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400 € 28000 € Applica

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5 cm 333 cm

14 cm 696 cm

2 cm 170 cm

19 cm 150 cm

35 cm 49 cm
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Luca Giordano, ambito di
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ARARPI0068518

Luca Giordano, ambito di

La deposizione di Cristo

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Luca Giordano, ambito di

La deposizione di Cristo

Olio su tela. Tra il 1652 e il 1665 Luca Giordano dipinse per l'altare maggiore della Chiesa di Santa Maria del Pianto a Venezia la Deposizione di Cristo, conservata oggi alle Gallerie dell'Accademia di Venezia. L'opera ben esprime lo stile del famoso pittore napoletano, che fu estremamente prolifico e lavorò in tutte le città italiane e europee, segnando il passaggio dal barocco al rococò. Essa ebbe tale successo, da spingere la bottega del Giordano - e probabilmente anche altri artisti regionali campani o veneti - a replicarne numerose copie, per esaudire la richiesta di altre chiese di provincia o, in formato minore da cavalletto, di privati collezionisti. L'esecuzione di tale serie di copie, tutte di ottima qualità, che si ritrovano oggi sparse in varie parti d'Italia e dell'estero. sembrerebbe concentrarsi tra la fine del '600 e la prima parte del '700. Tra esse si può inserire anche la copia qui proposta, riconducibile alla bottega del maestro napoletano per l'alta qualità esecutiva. La grande scena colpisce per la grandiosa "scala di corpi umani", un susseguirsi di corpi ritorti in un movimento ascendente: essi salgono partendo dalle figure di Maria e Giovanni in basso a sinistra; passano a destra per il gruppo con il corpo di Cristo, abbracciato in un groviglio ascendente dalle figure che lo depongono dalla Croce; ritorna in alto a sinistra al gruppo di angeli che assistono dalle nuvole sotto i cieli aperti. Alla plasticità delle forme si aggiunge il drammatico gioco di colori e di luci, che segue lo stesso movimento ascendente: le figure in basso spiccano per i colori forti ma cupi, il rosso e il blu su sfondi scuri ove anche gli incarnati risultano spenti, terreni; il gruppo plastico a destra è dominato dal bianco quasi accecante, ma cadaverico, del corpo di Cristo, che però dona maggior luminosità anche ai corpi delle figure che lo circondano; infine, il tripudio di angioletti dagli incarnati rosei si proietta verso la luce calda dei cieli aperti. Il dipinto, restaurato e ritelato in antico, è presentato in cornice dorata antica.

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