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Alessandro Tofanelli
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Alessandro Tofanelli

Un'ora fa 2000

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Alessandro Tofanelli

Un'ora fa 2000

Olio su tavola. Al retro è presente etichetta della Galleria Marescalchi di Bologna con il titolo, la data, i dati tecnici dell'opera e il numero di catalogo (cat. 91). Nato a Viareggio, Alessandro Tofanelli si è diplomato prima all'istituto d'arte di Lucca, per poi trasferirsi dal 1977 al 1980 a Milano per frequentare l'Accademia di Brera di Milano, collaborando in quegli anni come illustratore per diverse riviste edite da Rizzoli e Mondadori. Comincia fin da subito ad affermarsi, vincendo premi nazionali; le sue opere pittoriche sono esposte in importanti gallerie d'arte italiane e straniere e fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, nazionali e internazionali. All'attività pittorica Tofanelli ha da sempre abbinato anche quella di fotografo e video documentarista professionista. Numerosi sono infatti i suoi lavori video trasmessi dalle reti RAI, così come i suoi servizi fotografici sono stati ospitati in pubblicazioni specializzate. In tutte le sue forme artistiche, Tofanelli esprime il forte legame con la natura: immerso in essa, una natura amica, egli lui la vive, la respira, la fa sua, la interpreta dandogli voce e la dipinge trasformandola in poesia e rappresentandola in un un mondo che pare immaginario, ma è piuttosto un mondo che fu, un mondo a sé, una realtà al confine con il sogno, un eden in cui la vita è semplice e scandita dal ritmo lento di gesti quotidiani, ed è identificata in oggetti della quotidianità in cui si può percepire la presenza dell'Uomo, raccontandone la vita e la storia senza mai raffigurarlo. L'opera è presentata in cornice.

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Antonio Guarino
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Antonio Guarino

Barche colorate Porticello 1929

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Antonio Guarino

Barche colorate Porticello 1929

Olio su tavola. Al retro cartiglio con la firma dell'autore, il titolo, la localizzazione e la data. Nato in Sicilia nel 1882, ma formatosi artisticamente negli USA ove si era trasferito ancora bambino con la famiglia, Guarino fu pittore e incisore, che dipinse con ampie pennellate e colori decisi i luoghi della sua vita. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Domenico De Bernardi
ARARNO0120460
Domenico De Bernardi

Paesaggio

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Domenico De Bernardi

Paesaggio

Olio su tavola. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presente timbro "Domenico De Bernardi -Besozzo", ad autentica. La pittura del De Bernardi si inserisce nel solco della tradizione paesaggistica lombarda di stampo otto-novecentesco. Egli visse sempre a Besozzo, suo paese natale della provincia di Varese, ma viaggiò parecchio, in Italia e fuori d'Italia raccogliendo impressioni e ricercando, per riviverli nella sua opera, paesaggi nuovi; in particolare raccolse nuove suggestioni da un viaggio in Libia negli anni trenta, dal quale tornò con una tavolozza più vivace e mediterranea. Il paesaggismo fu il genere che predilesse, ma fu spesso attratto anche, con risultati altrettanto significativi, dalla 'natura morta'. Il piccolo paesaggio qui presentato è uno scorcio di colline su cui svettano cime più alte sullo sfondo, forse proprio le zone prealpine d'origine dell'artista; un piccolo borgo riempie il centro della scena, nella quale spiccano in particolare i diffusi steccati delle coltivazioni. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Baldomero Galofre, attribuito a
novità
ARAROT0072448
Baldomero Galofre, attribuito a

Nettuno, scorcio marino

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Baldomero Galofre, attribuito a

Nettuno, scorcio marino

Olio su tavola. Firmato e localizzato in basso a sinistra. Lo scorcio marino è una veduta dalla località della costa romana: sulla spiaggia rocciosa una figuretta di bambino gioca in ginocchio. In uno stile veloce ed efficace, il piccolo dipinto rimanda alla produzione di Baldomero Galofre, artista catalano che dal 1870 a l1882 visse a Roma, studiando all'Accademia Spagnola di belle Arti. E' presentato in cornice di inizio '900.

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Ritratto di Signora
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Ritratto di Signora

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Ritratto di Signora

Olio su tavola. Firmato in basso a destra e al retro Verschafeldt. Piccole cadute di colore. Presentato in cornice coeva, con mancanze.

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Ghirlanda di Fiori
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Ghirlanda di Fiori

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Ghirlanda di Fiori

Olio su tavola. Scuola italiana della seconda metà dell'800. Il dipinto, una ghirlanda di fiori variopinti e variegati, riprende efficacemente i modi pittorici del XVII secolo. Il legno presenta ampie aperture e tagli in corrispondenza delle giunzioni delle tavole. Il dipinto è presentato in cornice dorata di inizio '900.

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Gruppo di quattro Pannelli Dipinti Olio su Tavola
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Gruppo di quattro Pannelli Dipinti Olio su Tavola

Scene Pastorali

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Gruppo di quattro Pannelli Dipinti Olio su Tavola

Scene Pastorali

Olio su tavola. Decorati a scene pastorali su sfondo monocromo verde chiaro, con coppie, bambini, singoli contadini ripresi durante momenti di riposo e di conversazione, alla guisa di modelli del XVIII secolo. Probabilmente formelle in legno di ante di mobili, i dipinti sono stati montati più recentemente su telai in legno. Presentano diverse cadute di colore e macchie, soprattutto in corrispondenza dello sfondo.

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Scorcio della Darsena di Milano
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Scorcio della Darsena di Milano

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Scorcio della Darsena di Milano

Olio su tavola. Non firmato, il dipinto è uno scorcio brumoso e sfumato della Darsena di Milano, tutto giocato sui toni bruni e ocra. Piccole cadute di colore. In cornice in stile.

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Giulio Cesare Vinzio
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Giulio Cesare Vinzio

Libeccio

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Giulio Cesare Vinzio

Libeccio

Olio su tavola. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma, il titolo e cartiglio della Galleria Dedalo di Milano. Giulio Cesare Vinzio, artista di origine livornese, si forma artisticamente a Firenze, frequentando lo studio di Giovanni Fattori. Nella campagna intorno a Firenze egli comincia a dipingere paesaggi dal vero, con protagonisti buoi, contadini, cavalli paesaggi della Maremma, resi con colori accesi e forti contrasti cromatici. Dall'inizio del Novecento, mentre espone in tutta Italia e all'estero, si trasferisce in Piemonte e si avvicina alla pittura divisionista: pur continuando a prediligere i paesaggi agresti e le realtà bucoliche, li rappresenta nelle atmosfere dei crepuscoli, dei notturni, delle albe, realizzati non più con pennellate ampie, ma piccoli tratti divisi tra loro. Nel 1921 entra a far parte del Gruppo Labronico, che lo riavvicina al naturalismo verista delle origini. L'opera qui presentata propone uno scorcio di una spiaggia maremmana, battuta dal libeccio, il vento che spira dal sud in tutto il Mediterraneo. La tecnica è quella del realismo, utilizzando pennellate ampie e sovrapposte. In cornice.

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Mercurio e Argo
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Mercurio e Argo

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Mercurio e Argo

Olio su tavola. Scuola nord-italiana (veneta?) del XVIII secolo. La sagoma della tavola suggerisce che il dipinto facesse parte di un allestimento d'arredo, inserita in una composita struttura parietale insieme ad altre scene a soggetto mitologico-allegorico. Il dipinto rappresenta un episodio mitologico narrato nelle Metamorfosi di Ovidio: Mercurio si accinge a far addormentare Argo con le melodie suadenti del suo flauto, per poi ucciderlo su comando di Giove. Argo, il pastore dai cento occhi e dotato di grande forza, era stato incaricato da Giunone di sorvegliare la giovane Io, amata da Giove e da lui trasformata in giovenca. In questa rappresentazione, collocati all'interno di un paesaggio bucolico, si identificano Mercurio dal cappello e i calzari alati, mente suona il suo flauto, e Argo seduto a sorveglianza della bianca giovenca alle sue spalle: come in molte rappresentazioni di questo mito, anche in opere di grande fama, Argo è raffigurato come un semplice pastore, senza i cento occhi e senza doti speciali. La dimensione bucolica più che drammatica, sottolinea l' intento decorativo del pannello, che vuole evocare leggerezza piuttosto che pathos. L'opera è in buone condizioni.

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Paesaggio firmato Zocchi
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Paesaggio firmato Zocchi

Paesaggio con Covone

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Paesaggio firmato Zocchi

Paesaggio con Covone

Olio su tavola. Firmato G. Zocchi in basso a destra. Si tratta probabilmente di opera tarda del pittore fiorentino Guglielmo Zocchi, più noto per le vivaci scene di genere di ambientazione greco-romana, che gli valsero grande successo soprattutto all'estero. Rara la produzione paesaggistica. Il dipinto è presentato in cornice coeva con mancanze.

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Paesaggio con Edificio e Figure
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Paesaggio con Edificio e Figure

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Paesaggio con Edificio e Figure

Olio su tavola di rovere. Scuola fiamminga. L'edificio raffigurato è un casolare dal tetto di paglia fortemente spiovente, tipico dei paesi nordici: si tratta di una locanda, come segnala la ghirlanda appesa in alto all'esterno, richiamo per i viandanti; l'uscio è aperto e si intravvede all'interno un avventore seduto al tavolo, mentre un viandante sta entrando. All'esterno, un pescatore sul pontile che dà su uno stagno. All'intorno una folta vegetazione. Il dipinto è presentato in cornice in stile.

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Giovanni Beltrami
SELECTED
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Giovanni Beltrami

Madonna con Bambino

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Giovanni Beltrami

Madonna con Bambino

Olio su tavola. Al centro, sul bordo dell' abito rosso, è presente la dicitura in carattere antico "G.Beltrami fecit". Bella composizione in stile neorinascimentale, l'opera è riconducibile all'artista Giovanni Beltrami che, sulla scia della corrente in voga nel XIX secolo che riproponeva gli stili artistici del XV-XVI secolo, si cimentò in questa tavola a soggetto sacro. Pittore, illustratore e critico d'arte milanese, nonchè amante della pittura su vetro e del mosaico, Il Beltrami crebbe nella Milano della Scapigliatura, cercando con il suo stile una mediazione fra le tendenze moderne e la tradizione. Nell'ambito pittorico si affermò soprattutto come paesaggista, ma fu sempre considerato artista di grande e vario talento, che annovera nel suo repertorio numerose opere a soggetto sacro, soprattutto come decoratore di interni e chiese. Il dipinto è presentato in bella cornice coeva, a cappelletta, dorata e con decoro superiore.

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Stefano Bersani
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Stefano Bersani

Paesaggio con Montagne

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Stefano Bersani

Paesaggio con Montagne

Olio su tavola. Firmato in basso a destra. Al retro cartiglio della "Bottega d'arte Salvetti" di Milano. Stefano Bersani, artista e poeta lombardo, si dedicò alla pittura del vero, anche il più umile e comune; si ritrovano infatti tra le sue opere oltre a diversi paesaggi lombardi, come questo proposto che ha di sfondo la catena alpina, anche scene dei campi con figure di contadini, animali da cortile, figure popolari. Partecipò a molti concorsi, espose in numerose gallerie lombarde e fu molto richiesto nelle case nobili, ove fu anche pittore d'interni. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Giuseppe Gheduzzi
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Giuseppe Gheduzzi

Paesaggio Piemontese

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Giuseppe Gheduzzi

Paesaggio Piemontese

Olio su tavola. Firmato in basso a destra. Al retro presente etichetta della Galleria Bolzani di Milano, con il titolo dell'opera. Nato a Crespellano (BO) inel 1889 dal pittore Ugo Gheduzzi, Giuseppe apprende dal ui i primi rudimenti dell'arte insieme ai fratelli Cesare, Mario e Augusto. Dopo l l'esordio a Vignola nel 1907 con il dipinto Paesaggio alpestre, Giuseppe Gheduzzi affina la sua formazione a Torino presso l'Accademia Albertina in qualità di allievo di Andrea Marchisio e di Paolo Gaidano. Lasciata l'Accademia collabora con il padre per la realizzazione delle scenografie del Teatro Regio. Giuseppe è un abile paesaggista: dipinge scorci e panorami veneziani, vedute dei laghi e delle valli piemontesi e della riviera ligure. Ma, a differenza del fratello Cesare ,eccelle anche nei dipinti di interni con figure e nei temi orientalisti: particolarmente apprezzati da pubblico e critica sono infatti le sue scene di genere e i dipinti che raffigurano interni di botteghe di artigiani, antiquari e stalle. Nel corso della sua vita Giuseppe partecipa a moltissime rassegne della Promotrice alle Belle Arti di Torino e al Circolo degli Artisti di Torino, e realizza diverse mostre personali. Muore a Torino il 21 maggio 1957. rientra nella sua vasta produzione paesaggistica anche questa veduta della campagna piemontese, con una figurina solitaria che cammina sul sentiero. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Scena romantica 1925
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Scena romantica 1925

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Scena romantica 1925

Olio su tavola ovale. Siglato in basso a sinistra. Sul retro presenti dedica, firma e data 1925. Raffigurata una scena galante in un giardino: l'ambientazione presenta richiami neoclassici, ma la tecnica pittorica è vicina all'impressionismo. Il dipinto è presentato in cornice dorata di inizio'800. Lievi cadute di colore.

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Nikas Safronov
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Nikas Safronov

San Giorgio 1992

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Nikas Safronov

San Giorgio 1992

Olio su tavola. Firmato in basso a destra. Al retro in cirillico presenti il titolo, la data e la localizzazione a Bergamo. L'artista lituano, che attualmente vive e lavora tra Mosca, l'Italia e il Regno Unito, è considerato uno dei più importanti artisti russi contemporanei. Nella sua ampia produzione si trovano paesaggi, nature morte, molti ritratti di personaggi famosi e le sue composizioni surreali, espressione di una sua peculiare "visione onirica" della realtà. Anche in questa tavola, seppur nello stile delle icone tradizionali, viene proposta la raffigurazione del famoso San Giorgio in una chiave surreale che rimanda a De Chirico, ove al drago viene sostituito un'oca, la testa del santo è un uovo, di contorno vi sono figure di maghe..... un'interpretazione chiaramente poco ortodossa! La tavola presenta una fenditura verticale. L'opera è presentata in cornice.

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Annunciazione grande Dipinto su Tavola del XVIII secolo
ARARPI0161190
Annunciazione grande Dipinto su Tavola del XVIII secolo

ARARPI0161190
Annunciazione grande Dipinto su Tavola del XVIII secolo

Olio su tavola. Scuola lombarda della prima metà del '700. Di grande dimensione, il dipinto è realizzato su due tavole di noce di grosso spessore, unite da zeppe lignee. La scelta del supporto fa ipotizzare che la produzione sia di ambito periferico, probabilmente valligiano. La scena vede l'arcangelo Gabriele che, dai cieli aperti da cui spuntano altri angeli, si presenta a Maria, inginocchiata in raccoglimento . Particolare è la scritta dell'annuncio ("Spiritus Sanctus superveniet in Te", ovvero " Lo Spirito Santo scende su di te") che esce dalla bocca dell'Angelo, sormontata dalla colomba, appunto effigie dello Spirito di Dio; inoltre l'Angelo tiene in mano un giglio, simbolo della purezza, in questo caso della Verginità di Maria che viene preservata. Il dipinto presenta tracce di maldestri restauri precedenti, piccole cadute di colore e danni delle tavole (segni diffusi di tarlatura). Presentato in cornice in stile.

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Fabio Fabbi
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Fabio Fabbi

Caffè Arabo

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Fabio Fabbi

Caffè Arabo

Olio su tavola. firmato in basso a sinistra. Soggetto orientalista che propone il caffè arabo quale luogo preposto anche a fumare il narghilé, attività a cui sono intenti due uomini: la scena è ambientata all'aperto, davanti all'accesso a volta del locale, con il minareto di sfondo. L'opera rientra nella produzione più caratteristica di Fabio Fabbi, pittore bolognese che ,a seguito dei suoi viaggi in Oriente a partire dal 1886 si dedicò quasi esclusivamente a questo genere pittorico, in cui seppe associare ai temi dell'esotismo e del viaggio, un bozzettismo rapido e vivace. Dagli inizi del '900, il Fabbi si dedicò anche alla carriera di illustratore, illustrando numerosi romanzi della letteratura classica, ma prediligendo quelli d'avventura , in particolare i romanzi salgariani, in cui potè esprimere la sua passione per l'esotismo. L'opera proposta è presentata in cornice in stile.

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Francesco Gioli
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Francesco Gioli

Paesaggio con Case 1875

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Francesco Gioli

Paesaggio con Case 1875

Olio su tavola. Firmato e datato in basso a destra. Al retro ulteriore firma e la data. Artista della provincia di Pisa, formatosi prima all'Accademia della sua città e successivamente a quella di Firenze, grazie ai contatti con Telemaco Signorini e Giovanni Fattori, Francesco Gioli approdò alla pittura dal vero di soggetto campestre, realizzando opere - come quella qui presentata - che costituiscono l'espressione del Naturalismo toscano, in cui egli riuscì a trasmettere la nostalgia dei tempi trascorsi e il disagio nei confronti dell'avanzare del progresso. Agli inizi del Novecento orientò la sua produzione sulle vedute fiorentine, dando particolare risalto alla resa atmosferica e luministica in senso impressionista. L'opera è presentata in cornice coeva.

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