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25 cm 253 cm

32 cm 393 cm

1 cm 13 cm
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PITTURA ANTICA
 

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In questa sezione si possono trovare tutte le opere di Pittura Antica disponibili nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende Paesaggi, Nature Morte, Ritratti, volti, Soggetti Sacri, scorci e vedute con cui poter arricchire ogni ambiente della tua casa.

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Dipinto Scorcio di Architetture con Figure
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ARARPI0229497
Dipinto Scorcio di Architetture con Figure

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Dipinto Scorcio di Architetture con Figure

Olio su tela. Il dipinto propone una veduta ravvicinata e prospettica di un signorile palazzo marmoreo, con al centro un passaggio ad arco attraverso il quale si vede un altro accesso, un portale con formelle in vetro. Nella scena sono collocate alcune figurine di passaggio da un ambiente all'altro, in particolare si noti in primo piano sulla destra, il piccolo questuante che segue un uomo con la manina protesa. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice di fine '800.

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460,00€

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Dipinto con Madonna ed Angeli
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ARARPI0229496
Dipinto con Madonna ed Angeli

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Dipinto con Madonna ed Angeli

Olio su tela. La Madonna è raffigurata in gloria, in piedi nei cieli e circondata da angioletti. L'opera ancora in prima tela, è stata applicata su telaio moderno: tale dato, insieme all' incompletezza della figura di Maria, fa pensare che il dipinto fosse parte di una tela più grande. Il dipinto è presentato in cornice in stile.

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365,00€

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Dipinto Figure con Bambino e Animale
novità
ARARPI0230384
Dipinto Figure con Bambino e Animale

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Dipinto Figure con Bambino e Animale

Olio su tela. Nella composizione, una donna con il suo bambino, in abiti antichi e affiancati da un bue, in ginocchio su un terreno scosceso, tendono le braccia verso l' alto in atto di supplica o forse di contemplazione: potrebbe trattarsi di una interpretazione di Maria che accompagna Gesù Bambino a contemplare il suo destino, con il bue che rimanda alla nascita e alla semplice vita pastorale della Sacra Famiglia. Restaurato e ritelato, il dipinto presenta diverse tracce di caduta di colore. E' presentato in cornice in stile.

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277,00€

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Copia antica da  Dipinto di Adam De Coster
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ARARPI0229900
Copia antica da Dipinto di Adam De Coster

I giocatori di Carte

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Copia antica da Dipinto di Adam De Coster

I giocatori di Carte

Olio su tela. Si tratta di una copia antica, della fine del XVII secolo, di un dipinto del pittore fiammingo Adam De Coster, datato intorno al 1620 e appartenente attualmente ad una collezione privata. Adam De Coster fu definito Pictor noctium ,ovvero Pittore delle notti, perchè si specializzò in scene di genere in notturno, con figure rischiarate dalla luce di candele, di chiara impronta caravaggesca. La copia qui presentata è antica, risalente a qualche decennio successivo all'originale. Anch'essa propone un gruppo di uomini che, su uno sfondo completamente nero, giocano a carte illuminati da una fonte di luce proveniente da sinistra, non visibile nella scena, che arriva a centrare le carte giocate sul piano del tavolo, e si riflette suoi volti con diverse gradazioni di intensità luministica. L'opera è stata sottoposta a restauro e ritelatura. E' presentata in cornice dorata di metà '900.

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Dipinto Giovane che accende la Pipa
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ARARPI0229465
Dipinto Giovane che accende la Pipa

ARARPI0229465
Dipinto Giovane che accende la Pipa

Olio su tela. Il dipinto propone il ritratto a mezzo busto di un giovane uomo che, in deshabillé, sta accendendo la pipa attingendo il fuoco con un bastoncino dalla candela posata davanti a lui, sul tavolo ove è appoggiata anche una spada: forse si tratta di un giovane cavaliere in un momento di riposo. E' proprio la candela, unica fonte di luce della scena, a suggerire che l'artista guardasse alla produzione di Georges De La Tour (1593 -1652), il pittore francese di stampo caravaggesco che si affermò per le sue scene "notturne", caratterizzate da figure, solitamente gente di basso rango più che modelli storici o personaggi altolocati, illuminate dalla luce di una candela, a creare una speciale atmosfera di intimità. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice in stile.

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Dipinto con Scena di Episodio Storico
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ARARPI0219842
Dipinto con Scena di Episodio Storico

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Dipinto con Scena di Episodio Storico

Olio su tela. Scuola dell'Italia meridionale del XVII-XVIII secolo. La scena , ricca di personaggi, vede ergersi al centro, ben definito nei particolari dell'armatura, del cimiero, così come dell'anatomia, la figura di un condottiero: egli sta benevolmente accompagnando con il moto delle braccia un uomo inginocchiato che, insieme alla compagna, sta rendendo omaggio ad un imperatore, indicando però con la mano tesa il gruppo di sei fanciulli, trattenuti sulla destra dai soldati. L'imperatore si è alzato dal trono, sulla sinistra, e si reca incontro alla coppia prostrata, ma anch'egli pare quasi in atteggiamento di riverenza verso il condottiero centrale. La scena pare rimandare ad un episodio storico di clemenza di un condottiero, che per età, fattezze e tipologia di armatura, potrebbe essere Alessandro Magno, personaggio che risulta però difficilmente abbinabile all' altra figura coronata da alloro, che scende dal trono nella fastosa reggia. Non si può quindi identificare specificamente l 'episodio (storico o leggenda?) di riferimento. Si apprezza peraltro la ricchezza compositiva della scena, con numerose figure ben dettagliate e colori vivaci a sottolinearne la dinamicità. L'opera, restaurata e ritelata, è presentata in cornice antica.

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Dipinto Ritratto dell'Imperatore Vitellio
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ARARPI0229494
Dipinto Ritratto dell'Imperatore Vitellio

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Dipinto Ritratto dell'Imperatore Vitellio

Olio su tela. Aulo Vitellio Germanico Augusto è uno degli Undici Imperatori romani che furono ritratti a mezzo busto in una serie realizzata da Tiziano nel 1536-40 per Federico II, duca di Mantova. Passati prima alla casa reale inglese e giunti poi alla corte di Spagna, i dipinti furono tutti distrutti in un catastrofico incendio all'Alcazar reale di Madrid nel 1734 e ora sono conosciuti solo dalle copie realizzate da diversi incisori fiamminghi tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Tra questi, ci è pervenuta l'incisione del ritratto di Vitellio realizzata Aegidius Sadeler (1570 -1629), rispetto alla quale la nostra copia presenta alcune piccole differenze, come era solito avvenire quando venivano copiate opere di altri grandi artisti. L'imperatore, connotato da naso prominente, labbra sottili, guance paffute e doppio mento, impugna il bastone del comando e veste l'armatura con sopra il mantello rosso. Il dipinto è stato restaurato e ritelato.

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Dipinto Carataco davanti all'Imperatore Claudio
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ARARPI0229467
Dipinto Carataco davanti all'Imperatore Claudio

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Dipinto Carataco davanti all'Imperatore Claudio

Olio su tela. Scuola nord-europea del XVIII secolo. Carataco fu un re celta della tribù dei britanni Catuvellauni e leader della resistenza anti-romana e celebre come combattente per la libertà. Per otto anni resistette all'invasione romana della Gran Bretagna a partire dal 43 d.C. Per otto anni fu l'uomo più ricercato dell'Impero romano, braccato senza sosta, di combattimento in combattimento, di fortezza in fortezza, sulle montagne del Galles, finché non fu tradito e consegnato ai Romani nel 51 d.C. da Cartimandua, regina dei Briganti dello Yorkshire, a cui era ricorso per chiedere aiuto. Sconfitto, fu portato in catene a Roma con tutta la sua famiglia: condotto davanti all'imperatore, il re britanno parlò con tale saggezza ed orgoglio (con il discorso riportato da Tacito nei suoi Annales) che Claudio, colpito dalle sue parole, concesse la grazia a lui, alla moglie e ai fratelli, consentendo di trascorrere il resto dei loro giorni a Roma. Il dipinto ripropone il momento della perorazione di Carataco, al centro della scena in catene, perorante con fervore la sua causa davanti all'imperatore: questi sta seduto sul suo trono, affiancato dalla moglie e attorniato da senatori e soldati. Il dipinto, restaurato e ritelato a fine '800, presenta lievi danni.

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Dipinto Figure in Preghiera
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Dipinto Figure in Preghiera

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Dipinto Figure in Preghiera

Olio su tela. La scena, in esterno ai piedi di un declivio, mostra due figure femminili accasciate e alle loro spalle un pellegrino, con il tradizionale bastone e conchiglie sul mantello. La donna in primo piano tiene in una mano una corona del Rosario, e sul suo grembo è sdraiato un fanciullo addormentato. La scena fa pensare ad un momento di preghiera dolente e contemplativa. Il dipinto, già restaurato e ritelato, presenta diverse cadute di colore e macchie. E' presentato in cornice in stile.

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Dipinto con Marina in Tempesta
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Dipinto con Marina in Tempesta

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Dipinto con Marina in Tempesta

Olio su tela. Scuola del Nord-Italia del XVIII secolo. La grande scena presenta uno scorcio di mare, in prossimità della costa abitata, fortemente agitato dalla tempesta, che ha già provocato il naufragio di una nave, collocata in primo piano sulla sinistra, sfracellata sulle rocce, mentre un'altra, sulla destra, sta subendo la stessa sorte. Alcuni marinai hanno raggiunto la riva, altri tentano di farlo sulla scialuppa di salvataggio. Tutta la scena è connotata da colori cupi e bui, anche se uno squarcio nel cielo carico di nuvoloni grigi, apre ad uno spiraglio di luce. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato con cornice a listello.

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Dipinto  Bacco e Arianna
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ARARPI0229485
Dipinto Bacco e Arianna

Da Opera di Benedetto Luti

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Dipinto Bacco e Arianna

Da Opera di Benedetto Luti

Olio su tela. Il dipinto trae origine dall'omonima opera realizzata verso la fine del Seicento dal pittore fiorentino Benedetto Luti (1666 -1724), ed attualmente conservata presso il Museo di Palazzo Chigi di Ariccia (Collezione Lemme) a Roma. La scena mitologica raffigura i due giovani protagonisti in riva al mare, sulla spiaggia di Naxos, innamorati ed ebbri: Bacco, divinità romana del vino e della vendemmia corrispondente al dio greco Dioniso, e Arianna, principessa di Creta: Il dio indica ad Arianna qualcosa in lontananza nel mare, mentre nel cielo si vede la costellazione della Corona, creata da Bacco in onore di Arianna. Tale tema mitologico fu prediletto dal Luti e gli fu più volte richiesto, come testimoniano le sue diverse repliche, almeno cinque note, nonchè le diverse copie realizzate da altri artisti. Tra queste si può annoverare la nostra, leggermente più grande dell' originale del Luti, e con alcuni piccoli particolari diversificati, secondo la buona prassi di chi copiava da artista maggiore: in particolare non è evidenziata nella nostra copia il veliero di Teseo che veleggia all'orizzonte, visibile invece nella tela del Luti; è diverso, nella forma e nei colori, il drappeggio sul corpo di Arianna, che è anche priva della coroncina di fiori sul capo. L'opera è stata restaurata e ritelata. E' presentata in cornice in stile.

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335,00€

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Dipinto Paesaggio con Architettura
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ARARPI0229490
Dipinto Paesaggio con Architettura

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Dipinto Paesaggio con Architettura

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVIII secolo. Secondo il gusto del XVIII secolo, il paesaggio proposto è dominato dai resti di un antico tempio, vestigia delle glorie passate. All'intorno una campagna con un corso d'acqua, ma sfumante in lontananza verso le cime azzurrate di una catena montuosa. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice in stile.

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615,00€

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Dipinto su Tavola Annunciazione XVI secolo
SELECTED
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Dipinto su Tavola Annunciazione XVI secolo

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Dipinto su Tavola Annunciazione XVI secolo

Olio su tavola. Scuola centro-italiana della seconda metà del '500. La sacra scena dell'Annunciazione vede le due figure protagoniste collocate in primo piano in un interno che corrisponde alla stanza di Maria. La giovane donna è seduta davanti ad un piccolo scrittoio ligneo, sorretto da figure di angeli, su cui poggiano il libro di preghiere e un vasetto con fiorellini; ai suoi piedi, il cestino del lavoro di cucito. Maria ha il corpo parzialmente rivolto all'indietro, in un movimento contorto, quasi di tentativo di fuga, come se volesse allontanarsi dall'altra figura, quella dell' Arcangelo Gabriele. Costui sta in piedi sulla destra, maestoso ed elegante, con una mano che regge un giglio e l' altra che indica verso l'alto sopra di lui, dove sta uscendo da un varco di luce la colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo. Sullo sfondo, alte colonne con drappeggi che sormontano la pedana su cui poggia il letto di Maria. La composizione rimanda, nello stile figurativo e nelle scelte cromatiche, alla pittura già manierista delle scuole del centro Italia: in particolare vi è un forte concordanza di stile e composizione con alcune opere dello stesso soggetto del pittore Bastiano Vini Detto Bastiano Veronese (1525/1530 - 1602), che dal 1540 circa visse e lavorò a Pistoia. E' in tale città che si ritrovano alcune sue Annunciazioni: in particolare quella nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie (una pala d'altare di dimensioni superiori ai due metri di altezza), mostra evidenti rassomiglianze sul piano formale e compositivo con quella qui presentata. Vi è concordanza nell' ambientazione della scena sacra: una stanza, sul cui sfondo è una tenda che copre parzialmente un letto, arredata con gli elementi essenziali alla narrazione, il leggio e la sedia riccamente ornati con cariatidi di putti o angioletti che paiono intagliati nel legno. Corrisponde, anche se con lievi variazioni, lo schema compositivo, con le due figure che si dispongono "a fregio" sullo stesso piano di posa, e corrispondono altresì i tratti somatici della Vergine e dell'Arcangelo. Si differenzia invece il pavimento, che, mentre è omogeneo nella nostra tavola, in quella pistoiese si presenta con cromie alternate a scacchiera, ma pare che tale disegno del pavimento sia stato aggiunto in un periodo successivo, in occasione del rifacimento dell'altare nel 1637-1639, in pendant con quello di altra opera dello stesso Sebastiano Vini nella stessa chiesa, una Sacra Conversazione. Pare quindi piuttosto certo che la nostra tavola sia stata dipinta guardando all'opera di Bastiano Veronese, probabilmente su richiesta specifica del committente, e prima della variazione del pavimento, quindi collocabile nella seconda metà del XVI secolo. Il dipinto è stato sottoposto a restauro, con applicazione di due rinforzi al retro della tavola. E' presentato in cornice di fine '800. (Riferimento per la pala d'altare di Pistoia: Catalogo dei beni culturali https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900035285)

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Capriccio Architettonico con Figure
SELECTED
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ARARPI0145419
Capriccio Architettonico con Figure

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Capriccio Architettonico con Figure

Olio su tela. Scuola napoletana del XVIII secolo. La scena, collocata in prossimità del mare, è dominata da un grande complesso di rovine architettoniche, con statue, archi, giardini pensili, e animata da numerose figurine di popolani intenti a diverse attività. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice antica.

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Dipinto Sacra Famiglia con Sant'Anna
ARARPI0224942
Dipinto Sacra Famiglia con Sant'Anna

Seguace di Peter Paul Rubens

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Dipinto Sacra Famiglia con Sant'Anna

Seguace di Peter Paul Rubens

Olio su tela. Il dipinto deriva dall' opera di Rubens (1577 -1640) conservata al Museo del Prado a Madrid, riprodotta in controparte in incisione da Paulus Pontius (1603 -1658), come appare anche in questa versione. Occupa il centro verticale della scena la figura di Maria, il cui volto fu ispirato a quello di Isabel Brandt, la prima moglie del pittore fiammingo, morta nel1626 ad appena 35 anni. La Madonna tiene in braccio il Bambin Gesù, che la guarda teneramente ma seriamente negli occhi, mentre una manina è poggiata sul seno scopero della madre, da cui ha appena ricevuto nutrimento; dietro, in piedi, Sant'Anna avvolge le spalle della figlia e del nipote in un tenero e protettivo abbraccio, sorridendo compiaciuta: Sul lato sinistra, un po' separato e al buio, Giuseppe assiste pensoso e preoccupato: unica figura umana che non rientra nella luce emanata dal volto del Bambino, irradiata su quello di Maria e, di riflesso, anche su quello di Sant' Anna. rispetto all'opera del maestro, è rispettata la composizione delle figure, ma variano diversi particolari, in particolare nelle vesti di Sant' Anna, di Maria, nel drappeggio che cinge i fianchi del Bambino., ad avvalorare l'ipotesi che si tratti di opera di seguace del maestro fiammingo. Il dipinto, restaurato e ritelato, si presenta in buone condizioni, con solo un graffio nel colore in alto al centro.

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Dipinto con La Sacra Famiglia a Tavola
ARARPI0224075
Dipinto con La Sacra Famiglia a Tavola

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Dipinto con La Sacra Famiglia a Tavola

Olio su tela. Scuola centro-italiana del XVII secolo. L'insolita e particolare rappresentazione presenta sulla sinistra le tre figure della Sacra Famiglia, con Gesù già fanciullo, seduti alla tavola e benedicenti il semplice pasto che si accingono a consumare (composto da frutta e pane); la scena, soggetto raffigurato piuttosto raramente e in genere con carattere di maggior sacralità per la presenza di angeli che servono il cibo alla famiglia, ha qui invece il sapore dell'intimità domestica molto normale e semplice. Spicca invece maestosamente tutto intorno alla Sacra Famiglia, lo scorcio di una città rinascimentale, con alti palazzi a logge e colonnati, presentati secondo una bell'effetto prospettico che conduce, in fondo a destra, alle mura di ingresso ad una città riccamente turrita, probabilmente Gerusalemme. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice di fine '800.

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Dipinto Clelia passa il Tevere
ARARPI0223425
Dipinto Clelia passa il Tevere

Attribuito a Domenico Lupini

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Dipinto Clelia passa il Tevere

Attribuito a Domenico Lupini

Olio su tela. Il dipinto rappresenta un episodio della mitologia romana riferito alla giovane eroina romana Clelia, che fu data come ostaggio, insieme ad altre fanciulle, al re etrusco Porsenna durante le trattative di pace con la città; Clelia riuscì però a fuggire, attraversando a nuoto il Tevere. Porsenna ne chiese la restituzione ai romani, che acconsentirono, ma ammirato dal suo eroismo, decise di liberarla consentendole di portare con sé altri prigionieri, che Clelia scelse tra i più giovani. Il momento rappresentato nel dipinto è proprio quello dell'attraversamento del fiume, del quale vi è la personificazione in primo piano a destra, nella figura dell' anziano canuto, accompagnato da una giovane donna con la cornucopia. La scena è molto dinamica, con Clelia e le altre fanciulle che creano un gruppo folto e movimentato intorno al cavallo cavalcato dalla protagonista, come ricordano alcune versioni del racconto; alle loro spalle le tende dell'accampamento del re etrusco con alcuni soldati. Al di là del fiume si trova un altro gruppo di donne che hanno già compiuto la traversata, mentre sullo sfondo si scorge la città capitolina dall'aspetto classico. L'opera, come attesta un piccolo cartiglio, è attribuita a Domenico Lupini, artista del quale non si sa molto ma del quale si può ipotizzare l'ambito di attività tra Bergamo e Venezia. Uniche due opere firmate sono una “Maddalena convertita” e un'”Annunciazione”, ma altre opere sono state a lui attribuite dalla studiosa Federica Nurchis e collocate nel monastero di Santa Chiara a Bergamo. Il dipinto presenta un caldo e raffinato cromatismo che, assieme all'eleganza dei personaggi e alla modalità compositiva, fanno ipotizzare un soggiorno veneziano di Lucini, che pare richiamare le atmosfere di Tintoretto, Veronese e Palma il Giovane. Il dipinto presenta segni di restauro e ritelatura.

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Dipinto Natura morta con Frutta, Ortaggi e Gatto
ARARPI0225885
Dipinto Natura morta con Frutta, Ortaggi e Gatto

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Dipinto Natura morta con Frutta, Ortaggi e Gatto

Olio su tela. Scuola italiana del XVII secolo. La grande composizione presenta una varietà di alimenti su un tavolo di cucina: a sinistra un grande canestro di vimini pieno di ortaggi, sormontato da un gruppo di pesci appesi; altri ortaggi sono posati sul piano del tavolo, accanto a un piatto di ciliege, ad uno con una forma di pane, e più indietro un altro con gamberi; sulla destra spicca un vaso colmo di fiori variopinti e, seduto sul rialzo di una madia, un gatto nero che si lecca tranquillamente la zampa. Spicca la nitidezza dei colori, esaltati dai riflessi di luce alcuni alimenti, come le ciliege o i gamberi, e sulla brocca in rame davanti ai fiori. Il dipinto, restauratoe ritelato, è presentato in cornice a listello.

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Dipinto Paesaggio con Rovine e Figure
ARARPI0225889
Dipinto Paesaggio con Rovine e Figure

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Dipinto Paesaggio con Rovine e Figure

Olio su tela. Il paesaggio a sviluppo verticale vede al centro una imponente struttura architettonica in rovina, invasa dalle erbacce e presentata con colori e tratti sfumati, quasi a voler sottolineare la sua decadenza. Davanti, in primo piano e ben definite, alcune figure di pastori a riposo, mentre le vacche pascolano: un pastore suona lo zufolo, il secondo, seduto appoggiato al suo bastone, osserva il terzo, il quale denudatosi, è intento a lavarsi, allungato languidamente sulla riva della pozza d'acqua. A sinistra si apre lo scorcio di cime rocciose, grigie sotto un cielo dalle atmosfere albeggianti. Il dipinto restaurato e rtielato, è presentato con cornice a listello.

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Dipinto Santa Veronica e il Sacro Velo
ARARPI0226118
Dipinto Santa Veronica e il Sacro Velo

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Dipinto Santa Veronica e il Sacro Velo

Olio su tela. Scuola toscana del XVII secolo. Secondo la tradizione cristiana, Santa Veronica fu, la "pia donna" che, vedendo la passione di Gesù che trasportava la croce e il suo volto sporco di sudore e sangue, lo deterse con un panno di lino, sul quale sarebbe rimasta l'impronta del viso di Gesù. Tale velo detto Anche Santa Sindone, è diventato pertanto il segno iconografico della santa: anche in tale dipinto Veronica appare centralmente, mentre due angeli ai lati reggono il lino su cui è impresso il volto di Cristo coronato di spine; sotto di esso, un calice che raccoglie simbolicamente il sangue divino, mentre sopra la teta della santa volteggia lo Spirito Santo. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice in stile.

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