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25 cm 253 cm

28 cm 393 cm

1 cm 13 cm
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PITTURA ANTICA

le foreste non sono scontate di mano in mano

In questa sezione si possono trovare tutte le opere di pittura antica disponibili nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende paesaggi, nature morte, ritratti, volti, soggetti sacri, scorci e vedute con cui poter arricchire ogni ambiente della tua casa.

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Grande Paesaggio con Scena di Caccia
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Grande Paesaggio con Scena di Caccia

Caccia al Cervo

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Grande Paesaggio con Scena di Caccia

Caccia al Cervo

Olio su tela. La scena, ambientata in una campagna boschiva, presso della rovine architettoniche, è centrata sul movimentato e ricco gruppo di figure di cacciatori, vestiti alla foggia di cavalieri, che armati di spade e lance e con l'aiuto dei cani, danno il colpo finale al cervo ormai ferito e agonizzante. Il grande formato evidenzia la committenza importante, sottolineata anche dall'abbinamento a dipinto simile. Lo stile rimanda alla pittura del nord-ovest italiano; quadri di tal formato e di tali soggetti, spesso in coppia, si trovavano diffusamente nei piccoli castelli piemontesi e lombardi: ad esempio, nell'inventario del 1739 del castello di Orio Canavese (a nord di Torino) sono descritti, nel salone centrale, “due quadri grandi bislonghi rapresentanti due caccie una del Cervo, e l'altra del Cinghiale senza cornici”, che poi si ritrovano, dopo vendite successive in altri inventari. Restaurato e ritelato. Presentato in cornice in stile.

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Dipinto Attribuito a Gaspard Dughet
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ARARPI0172199
Dipinto Attribuito a Gaspard Dughet

Paesaggio Classico con Figure XVII secolo

ARARPI0172199
Dipinto Attribuito a Gaspard Dughet

Paesaggio Classico con Figure XVII secolo

Olio su tela. In un ampio paesaggio verdeggiante e in cui scorre un fiume, emerge al centro un borgo; in primo piano sulla destra, sul sentiero vi è un gruppo di donne, vestite di tuniche colorate. il dipinto riprende le modalità pittoriche di Gaspard Dughet, il pittore romano formatosi alla scuola del Poussin, che si dedicò prevalentemente alla produzione paesaggistica, con una nuova libertà e una fresca naturalezza volte alla scoperta di una Natura reale e magica allo stesso tempo, pagana, libera e selvaggia. Nella produzione del Dughet le figure umane non furono mai dominanti, assenti nella produzione giovanile e poi introdotte solo su richiesta della clientela, arrivando ad adottare un tipo particolare di figure senza grandi modifiche per tutta la sua carriera: figure eleganti, dal portamento sciolto, vestite di una corta tunica vagamente anticheggiante, di solito anonime e di appartenenza popolare. Si ritrovano in quest'opera tali tratti, anche se l'attribuzione al Dughet non è certa, e si ritiene piuttosto di collocarla nella sua cerchia. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice in stile.

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Paesaggio Agreste Notturno con Capre
ARARPI0111738
Paesaggio Agreste Notturno con Capre

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Paesaggio Agreste Notturno con Capre

Tecnica mista su carta, applicata su cartoncino. Scuola italiana. Al retro è proposto il nome di Londonio: la delicata opera richiama sicuramente nel soggetto e nei modi l'opera di Francesco Londonio (1723-1783), l'artista milanese che si specializzò nel genere animalista e pastorale. Si può considerare piuttosto opera ispirata al Londonio, di artista vicino al suo ambito.

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270,00€

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Scena di Genere dal Barbiere
ARARPI0107509
Scena di Genere dal Barbiere

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Scena di Genere dal Barbiere

Olio su tela. Scuola centro-Europa. La scena è ambientata nella bottega di un barbiere, che è intento a tagliare i capelli di un uomo sotto lo sguardo attento di altri clienti e, soprattutto, di alcune donne con i bambini, una delle quali osserva addirittura con degli occhialini il risultato dell'opera. Gli occhiali nell'arte furono introdotti dapprima come segno di distinzione, e poi anche come segno di attenzione scientifica, delineando progressivamente la figura dello studioso, del medico e del chirurgo: in questa tela in realtà sottolineano l'ironia della scena, utilizzati come strumento per un attento esame femminile del taglio di capelli del coniuge! Tutta la scena è riempita dalle figure, dipinte in modo crudo e quasi grottesco, con le espressioni e le pose molto marcate, quasi teatrali, sottolineate anche dai colori vivaci. Il dipinto per queste sue caratteristiche ben si inserisce in quella produzione di scene di genere attingenti alla vita popolare colta nei suoi momenti più vivaci e caratteristici, che si generò a partire dal XVII secolo nell'Europa centrale, soprattutto nei Paesi Bassi, a sostituire con soggetti più leggeri la pittura naturalistica e religiosa, e che in Italia trovò nella "Scuola dei bamboccianti", sviluppatasi a Roma da pittori fiamminghi e italiani, un'espressione particolare. Il dipinto è stato restaurato e ritelato. E' presentato in cornice d'epoca.

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Compianto su Cristo Morto
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Compianto su Cristo Morto

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Compianto su Cristo Morto

Olio su tela. Scuola Nord Italia. Inserita in un paesaggio tardo rinascimentale, la composizione delle figure è disposta secondo una diagonale ascendente verso sinistra e più precisamente culminante con le tre croci sul Calvario in lontananza; centrale è il corpo del Cristo, disteso seppur anch'esso obliquamente, dietro il quale tre figure, S.Giovanni, Maria al centro e una pia donna, unica raffigurata in abiti del XVII secolo, probabilmente ritraendo un personaggio vicino alla committenza. L'opera può essere collocata nella produzione culturale lombardo-veneta della prima metà del '500, più precisamente nella attività pittorica fiorita tra Brescia, il Garda e Verona, che ebbe massima espressione nei modi manieristi di Giovanni Demio (1500-1570 ca). Si ritrovano in particolare nell'opera alcuni elementi, soprattutto nelle fogge di abbigliamento e nelle pose (per esempio del San Giovanni), che rimandano a modelli di stampo raffaellesco ampiamente utilizzati, grazie alla mediazione di incisori quali il Marcantonio Raimondi (1480 -1534 ca), che contribuirono alla diffusione delle opere dei maestri. Il dipinto, restaurato e ritelato, presenta ampi rifacimenti. E' presentato in cornice antica, databile intorno al XVII secolo, riverniciata.

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Madonna Orante
ARARPI0072424
Madonna Orante

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Madonna Orante

Olio su tela. Il volto della Madonna richiama nel modo di rappresentazione i dipinti di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609 -1685), il cui stile fu ampiamente ripreso nei secoli XVIII e XIX. Al retro del dipinto è presente un cartiglio con numero di inventario (N. 193) e il nome del collezionista Giuseppe Bertarelli (1804-1875), commerciante e filantropo milanese, noto panche per le donazioni di importanti opere d'arte alla Pinacoteca Ambrosiana. Il dipinto è in prima tela; necessita di restauro per piccole cadute di colore e due piccoli buchi. E' presentato in cornice coeva.

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350,00€

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Andurni Marchionatus
ARARPI0114682
Andurni Marchionatus

Acquaforte 1682

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Andurni Marchionatus

Acquaforte 1682

Acquaforte. Si tratta di una grande veduta ripiegata tratta dal "Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis", famosa opera stampata in folio dagli eredi di Giovanni Blaeu ad Amsterdam nel 1682, che descrive i dominii dei Savoia. La veduta, una delle più ampie, rappresenta la città di Andorno, nel biellese. In buone condizioni, presenta la piega centrale del libro e due laterali. E' presentata in cornice in stile.

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83,00€

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Rissa in Osteria
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Rissa in Osteria

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Rissa in Osteria

Olio su tela. Scuola centro-Europa. Nella scena ambientata all'interno di una taverna, è descritta una rissa tra due uomini, che sono trattenuti dagli altri avventori e dalla locandiera; sul tavolo, di fianco al pranzo interrotto, le carte della partita che ha scatenato la lite. Tutta la scena è riempita dalle figure, dipinte in modo crudo e quasi grottesco, con le espressioni e le pose molto marcate, quasi teatrali, sottolineate anche dai colori vivaci. Il dipinto per queste sue caratteristiche ben si inserisce in quella produzione di scene di genere attingenti alla vita popolare colta nei suoi momenti più vivaci e caratteristici, che si generò a partire dal XVII secolo nell'Europa centrale, soprattutto nei Paesi Bassi, a sostituire con soggetti più leggeri la pittura naturalistica e religiosa, e che in Italia trovò nella "Scuola dei bamboccianti", sviluppatasi a Roma da pittori fiamminghi e italiani, un'espressione particolare. Il dipinto è stato restaurato e ritelato. E' presentato in cornice d'epoca.

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Mosè e le Figlie di Jetro
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Mosè e le Figlie di Jetro

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Mosè e le Figlie di Jetro

Tempera su carta, applicata a faesite. L'episodio biblico raffigurato, narrato nel libro dell'Esodo, racconta di come il giovane Mosè, ancora alla corte del faraone d'Egitto, difende le sette giovani figlie del sacerdote Jetro, importunate da alcuni pastori madianiti mentre attingono acqua al pozzo. A seguito di questo suo intervento, Mosè riceverà in moglie una delle figlie di Jetro, Sefora. Soggetto ampiamente riproposto nell'arte, è qui presentato con un'attenzione particolare alla componente ritrattistica, con un'esacerbazione particolare dei tratti espressivi, sia nei volti che nelle pose, dei personaggi. La scena è molto movimentata, con la figura di Mosè centrale, vigorosa e combattiva, che divide in due il campo: alla sua sinistra le sette ragazze, ognuna caratterizzata da un comportamento diverso; alla destra i pastori importuni, che subiscono l'ira di Mosè. Di sfondo, un paesaggio tipico delle produzioni dl XVIII secolo, con una rovina architettonica dietro il pozzo. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Santi Nazario e Celso
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ARARPI0083844
Santi Nazario e Celso

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Santi Nazario e Celso

Olio su tela. Nazario e Celso furono due martiri cristiani, morti a Milano nel 304 d.C, venerati sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa, che viaggiarono per l'Italia come evangelizzatori, subendo la persecuzione da parte dei romani. Secondo la tradizione i due giovani vennero condannati a morte e imbarcati su una nave che doveva portarli al largo, dove sarebbero stati gettati in mare. La leggenda vuole che, gettati in mare, presero a camminare sulle acque. Si scatenò allora una tempesta che terrorizzò i marinai, i quali chiesero aiuto a Nazario. Le acque si calmarono immediatamente. La nave sarebbe infine approdata a Genova, e qui Nazario e Celso proseguirono la loro opera evangelizzatrice in tutta la Liguria e spingendosi sino a Milano, dove infine vennero arrestati e nuovamente condannati a morte. Il dipinto è in prima tela e non è mai stato sottoposto a restauro, ma pur necessitando di pulizia, è in buone condizioni (micro cadute di colore). E' presentato in cornice coeva, con mancanze.

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Dipinto Sottovetro con Cristo Crocifisso e la Maddalena
ARARPI0168608
Dipinto Sottovetro con Cristo Crocifisso e la Maddalena

XVIII secolo

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Dipinto Sottovetro con Cristo Crocifisso e la Maddalena

XVIII secolo

Dipinto sottovetro. Cristo in Croce e la Maddalena in ginocchio ai suoi piedi, discinta e on i lunghi capelli sciolti secondo la tradizionale iconografia; per terra vicino alla Croce, un teschio, tradizionale Memento mori, e un vasetto di alabastro, quello contenente l'olio prezioso con cui, secondo il racconto evangelico, la Maddalena unse i piedi di Gesù in segno di devozione di riconoscimento di regalità. Il dipinto è presentato in cornice lignea coeva.

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200,00€

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Paesaggio con Figure di Santi
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Paesaggio con Figure di Santi

Sant'Antonio Abate e San Paolo l'Eremita

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Paesaggio con Figure di Santi

Sant'Antonio Abate e San Paolo l'Eremita

Olio su tela. Si tratta di un grande paesaggio nordico, sovrastato da cime rocciose a sinistra e un lago con isoletta centrale a destra; in primo piano alcune figure che raccontano la leggenda di San Paolo Eremita, sulla sinistra, e Sant'Antonio abate, sulla destra con un centauro. La Legenda Aurea di Jacopo da Varagine racconta che sant'Antonio abate fece visita a Paolo eremita, il quale da quarant'anni viveva in solitudine nutrito da un corvo che ogni giorno gli portava il pane. Sant'Antonio chiese notizie ad un centauro, che anche in questa scena gli indica con il braccio la strada seguire. L'opera, restaurata e ritelata, è presentata in cornice in stile.

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475,00€

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Dipinto Sottovetro con Maddalena Penitente XVIII secolo
ARARPI0168607
Dipinto Sottovetro con Maddalena Penitente XVIII secolo

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Dipinto Sottovetro con Maddalena Penitente XVIII secolo

Dipinto sottovetro. La Maddalena è raffigurata in preghiera davanti al Crocifisso, discinta e con i lunghi capelli disciolti, attributi che la caratterizzano. e con le mani sopra un teschio, tradizionale Memento mori. Il dipinto presenta lievi cadute di colore. L'opera è presentata in cornice coeva, applicata su cornice più grande della fine dell'800.

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175,00€

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Figura con Cane
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Figura con Cane

Dipinto sotto Vetro

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Figura con Cane

Dipinto sotto Vetro

Dipinto sottovetro. In un paesaggio di campagna, alle porte di un casolare, un uomo che porta una lampada ad olio e tiene una lancia si addentra fuori del sentiero, forse a caccia, seguito dal cane. La costruzione e il paesaggio sono di tipo nordico. Il dipinto è presentato in cornice in stile.

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113,00€

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San Francesco in estasi, 1847
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San Francesco in estasi, 1847

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San Francesco in estasi, 1847

Olio su tela. In basso a sinistra presente un doppio monogramma AL -LB e la data 1847. San Francesco in contemplazione della Croce nel deserto roccioso, volge il capo in estasi verso la luce che proviene dall'alto. Il dipinto è presentato in cornice di fine '800.

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275,00€

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Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte
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Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte

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Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte

Olio su tela. Scuola Nord-Italia. Nella scena quattro fanciulle danzano, accompagnandosi con diversi strumenti: Venere, che si distingue per la corona sul capo, batte su un triangolo, le tre Grazie hanno un tamburello e delle nacchere. In basso al centro, un fanciullo le accompagna con il flauto, mentre sulla sinistra, seduto su una roccia appoggiato alla sua spada, le osserva il dio Marte. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice antica ridorata.

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Ritratto di Eleonora Lampugnani
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ARARPI0097145
Ritratto di Eleonora Lampugnani

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Ritratto di Eleonora Lampugnani

Olio su tela. Scuola lombarda. La ricca dama ritratta è accompagnata dalla scritta identificativa in alto a destra che recita "Eleonora Lampuniana Nupta N.V. Bartolomei De Cornu 1478": si tratta quindi di Eleonora Lampugnani moglie di Bartolomeo Del Corno. La famiglia Lampugnani è un' antica famiglia patrizia di Milano (il nome deriva dal quartiere Lampugnano), con residenze a Legnano e Busto Arsizio, e alla quale Filippo Maria Visconti (duca di Milano) assegnò nel XV secolo il feudo di Trecate; il marito della nobildonna apparteneva invece alla nobile famiglia piemontese Corno (in origine detta Del Corno). La nobildonna è ritratta in piedi, in splendida veste riccamente ricamata e impreziosita da pizzi; essa poggia la mano su un prezioso cofanetto intarsiato in avorio, probabilmente un monetiere, simbolo di ricchezza e potere, sormontato peraltro da un vaso con fiori, simbolo piuttosto di vanità. Il dipinto presenta un restauro antico sulle mani, che risultano di qualità inferiore rispetto a quella del volto, delle vesti, del vasetto di vetro. Il dipinto proviene da antica collezione lombarda. La data 1478 riportata con la scritta, risulta poco consona all'abbigliamento cinquecentesco: secondo il racconto della famiglia di provenienza del dipinto, la data che compariva prima dell'ultimo restauro era 1578, e si tratterebbe pertanto di una modifica fatta erroneamente dal restauratore.

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La Fuga in Egitto
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La Fuga in Egitto

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La Fuga in Egitto

Olio su tela. Scuola italiana. La scena ricca di figure, propone la Sacra Famiglia in cammino verso l'Egitto, guidata da un Angelo e dall'alto assistita da altri angioletti. Inserite in un classico paesaggio italiano, le figure sono raffigurate in una dimensione molto terrena: il Bambino, seppur aureolato, dorme tranquillo in braccio alla Madre; Maria, che indossa un inconsueto copricapo da pellegrina, incrocia lo sguardo con il suo sposo Giuseppe, il quale mentre con un gesto tenero (le poggia una mano sul ginocchio) la sta rassicurando, dialoga intanto con l'Angelo da cui si fa indicare la strada. Ritelato, il dipinto presenta alcune cadute di colore che necessitano di restauro. E' in cornice adattata, di fine '800- inizio '900.

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600,00€

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Allegoria dell'Amore
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ARARPI0097148
Allegoria dell'Amore

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Allegoria dell'Amore

Olio su tela. Scuola nord-europea. Si tratta di una divertente scena allegorica dell'amore profano, che vuole dimostrare come tutte le persone, di qualunque ceto sociale e di tutte le età, possono cadere nella trappola dell'innamoramento. Lo sfondo della tela è occupato da una enorme nassa, la rete a canestro usata in alcuni tipi di pesca, sopra l'imbocco della quale siede un putto violinista, intento a suonare; la nassa è affollata di coppie, mentre una sfilata di altre cammina davanti ad essa per raggiungerne l'entrata. Tra di esse vi sono coppie di anziani e di giovani, coppie di ricchi e di poveri, nobili, borghesi e proletari: tutti hanno espressioni liete e leggere, si lanciano sguardi innamorati o guardano benevolmente alla felicità degli altri. All''interno della nassa è presente addirittura una coppia di reali, che corrispondono per fattezze e abbigliamento all'elettore palatino della Renania, Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg e alla seconda moglie Anna Maria Luisa de'Medici. Al retro del dipinto è presente un'etichetta che riporta una storica attribuzione a Jan Frans Douven (1656-1727): l'artista olandese che dal 1682 si trasferì a Düsseldorf come pittore ufficiale alla corte dell'elettore palatino della Renania, realizzando soprattutto scene della vita quotidiana del principe e della sua seconda moglie. L'etichetta confermerebbe quindi l'ambito di attribuzione ad artista del XVII-XVIII secolo del nord-Europa. Il dipinto proviene da collezione storica milanese. Presenta tracce di restauri e un rattoppo. In cornice in stile.

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Ritratto di Bartolomeo De Olevano
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Ritratto di Bartolomeo De Olevano

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Ritratto di Bartolomeo De Olevano

Olio su tela. Scuola lombarda. E' il ritratto in piedi di un uomo in armatura, in atteggiamento fiero, quasi in movimento, la mano poggiata sull'elsa della spada; in alto a sinistra uno stemma; in basso a destra un cartiglio dipinto con lunga scritta in latino, che identifica l'uomo. Si tratta di Bartolomeo III Olevano, appartenente alla potente famiglia dei nobili Olevano, feudatari di numerose località del pavese e della Lomellina (ove ancora esiste il loro castello), che ebbe gran voce nelle vicende di Pavia e del suo contado fino al secolo XVIII. Bartolomeo III, nato nel 1512, si dedicò all'arte della guerra per quarant'anni, compiendo numerose e onoratissime imprese, fu prefetto di Mortara e Novara durante la dominazione di Carlo V, maestro dei militi e ambasciatore di Filippo II. Nel cartiglio sono riassunte le sue imprese più importanti: è disponibile traduzione del testo. Lo stemma raffigurato presenta a sinistra la pianta dell'ulivo da cui la famiglia prese il nome. Il dipinto proviene da importante collezione di famiglia storica lombarda.

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