantello e la lira. Nella terza scena, è Re Mida ad esser punito dal dio per avergli preferito Marsia: Apollo sta infilando le orecchie d'asino a Mida, mentre Minerva assiste. Infine la quarta scena, in primo piano a sinistra, è caratterizzata da una figura particolare, identificata nel fedele servitore e barbiere del re: poichè Mida gli aveva ordinato di mantenere il segreto sulle sue orecchie d'asino, non potendo sfogarsi altrimenti, egli scavò una buca nel terreno e urlò lì dentro il suo segreto; in quel luogo però, la leggenda vuole che crebbe un cespuglio di canne che con il vento sussurravano "Re mida ha le orecchie d'asino", rivelando così il temuto segreto. Il dipinto è stato precedentemente restaurato e ritelato, ma necessita attualmente di eventuale ulteriore ripresa del colore. Sul retro a matita è presente una vecchia attribuzione alla scuola ferrarese ("Ercole da Ferrara"). E' presentato in cornice in stile di fine '800.

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Compianto su Cristo Morto
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ARARPI0094514
Compianto su Cristo Morto

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Compianto su Cristo Morto

Olio su tela. Scuola Nord Italia. Inserita in un paesaggio tardo rinascimentale, la composizione delle figure è disposta secondo una diagonale ascendente verso sinistra e più precisamente culminante con le tre croci sul Calvario in lontananza; centrale è il corpo del Cristo, disteso seppur anch'esso obliquamente, dietro il quale tre figure, S.Giovanni, Maria al centro e una pia donna, unica raffigurata in abiti del XVII secolo, probabilmente ritraendo un personaggio vicino alla committenza. L'opera può essere collocata nella produzione culturale lombardo-veneta della prima metà del '500, più precisamente nella attività pittorica fiorita tra Brescia, il Garda e Verona, che ebbe massima espressione nei modi manieristi di Giovanni Demio (1500-1570 ca). Si ritrovano in particolare nell'opera alcuni elementi, soprattutto nelle fogge di abbigliamento e nelle pose (per esempio del San Giovanni), che rimandano a modelli di stampo raffaellesco ampiamente utilizzati, grazie alla mediazione di incisori quali il Marcantonio Raimondi (1480 -1534 ca), che contribuirono alla diffusione delle opere dei maestri. Il dipinto, restaurato e ritelato, presenta ampi rifacimenti. E' presentato in cornice antica, databile intorno al XVII secolo, riverniciata.

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