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DIPINTI DEL ‘900

le foreste non sono scontate di mano in mano

In questa sezione si possono trovare tutte le opere di arte del Novecento disponibili nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende paesaggi, nature morte, ritratti, volti, soggetti sacri, scorci e vedute di artisti del 900 con cui arricchire gli ambienti della tua abitazione

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Acquaforte di Renato Guttuso
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ARARNO0169605
Acquaforte di Renato Guttuso

Quattro Donne 1986

ARARNO0169605
Acquaforte di Renato Guttuso

Quattro Donne 1986

Acquaforte e acquatinta su carta. Firmata a matita in basso a destra; numero di serie 54/95 in basso a sinistra. L'opera, realizzata nel 1986, propone uno dei temi più ricorrenti nella produzione di Renato Guttuso, la donna, da lui proposta sempre in maniera passionale nel tono, incisiva e marcata nel segno, a catturare lo sguardo in un'enfasi erotica e sensuale. Musa ispiratrice e protagonista indiscussa di molte opere dell'artista di Bagheria, è stata Marta Marzotto, le cui fattezze si ritrovano anche in quest'opera. Sono quattro donne eppure è una sola; sono strette l'una all'altra quasi a sfiorarsi, eppure ciascuna ignora la presenza di quella che ha accanto. Non c'è in Guttuso un intento narrativo, ma le donne si inseguono sulla superficie del foglio come su un quaderno di studi, appunti per le grandi composizioni cui l'artista lavora. Dunque, come è caratteristica degli studi, ciò che qui interessa Guttuso è seguire lo svolgersi dei segni sino a che si ricompongono in una sintesi che li tramuti in immagine compiuta. L'acquaforte traccia delicatamente contorni e linee interne che poche battute d'acquatinta colorano appena; o gioca libera sulle masse intricate di capelli che da sempre in Guttuso sono elemento tipicamente ed esclusivamente grafico. La litografia è montata su pannello con cornicetta a vista.

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175,00€

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Dipinto con Composizione di Rose in Vaso
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ARARNO0177133
Dipinto con Composizione di Rose in Vaso

ARARNO0177133
Dipinto con Composizione di Rose in Vaso

Olio su compensato. Firma non decifrata in basso a destra. Un ricco mazzo di rose rosa e bianche riempie un vaso in ceramica dipinta a motivi geometrici, dai colori vivaci, che ben spiccano sullo sfondo marrone. IL dipinto è presentato in imponente cornice guilloché coeva.

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50,00€

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Dipinto di Amerigo Canegrati
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ARARNO0177122
Dipinto di Amerigo Canegrati

Paesaggio Collinare con Casolare

ARARNO0177122
Dipinto di Amerigo Canegrati

Paesaggio Collinare con Casolare

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Uno scorcio di dolci colline connotate dalla brillantezza del colore verde, in una ampia gamma di sfumature valorizzate dai contorni sfumati, sormontato dal cielo azzurro e interrotto solo da casolare, che riprende peraltro gli stessi colori della terra e della campagna. E' opera del giovane artista milanese Amerigo Canegrati, che ebbe larga notorietà negli anni Trenta, ed è considerato tra i rappresentanti delle tendenze pittoriche lombarde del Novecento italiano; la sua pittura esprime profonde qualità coloristiche sia nei quadri di paesaggio che nelle composizioni e nelle figure. L'opera è presentata in cornice in stile.

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90,00€

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Dipinto di Riccardo Pellegrini
ARARNO0175727
Dipinto di Riccardo Pellegrini

Scorcio di Mandello Lario 1909

ARARNO0175727
Dipinto di Riccardo Pellegrini

Scorcio di Mandello Lario 1909

Olio su tela. Firma e localizzazione (Mandello) in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma, data e il titolo per esteso. Riccardo Pellegrini, pittore milanese, fu allievo di Domenico Morelli e si formò nel clima del romanticismo. Fu paesaggista e pittore di genere, ma realizzò anche pregevoli nature morte, dagli accesi colori e dal disegno preciso e realistico. La sua produzione paesaggistica attinse ai vari luoghi che visitò e visse, in Italia e all'estero, soprattutto in Spagna e Francia. In questo paesaggio, Pellegrini propone uno scorcio della montagna che sovrasta la località sulle rive del lago di Como: una montagna brulla e spoglia, seppur abitata, con la baita sul cucuzzolo e una figurina femminile che riempie i secchi al rivo d'acqua che scorre tra le rocce; i colori sono quelli delle brume invernali, divisi quasi trasversalmente tra i grigio-azzurri della parte superiore, con nuvoloni carichi di pioggia che sovrastano le cime dall'altro lato del lago (che si intuisce, senza vedersi), e il verde-marrone della terra che occupa la metà inferiore, con i rami degli alberi spogli protesi a collegare le due metà. La quiete dei monti, titolo dell'opera, ben traspare e pervade l'animo dell'osservatore. Il dipinto è presentato in cornice coeva.

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Dipinto di Eliano Fantuzzi
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Dipinto di Eliano Fantuzzi

Figura con fiori

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Dipinto di Eliano Fantuzzi

Figura con fiori

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e dedica con dichiarazione di autenticità. Influenzato nei suoi anni parigini dal contatto con l'Espressionismo, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali, spesso espressa in figure solitarie come quella qui presentata, una donna con un mazzetto di fiori in mano, su uno sfondo rosso fuoco, privo di altre figure. L'opera è presentata in cornice in stile.

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50,00€

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Ritratto di Signora
ARTNOV0001800
Ritratto di Signora

ARTNOV0001800
Ritratto di Signora

Olio su tavola. Firmato in basso a destra e al retro Verschafeldt. Piccole cadute di colore. Presentato in cornice coeva, con mancanze.

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100,00€

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Giuseppe Ajmone
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Giuseppe Ajmone

Lungo il Sesia 1970

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Giuseppe Ajmone

Lungo il Sesia 1970

Olio su tela. Firmato e datato in basso a destra. Al retro presente il titolo con ulteriore data. Giuseppe Ajmone, artista della Valsesia formatosi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, è stato uno dei firmatari del Manifesto del Realismo del 1946. Oltre alle nature morte e ai paesaggi, dominanti nel suo primo periodo artistico, Ajmone si interessa al filone dei nudi che caratterizzeranno gran parte della sua produzione pittorica realizzata dalla metà degli anni Sessanta ad oggi. IL paesaggio proposto è uno scorcio denso di suggestione del suo Sesia. L'opera è presentata in cornice.

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313,00€

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Paola Dabbene
ARARNO0064539
Paola Dabbene

Ritratto di cani, 1998

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Paola Dabbene

Ritratto di cani, 1998

Olio su tela. In basso a destra sigla D.B. Al retro presenti firma e data dell'opera. Gradevole opera della pittrice Paola Dabbene, esperta di "dog painting", che dipinge con diverse tecniche (olio, acrilico, pastello), anche su commissione, ritratti di cani, cavalli, natura "...quello che è parte della mia vita".

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188,00€

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga
ARARNO0168452
Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

I Vasi su Fondo Bleu 1961

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

I Vasi su Fondo Bleu 1961

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presenti ulteriore firma, data, e scritta autografa con il titolo dell'opera e la localizzazione (Dallo studio di Milano). Presente inoltre etichetta della Galleria Gussoni di Milano relativa a Mostra personale dell'artista del1962. Artista milanese autodidatta, Giovan Francesco Gonzaga dichiarò "la mia vera maestra è la Natura", e ad essa fedele, si dedicò prevalentemente alle scene con i cavalli (passione ereditata dall'esperienza nel Savoia Cavalleria durante la guerra) ai paesaggi e alle nature morte, sempre raffigurati “en plein air”. Ha scritto di lui Vittorio Sgarbi: "La sapienza di Giovan Francesco Gonzaga sta nel disegno, che è forte e deciso..... Le immagini vibrano di inquietudine, nel segno della lotta dell'uomo contro se stesso, nell'inferno di una storia che sembra ripetere sempre lo stesso dramma. Ma se il disegno preparatorio è mirabile, il colore di questo artista ha una regalità e una sensibilità che provengono da una percezione musicale della cromia, dove la tavolozza si esprime in improvvisi, in variazioni e in ritmi pulsanti". In questa composizione domina il colore blu, rappresentato in un'ampia gamma di sfumature che definiscono e differenziano tra loro i vasi, di forme tutte differenti, il candeliere e gli sfondi: i giochi cromatici creano un'atmosfera viva ma personale, intima, e l'artista pare esprimere attraverso il senso della vista, i suoi stati d'animo, le sue percezioni interiori della realtà che lo circonda. Il dipinto presenta due piccoli rattoppi al retro. E' presentato in cornice in stile.

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363,00€

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Ultima Cena di Leonardo
ARARNO0106138
Ultima Cena di Leonardo

Riproduzione Tessile

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Ultima Cena di Leonardo

Riproduzione Tessile

Riproduzione tessile in seta, a due colori. Realizzata su disegno di T. Strazza, come indicato in basso a sinistra. La fedele riproduzione del dipinto leonardesco rientra in una fiorente produzione manufatturiera lombarda, che ripropose il capolavoro in diversi formati. L'opera è presentata in cornice coeva in legno.

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50,00€

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Eliano Fantuzzi
ARARNO0094827
Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

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Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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60,00€

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Scena di Genere di Alfonso Dumini
ARARNO0168182
Scena di Genere di Alfonso Dumini

ARARNO0168182
Scena di Genere di Alfonso Dumini

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Adolfo Dumini fu artista fiorentino che privilegiò le scene di genere, di gusto prettamente popolare. In questa scena, una donna in abito tradizionale suona il tamburello per la strada, mentre di fianco a lei il figlioletto porge il cappello per chiedere la questua. Gli abiti dai colori vivaci e la gestualità della donna vivacizzano la scena, sullo sfondo piuttosto cupo delle mura rocciose dell'abitato. Il dipinto è in buone condizioni.

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275,00€

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Dipinto Astratto di Renato Bontempi
ARARNO0168610
Dipinto Astratto di Renato Bontempi

Pensiero Improvviso 1984

ARARNO0168610
Dipinto Astratto di Renato Bontempi

Pensiero Improvviso 1984

Olio su cartone. firmato in alto al centro e datato in basso a destra. Al retro ulteriore firma, data e il titolo. L'opera appartiene all'ultimo periodo del pittore di origini marchigiane Renato Bontempi, formatosi dapprima a Luca ma poi vissuto a Milano. Dall'iniziale produzione figurativa, il Bontempi si sposta progressivamente verso una pittura astratta, a cui appartiene appunto il quadretto qui proposto. In Cronice.

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63,00€

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Francesco Ghisleni
ARARNO0068284
Francesco Ghisleni

Ritratto di giovane signora

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Francesco Ghisleni

Ritratto di giovane signora

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Francesco Ghisleni fu artista bergamasco, che visse e lavorò nella sua città natale. Di lui si conoscono soprattutto paesaggi e vedute della sua terra natale. In quest'opera è proposto il ritratto di una giovane donna al maneggio. In cornice coeva.

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75,00€

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga
ARARNO0168454
Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

Nel mio Studio Particolare 1960

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

Nel mio Studio Particolare 1960

Olio su tela. firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presenti ulteriori firma e data, e scritta autografa con il titolo dell'opera e localizzazione Milano. Artista milanese autodidatta, Giovan Francesco Gonzaga dichiarò "la mia vera maestra è la Natura", e ad essa fedele, si dedicò prevalentemente alle scene con i cavalli (passione ereditata dall'esperienza nel Savoia Cavalleria durante la guerra) ai paesaggi e alle nature morte, sempre raffigurati “en plein air”. Ha scritto di lui Vittorio Sgarbi: "La sapienza di Giovan Francesco Gonzaga sta nel disegno, che è forte e deciso..... Le immagini vibrano di inquietudine, nel segno della lotta dell'uomo contro se stesso, nell'inferno di una storia che sembra ripetere sempre lo stesso dramma. Ma se il disegno preparatorio è mirabile, il colore di questo artista ha una regalità e una sensibilità che provengono da una percezione musicale della cromia, dove la tavolozza si esprime in improvvisi, in variazioni e in ritmi pulsanti". Lo scorcio dello studio dell'artista qui presentato è ricco di colori, di luci, di vitalità; campeggia al centro un cesto di frutta, richiamo alla natura presente in tutte le opere dell'artista. L'opera è presentata in cornice in stile.

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363,00€

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu
ARTNOV0001834
Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

ARTNOV0001834
Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

Cartone originale, ad olio, per la preparazione della vetrata della chiesa di Viggiù (Varese), per la quale il maestro realizzò varie opere. Quest'opera è accompagnata da perizia su foto, firmata da Alessandro Grassi, maestro vetraio che, nel suo laboratorio di vetrate artistiche (che ha collaborato con numerosi architetti e artisti italiani e stranieri) ha poi realizzato le vetrate finali in collaborazione con il maestro. S.Ambrogio, patrono di Milano, è raffigurato nella sua veste di arcivescovo, nell'atto di negare l'ingresso in chiesa all'imperatore Teodosio I che si era macchiato di gravi delitti, pur professandosi cristiano. Opera in cornice.

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650,00€

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Re Davide suona l'Arpa
ARTNOV0001592
Re Davide suona l'Arpa

ARTNOV0001592
Re Davide suona l'Arpa

La tela rappresenta re Davide mentre suona l'arpa. Raffigurato con fattezze etiopi, il dipinto sottolinea la discendenza diretta del popolo dalla stirpe davidica. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani perché ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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400,00€

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La Regina di Saba incontra Re Salomone
ARTNOV0001591
La Regina di Saba incontra Re Salomone

Arte Etiope, 1935 ca.

ARTNOV0001591
La Regina di Saba incontra Re Salomone

Arte Etiope, 1935 ca.

La tela rappresenta l'incontro tra la regina di Saba ed il re Salomone. La regina è rappresentata in trono, al centro della scena, ed alla sinistra compare il suo seguito, che porta ricchi doni al re. Salomone è seduto sul suo trono caratterizzato dall'immagine del leone sul fianco, con dietro schierata la sua corte. Nella parte sottostante i musici sottolineano il carattere di festa dell'incontro. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco , come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani, perchè ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Scena di Battaglia
ARTNOV0001590
Scena di Battaglia

Arte Etiope, 1935 ca.

ARTNOV0001590
Scena di Battaglia

Arte Etiope, 1935 ca.

Il dipinti, olio su tela, è in realtà molto probabilmente una scena che sovrappone diversi soggetti tipici e molto riprodotti nell'ambito dell'arte etiope tradizionale di inizio '900. Un tema ricorrente è quello della caccia agli schiavi. Un dipinto simile al nostro per disposizione delle scene e narrazione è al museo di Brema e riprende le vicende di Iyassu, principe della popolazione Amhara, che combatte dopo la morte di Menelik II il popolo dei Gimirra, che occupavano la parte sud dell'Etiopia. Il dipinto contrappone gli Amhara, vestiti, e con i comandanti con una sorta di cappello a frange, ai "barbari" Gimirra, seminudi, che vengono uccisi ed evirati. La spedizione si concluse con l'acquisizione di circa 20.000 nuovi schiavi. In realtà, nel nostro dipinto compaiono anche citazioni che rimandano all'azione di Ras Tafari, che nel 1928, dopo l'incoronazione a negus, reprime la rivolta degli Oromo, nella provoncia di Uollo. Una ulteriore citazione sta nella presenza di numerosi fucili, che ricordano la battaglia del 1930 con la definitiva sconfitta di Gugsa Oliè e la successiva nomina di Ras Tafari ad imperatore. Dunque il dipinto, realizzato all'incirca nel 1935 per un committente italiano, somma a nostro parere questi temi. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani, perchè ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Acquarello di Nicola Aleksandrovic Benois
ARTNOV0001479
Acquarello di Nicola Aleksandrovic Benois

Il giardino della casa di Camerano Casasco

ARTNOV0001479
Acquarello di Nicola Aleksandrovic Benois

Il giardino della casa di Camerano Casasco

Acquarello ed inchiostro su carta. Firmato e datato 14 settembre 1952 in basso a sinistra; localizzazione in basso a destra. Sul retro presente titolo dell'opera del celebre scenografo, pittore e disegnatore russo, che dal 1935 fu lo scenografo principale del Teatro Alla Scala di Milano. In cornice a vista.

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