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70 cm 144 cm

59 cm 236 cm

3 cm 13 cm
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Rissa in Osteria
ARARPI0107512
Rissa in Osteria

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Rissa in Osteria

Olio su tela. Scuola centro-Europa. Nella scena ambientata all'interno di una taverna, è descritta una rissa tra due uomini, che sono trattenuti dagli altri avventori e dalla locandiera; sul tavolo, di fianco al pranzo interrotto, le carte della partita che ha scatenato la lite. Tutta la scena è riempita dalle figure, dipinte in modo crudo e quasi grottesco, con le espressioni e le pose molto marcate, quasi teatrali, sottolineate anche dai colori vivaci. Il dipinto per queste sue caratteristiche ben si inserisce in quella produzione di scene di genere attingenti alla vita popolare colta nei suoi momenti più vivaci e caratteristici, che si generò a partire dal XVII secolo nell'Europa centrale, soprattutto nei Paesi Bassi, a sostituire con soggetti più leggeri la pittura naturalistica e religiosa, e che in Italia trovò nella "Scuola dei bamboccianti", sviluppatasi a Roma da pittori fiamminghi e italiani, un'espressione particolare. Il dipinto è stato restaurato e ritelato. E' presentato in cornice d'epoca.

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Scena di Genere dal Barbiere
ARARPI0107509
Scena di Genere dal Barbiere

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Scena di Genere dal Barbiere

Olio su tela. Scuola centro-Europa. La scena è ambientata nella bottega di un barbiere, che è intento a tagliare i capelli di un uomo sotto lo sguardo attento di altri clienti e, soprattutto, di alcune donne con i bambini, una delle quali osserva addirittura con degli occhialini il risultato dell'opera. Gli occhiali nell'arte furono introdotti dapprima come segno di distinzione, e poi anche come segno di attenzione scientifica, delineando progressivamente la figura dello studioso, del medico e del chirurgo: in questa tela in realtà sottolineano l'ironia della scena, utilizzati come strumento per un attento esame femminile del taglio di capelli del coniuge! Tutta la scena è riempita dalle figure, dipinte in modo crudo e quasi grottesco, con le espressioni e le pose molto marcate, quasi teatrali, sottolineate anche dai colori vivaci. Il dipinto per queste sue caratteristiche ben si inserisce in quella produzione di scene di genere attingenti alla vita popolare colta nei suoi momenti più vivaci e caratteristici, che si generò a partire dal XVII secolo nell'Europa centrale, soprattutto nei Paesi Bassi, a sostituire con soggetti più leggeri la pittura naturalistica e religiosa, e che in Italia trovò nella "Scuola dei bamboccianti", sviluppatasi a Roma da pittori fiamminghi e italiani, un'espressione particolare. Il dipinto è stato restaurato e ritelato. E' presentato in cornice d'epoca.

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Dipinto con Scena di Genere
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Dipinto con Scena di Genere

L'Annuncio della Sconfitta a Waterloo

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Dipinto con Scena di Genere

L'Annuncio della Sconfitta a Waterloo

Olio su tela. Scuola francese del XIX secolo. La scena, ambientata nella povera camera da di un anziano veterano di guerra, che piange nel suo letto, vede i familiari comunicargli la triste notizia della sconfitta di Waterloo, come si deduce dal foglio di giornale tra le mani della donna, su cui spicca il nome della storica località ove fu sconfitto definitivamente Napoleone Bonaparte. La tela presenta segni di restauri precedenti, in particolare è ben visibile il rattoppo in corrispondenza della figura femminile. E' presentato in cornice di inizio '900.

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David Teniers III attribuito a
SELECTED
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ARARPI0108766
David Teniers III attribuito a

Giorno di Festa al Villaggio

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David Teniers III attribuito a

Giorno di Festa al Villaggio

Olio su tela. Sul retro del dipinto sono presenti alcune etichette: una di provenienza da un mercato inglese (probabilmente un'asta di inizio '900) che riporta il titolo; un seconda di una Galleria milanese di via Montenapoleone (degli anni '30 ca.) ed infine un'etichetta di provenienza da importante collezione privata. La scena propone un momento di festa in un villaggio nordico: al centro della via uomini e donne ballano e chiacchierano, altri intanto seduti ai tavoli bevono e giocano, bambini e animaletti si rincorrono in giro; l'atmosfera è vivace e allegra. Lo stile pittorico e le modalità esecutive sono compatibili con la produzione di David Teniers III (figlio di David Teniers II il Giovane), pittore fiammingo che nella sua produzione annovera diverse scene di festa e di vita in villaggio. Restaurato e ritelato a fine '800, con cornice della stessa epoca.

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Dipinto con Scena di genere
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Dipinto con Scena di genere

Il Pranzo dei Fraticelli

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Dipinto con Scena di genere

Il Pranzo dei Fraticelli

Olio su tela. Scuola genovese del XVIII secolo. All'interno di uno stanzone con finestre ad arco aperte sulla via, un gruppo di fraticelli seduti per terra sta condividendo il semplice pasto, posato su un telo bianco. La scena rimanda all'ambito di Alessandro Magnasco detto il Lissandrino (1667 -1749), artista genovese considerato uno dei pittori più originali del Settecento italiano, che si distinse nella pittura di genere popolaresco e, in particolare, nella produzione di scene di vita di frati cappuccini o camaldolesi intenti alle più svariate attività, dallo studio in biblioteca alla confessione, dal lavoro di arrotini o falegnami nelle botteghe del convento al semplice raccoglimento intorno al fuoco: in tali opere si apprezza tutta la libertà espressiva del pennello dell'artista che si muove sulla tela con rapidi tocchi a descrivere fiammate, camini, gatti, libri, cani, povere ciotole, lenti, libri, povere vesti rappezzate, sedie e sgabelli, insomma tutto un mondo quotidiano di gesti e cose costruiti con una tecnica particolarissima e inconfondibile, fatta di un impasto di colore movimentato e quasi tutto giocato sul monocromo, su cui scendono pochi, sapienti colpi di luce a dar forma e consistenza alle ossute figure dei monaci. L'autore dell'opera qui proposta sicuramente si formò nell'ambito del Magnasco e si ispirò al suo stile, sebbene risulti più posato, senza i guizzi e le libertà interpretative, spesso dissacranti o ironiche, verso le figure dei frati; ben seppe riprendere il gioco di chiaroscuri, di luci e ombre, che sgorgano da una monocromia nella tonalità dei marroni, realizzando comunque un'opera di ottima qualità pittorica. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice dorata di inizio '900.

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Dipinto con Scena di Concertino domestico
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Dipinto con Scena di Concertino domestico

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Dipinto con Scena di Concertino domestico

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. All'interno di una cucina rurale, una famiglia di contadini si concede un momento di festa: il padre suona il mandolino, ascoltato dalla bimba che accenna a voler ballare, assistita dalla mamma, e dalle altre donne della casa, sorridenti mentre svolgono le loro mansioni domestiche. La produzione del pittore napoletano Giuseppe Giardiello guardò sempre al folklore della vita rurale e contadina partenopea, dipingendo, con toni intimistici e delicati, sia scene di vita domestica che scorci paesaggistici animati da figure. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Dipinto con Scena di Concerto
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Dipinto con Scena di Concerto

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Dipinto con Scena di Concerto

Olio su tela. Nella scena è raffigurato un concertino da camera: al centro il suonatore di spinetta, alle sue spalle il suonatore di flauto dolce e sul lato destro il maestro che dirige, che ascolta intento e muove la mano destra ad accompagnare i movimenti musicali; alle spalle del trio, dame e gentiluomini ascoltano sorridenti e partecipi. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice del XIX secolo.

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Dipinto con Scena di Genere
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Dipinto con Scena di Genere

Il Ritratto della Regina

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Dipinto con Scena di Genere

Il Ritratto della Regina

Olio su tela. In basso a destra presente firma non identificata. La grande tela presenta una scena di interno, ambientata in una corte settecentesca: nella sala riccamente arredata con tendaggi di velluto, sculture e e grandi dipinti alle pareti, una regina (identificata dal manto orlato d'ermellino), posa per il pittore che sta eseguendo il suo ritratto, attorniata dalla corte, dame e gentiluomini sorridenti, ed un prelato, che pare invece piuttosto scontento. L'opera guarda alla produzione del pittore Arturo Ricci (1854 -1919), che si specializzò in scene di genere ambientate alle corti settecentesche. IL dipinto è presentato in cornice assemblata con elementi di inizio '900.

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Dipinto di Giovanni Sottocornola
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Dipinto di Giovanni Sottocornola

Interno di Stalla

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Dipinto di Giovanni Sottocornola

Interno di Stalla

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. L'opera è stata precedentemente acquisita all'asta Sotheby's di Milano del 10/12/2007. E' stata esposta nel 1991 nella mostra "Giovanni Sottocornola. Immagini da una collezione" tenuta a Milano presso la Galleria Silbernagl. Dopo una prima fase pittorica dedicata ai ritratti e alle nature morte, Giovanni Sottocornola si avvicinò negli anni Ottanta del XIX secolo ai temi sociali, che stavano diventando i soggetti prediletti dai giovani pittori lombardi attenti agli aspetti più miseri della società, legati all'adozione di tecniche artistiche originali. Il Sottocornola abbracciò la pratica della pittura divisionista, della quale scrisse nel 1895 "Per ora è certo, sono convinto non esservi altra pittura più atta a rendere certe sensazioni che questa". Tale tipo di pittura rimase peraltro nell'artista tutta incentrata sulla luce, sulle sue incerte vibrazioni tonali, come accade nell'Interno di stalla, realizzato verso il finire degli anni Ottanta, ove sono i giochi di luci ed ombre a giocare e creare gli effetti visivi nelle pennellate di colore giocate su poche gamme cromatiche, quelle dei bruni, espresse in un'ampia molteplicità di tonalità. L'opea è presentata in cornice in stile.

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Dipinto attribuibile a Gaetano Bellei
ARARNO0208926
Dipinto attribuibile a Gaetano Bellei

Scena di Interno

ARARNO0208926
Dipinto attribuibile a Gaetano Bellei

Scena di Interno

Olio su tela. Non firmato, ma al retro è presente una dedica "Alla signora Clelia Mazzioli, con stima Gaetano Bellei 23 gennaio 1909". La grande scena, ambientata all'interno di una cucina popolare, vede una donna che legge le carte a due ragazze, che chiedono spiegazioni indicando le figure che compaiono e paiono confrontarle con un testo appoggiato sulla sedia. L'opera richiama la pittura di Gaetano Bellei, per il forte realismo con cui il pittore dipingeva soprattutto scene di vita quotidiana contadina; è considerato un maestro della raffigurazione degli affetti umani e delle reazioni e sensazioni umane. Il dipinto presenta lievi cadute di colore. E' proposto in cornice in stile.

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Grande Dipinto attribuito a Aleardo Villa
ARARNO0212452
Grande Dipinto attribuito a Aleardo Villa

Scena invernale

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Grande Dipinto attribuito a Aleardo Villa

Scena invernale

Olio su tela.. Il dipinto risulta acquistato all'asta di Finarte del 18/03/2003 con attribuzione ad Aleardo Villa e il titolo "Sinti, zingari alla periferia di Milano". La grande scena è ambientata in un paesaggio desolato e completamente ricoperto di neve: sulla sinistra in primo piano, dietro un gruppo di carri e case mobili (un accampamento gitano) una donna piange sbirciando da dietro un telo; osserva le figure che si allontanano al centro della scena, solo sagome ma ben definibili: due gendarmi affiancano un uomo in borghese, evidentemente tradotto in arresto. Un lampione e alcuni alberelli secchi e spogli occupano lo spazio sulla destra. Tutta la scena, dipinta con pennellate ampie e senza contorni, è dominata dalle sfumature bianco-grigiastre della neve, del cielo bigio, delle cime indistinte di sfondo, ovvero di tutti gli elementi naturalistici, compreso uno dei due cavalli legati a riposo, mentre gli altri elementi, le figure, l'abitazione, i lampioni, l'altro cavallo, e anche le impronte sulla neve che tracciano il percorso delle tre figure in lontananza, sono connotate da colori bruni e ocra, piuttosto spenti: l'insieme sottolinea la drammaticità della scena, forse anche la disperazione e il senso di solitudine e abbandono della donna. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice in stile.

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