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Disegno su Carta di Fausto Melotti 1972
ARARCO0190588
Disegno su Carta di Fausto Melotti 1972

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Disegno su Carta di Fausto Melotti 1972

Matita su carta. Firmato al retro. Il disegno è registrato presso l'Archivio Fausto Melotti, con codice DIS 72006. Fausto Melotti, fu un artista poliedrico e molto prolifico e risulta quasi impossibile legare la sua produzione ad una particolare tecnica o tematica, senza fornire una visione solo parziale della sua visione artistica. Le caratteristiche salienti che risultano costanti in Melotti sono il geometrismo, lo studio dell'astrazione, che lo porta ad utilizzare elementi realistici ma non accurati scientificamente, e il disporre gli elementi in modo che ricordino un ritmo musicale, un particolare che rimanda alla sua formazione da musicista Scultore, pittore, musicista, poeta, realizzò numerosi disegni progettuali per le sue opere. Il disegno ha rappresentato per lui un esercizio fondamentale, per trasfondere l' originale tratto grafico dai fogli di carta nelle sculture e nelle ceramiche. Le sculture per cui è maggiormente conosciuto sono costituite da elementi geometrici realizzati con metalli (ottone, ferro e oro) lavorati in filamenti sottili, dando vita a composizioni eteree, senza peso e quasi fragili. L'opera è presentata in cornice.

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Dipinto di Mario Previ
ARARCO0245269
Dipinto di Mario Previ

Il Taglialegna 1980

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Dipinto di Mario Previ

Il Taglialegna 1980

Olio su vetro. In basso a sinistra presenti la firma e la data, accompagnate dal simbolo dell'artista, la figurina stilizzata di un uomo in carrozzina. E' un'opera su vetro del pittore Mario Previ, che dall'età di diciotto anni vive e dipinge su una carrozzina, per una tetraplegia conseguente ad un tuffo nel suo Taro. Ha detto di sè :" Il mondo, il passare del tempo, da questo punto di vista (la sedia a rotelle) insegnano tante cose. Impari a svegliarti ogni mattina con uno scopo, anche se il tuo corpo è dolente, se ogni gesto genera sofferenza e dipendi dagli altri e mollare potrebbe essere una soluzione facile. E invece, l'arte, la pittura, insieme alla serenità del mio mondo, degli amici, mi danno un'energia incredibile. Mi hanno salvato, dandomi la forza di vivere". Nel 1974, tre anni dopo l'incidente, ispirato da una trasmissione televisiva sui pittori naif jugoslavi, in particolare dalle opere su vetro di Mijo Kovacic, Previ inizia a dipingere e ad imparare l'arte della pittura su vetro da autodidatta, fino ad arrivare a farsi conoscere ed apprezzare per i suoi dipinti. Nei suoi naif Mario Previ racconta una realtà ormai quasi scomparsa, storie reali se pur in tono fiabesco, fa rivivere tradizioni perdute, spaccati di vita appartenuta ad altre generazioni, quelle della civiltà contadina (da cui peraltro lui proviene), ma ciò che più emerge dalle sue visioni sono le “forë”, quelle che si potevano ascoltare un tempo nei “firossi”, le serate tradizionali delle frazioni del parmense dedicate al ritrovarsi per raccontare aneddoti, racconti e curiosità storiche, spesso di fronte al fuoco del caminetto, quando fuori c'era freddo e nevicava. L'opera è presentata in cornice.

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Charles Moody (1979)
ARTCON0000422
Charles Moody (1979)

Olio su compensato

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Charles Moody (1979)

Olio su compensato

Charles Moody (1979), olio su compensato. Firmato al retro. L'opera è stata esposta alla personale dell'artista "Borderland" presso la Galleria Corso Venezia Otto a Milano, come dimostra il cartiglio cartaceo al retro. Charles Moody si laurea nel 2003 all'Art Institute of Boston e, dopo tre anni vissuti a Milano, sceglie di vivere a New York. Nella sua arte l'attenzione è rivolta al processo (arte concettuale, process art) più che al contenuto dell'immagine ed è in questo scarto che la pittura si esprime al meglio. Un'arte che nasce dall'approvazione di immagini televisive (quasi mai cinematografiche) ed in particolare da popolari soap opera. Il lavoro di Moody va oltre l'immagine mediale di massa personalizzando la scelta su immagini particolari che, ai suoi occhi, offrono una potenzialità narrativa; sono immagini di transizione, momenti di passaggio tra una scena e l'altra. L'artista si serve di una manualità pittorica ad olio per riprodurre la bassa qualità dell'immagine televisiva esaltando l'effetto "blurring", di sfocatura. Ci troviamo di fronte ad una perdita della dimensione spaziale, in una temporalità confusa-diffusa-impalpabile in cui si fa fatica a riconoscere i confini (appunto "Borderland"). In queste distorsioni percettive, in cui il tempo si dilata si espande, ogni quadro rappresenta un "punto di indiscernibilità" all'interno del quale il riconoscimento dell'oggetto rappresentato passa in secondo piano. Il tempo di Moody non è né cronaca né storia ma sospensione. (Da "Charles Moody, Borderland", a cura di Gianni Romano, catalogo della mostra, CorsoVeneziaOtto, novembre-dicembre 2009)

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Danilo Martinis
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Danilo Martinis

Volto Femminile 2001

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Danilo Martinis

Volto Femminile 2001

Olio su tela. Datato e firmato al retro. Nato a Seregno, Danilo Martinis si è formato con Osvaldo Minotti. Pittore e designer, ha arredato residenze prestigiose in tutto il mondo, le sue opere sono particolarmente apprezzate negli Emirati Arabi e in Russia. Egli ama esprimere i suoi pensieri attraverso immagini grafico-figurative rese attraverso effetti geometrici e giochi cromatici, utilizzando come interpreti prevalentemente le figure femminili. In quest'opera propone un primo piano di un viso femminile, esaltandone l'espressività attraverso i giochi di colore nelle gamme del giallo.

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Disegno di Fausto Melotti
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Disegno di Fausto Melotti

Progetto per Scultura

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Disegno di Fausto Melotti

Progetto per Scultura

Matita su carta filigranata. Firmato in basso a sinistra. Il disegno è corredato di autentica su foto dell'Archivio Fausto Melotti, con codice DIS 36 015, riportante i dati dell'opera. Fausto Melotti, fu un artista poliedrico e molto prolifico e risulta quasi impossibile legare la sua produzione ad una particolare tecnica o tematica, senza fornire una visione solo parziale della sua visione artistica. Le caratteristiche salienti che risultano costanti in Melotti sono il geometrismo, lo studio dell'astrazione, che lo porta ad utilizzare elementi realistici ma non accurati scientificamente, e il disporre gli elementi in modo che ricordino un ritmo musicale, un particolare che rimanda alla sua formazione da musicista Scultore, pittore, musicista, poeta, realizzò numerosi disegni progettuali per le sue opere. Il disegno ha rappresentato per lui un esercizio fondamentale, per trasfondere l' originale tratto grafico dai fogli di carta nelle sculture e nelle ceramiche. Le sculture per cui è maggiormente conosciuto sono costituite da elementi geometrici realizzati con metalli (ottone, ferro e oro) lavorati in filamenti sottili, dando vita a composizioni eteree, senza peso e quasi fragili. L'opera è presentata in cornice.

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Nikas Safronov
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Nikas Safronov

San Giorgio 1992

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Nikas Safronov

San Giorgio 1992

Olio su tavola. Firmato in basso a destra. Al retro in cirillico presenti il titolo, la data e la localizzazione a Bergamo. L'artista lituano, che attualmente vive e lavora tra Mosca, l'Italia e il Regno Unito, è considerato uno dei più importanti artisti russi contemporanei. Nella sua ampia produzione si trovano paesaggi, nature morte, molti ritratti di personaggi famosi e le sue composizioni surreali, espressione di una sua peculiare "visione onirica" della realtà. Anche in questa tavola, seppur nello stile delle icone tradizionali, viene proposta la raffigurazione del famoso San Giorgio in una chiave surreale che rimanda a De Chirico, ove al drago viene sostituito un'oca, la testa del santo è un uovo, di contorno vi sono figure di maghe..... un'interpretazione chiaramente poco ortodossa! La tavola presenta una fenditura verticale. L'opera è presentata in cornice.

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Remo Bianco
ARARCO0153493
Remo Bianco

Tableau doré

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Remo Bianco

Tableau doré

Tecnica mista su compensato (pittura e fogli di carta argento). Al retro presente autentica con timbro e firma della sorella dell'artista. L'opera appartiene alla serie dei Tableaux dorés, opere realizzate dall'artista milanese Remo Bianco a partire dagli anni '50. Nato e formatosi a Milano, Remo Bianco fu allievo di De Pisis, presso il cui studio frequentò i grandi artisti del Novecento italiano (Carrà, Sironi, Savinio, Soffici, Soldati, Marini, Cantatore). Dopo la parentesi della guerra (arruolato, affondò con la sua nave e fu fatto prigioniero a Tunisi), riprese la sua attività artistica a Milano, partecipando al Movimento Nucleare e allo Spazialismo, arrivando a staccarsi completamente dalla pittura figurativa per creare opere fatte di pennellate pure. All'inizio degli anni Cinquanta cominciò a realizzare opere, pittoriche e scultoree, con materiali diversi e a sperimentare temi e tecniche differenti; a questa produzione appartengono i Tableaux dorés, composti da lamine di alluminio argentato o dorato su basi dipinte. L'opera è presentata in cornice.

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Composizione astratta,anni '70
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Composizione astratta,anni '70

Scultura - volume

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Composizione astratta,anni '70

Scultura - volume

Scultura volume a bassorilievo, costituita da anelli e altre sagome in metallo montati su pannello metallico. In cornice.

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Dipinto di Gabriella Benedini
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Dipinto di Gabriella Benedini

Composizione a quattro pannelli, 1978

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Dipinto di Gabriella Benedini

Composizione a quattro pannelli, 1978

Tecnica mista su tela applicata a pannelli lignei, che propongono una sequenza. In basso a destra la sigla dell'artista GB e la numerazione dei pannelli; al verso di ciascun pannello è presente la firma per esteso, con la data e i seguenti titoli sequenziali: "By Bosch", "Declinazione di una civetta", Trascrizione" e "Scomparsa per civetteria". Gabriella Benedini ha definito la sua figura d'artista come "un nomade alla ricerca del senso profondo delle cose". Anche se attratta e interessata dalla pittura astratto-informale prima, dal Realismo Esistenziale e dalla Nuova Figurazione poi, Gabriella Benedini procede per una ricerca strettamente personale non assimilabile ad alcuna corrente specifica. Tutti gli anni Settanta sono segnati prevalentemente da opere pittoriche che sono il riflesso di spunti letterari filtrati dal suo bisogno di crescita e di confronto. Attraverso poi la sua passione per l'Alchimia, la Benedini comincia a trasformare in opere d'arte qualsiasi cosa le capiti sottomano; conchiglie, pagine di vecchi libri, flaconi, tutto si combina in un insieme armonioso che ricorda gli spazi. I suoi lavori diventano perciò soprattutto tridimensionali, o da appendere a parete, oppure sono sculture, anche di grandi dimensioni. I quattro pannelli sono qui presentati in cornice unica.

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Serigrafia di Alberto Burri
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Serigrafia di Alberto Burri

Sestante 14 1989

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Serigrafia di Alberto Burri

Sestante 14 1989

Serigrafia a colori su carta. Firmata a matita in basso a destra, numerata n. IV/XV in basso a sinistra. E' corredata di autentica su foto della Casa d'arte "Il borghetto" di Milano. L'opera era parte della serie "Sestante", costituita da 16 serigrafie differenti. Nel 1982 Alberto Burri realizza Sestante, un grande ciclo di diciassette cellotex e una scultura in ferro, che viene esposto da maggio a settembre dell'anno seguente nello spazio degli ex Cantieri navali della Giudecca a Venezia. L'evocazione del vecchio strumento nautico, che serviva ai viaggiatori per stabilire la posizione di un punto dato rispetto all'orizzonte, è un omaggio al destino marittimo di Venezia. I dipinti sono l'ennesima sfida di Burri: nelle loro combinazioni le forme e i colori del "sestante" creano un ciclo inesauribile dove non c'è la minima ripetizione. All'interno dello stesso quadro, o nell'accostamento di uno all'altro, il caleidoscopio delle forme fa sì che strutture quadrate e curvilinee convivano, insieme ad ampie campiture cromatiche e fitti patterns visivi. Nel 1989 l'artista ripropone il ciclo come opera grafica, realizzando la serie "Sestante". Lo storico dell'arte Bruno Corà ha detto che "nel caso di Burri, parlare di grafica non significa parlare di una produzione minore rispetto ai dipinti, ma soltanto di una modalità artistica diversa e parallela, nella concezione e nell'esecuzione, tale insomma da potersi annoverare con assoluto rilievo nella produzione del grande pittore, a fianco di tutti gli altri suoi rivoluzionari pronunciamenti innovativi". L'opera è presentata in cornice.

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Bill Davis
ARARCO0114447
Bill Davis

Fiore Urbano 2016

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Bill Davis

Fiore Urbano 2016

Tecnica mista: su legno dipinto fiore in tessuto in un campo geometrico. Firmato e datato al retro. L'artista dice di sè: "E' il grande amore per l'arte che mi ha spinto a concretizzare emozioni e visioni coloristiche che da sempre vivevano nella mia vivace immaginazione. Suggestioni che derivano da varie influenze pittoriche che ho rivisitato in una personale interpretazione".

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Dipinto di Luca Caccioni 1991
ARARCO0240072
Dipinto di Luca Caccioni 1991

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Dipinto di Luca Caccioni 1991

Tecnica mista su carta. Al retro il timbro dell'artista con la firma, il titolo (non decifrato) e la data dell'opera. Caccioni, artista che è nato, si è formato e vive tuttora a Bologna, è uno dei protagonisti di una generazione che è giunta ormai ad una definitiva maturazione linguistica e occupa uno spazio di rilievo all'interno del panorama artistico contemporaneo. La sua ricerca utilizza principalmente materiali inconsueti come gli acetati, il pvc e, più recentemente, fondali scenici di opere teatrali dell'Ottocento, sui quali interviene dipingendo forme tratte da una memoria personale e dalle suggestioni provenienti da culture e periodi storici diversi. Elemento ricorrente nell'opera di Luca Caccioni è la scrittura, segno autosignificante che disegna l'opera ed è capace di raccontare pensieri; lavorando per sovrapposizione, le immagini sono costruite per addizione o sottrazione del colore sui vari supporti. Opera in cornice.

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Dipinto di Luca Caccioni
ARARCO0240073
Dipinto di Luca Caccioni

Studio 1992

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Dipinto di Luca Caccioni

Studio 1992

Tecnica mista su carta. Firmato e datato in basso, con titolo. Al retro il timbro dell'artista con la firma, il titolo e la data dell'opera. Caccioni, artista che è nato, si è formato e vive tuttora a Bologna, è uno dei protagonisti di una generazione che è giunta ormai ad una definitiva maturazione linguistica e occupa uno spazio di rilievo all'interno del panorama artistico contemporaneo. La sua ricerca utilizza principalmente materiali inconsueti come gli acetati, il pvc e, più recentemente, fondali scenici di opere teatrali dell'Ottocento, sui quali interviene dipingendo forme tratte da una memoria personale e dalle suggestioni provenienti da culture e periodi storici diversi. Elemento ricorrente nell'opera di Luca Caccioni è la scrittura, segno autosignificante che disegna l'opera ed è capace di raccontare pensieri; lavorando per sovrapposizione, le immagini sono costruite per addizione o sottrazione del colore sui vari supporti. Operqa in cornice.

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Composizione a tecnica mista di Milvia Maglione
ARARCO0231497
Composizione a tecnica mista di Milvia Maglione

Senza Titolo 1961

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Composizione a tecnica mista di Milvia Maglione

Senza Titolo 1961

Tecnica mista su carta e cartone. Firmato e datato '61 in alto a destra. La composizione - perchè tali sono i lavori dell'artista originaria di Bari ma vissuta a Parigi- , presenta alcuni oggetti provenienti dal mondo del giocattolo (le due bottigliette in plastica) assemblati insieme a chiodi, scotch dipinto, carta oleata, passamaneria, su una base di carta e cartone, a creare un paesaggio immaginifico, una sorta di scenografia per un mondo infantile. L'operaè presentata in cornice..

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Vyacheslav Sawich Mikhailov
ARARCO0151422
Vyacheslav Sawich Mikhailov

Coppia di Disegni ad Inchiostro

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Vyacheslav Sawich Mikhailov

Coppia di Disegni ad Inchiostro

Inchiostro su carta. Uno dei due è firmato in basso a destra. Le opere dell'artista russo Vyacheslav Sawich Mikhailov sono esposte in prestigiosi musei come la Galleria Tretyakov o il Museo d'Arte Moderna di Mosca, il Museo Nazionale d'Arte Russa, il Museo d'Arte Anticonformista di San Pietroburgo. Considerato autore di stampo espressionista, realizza con tecniche diverse scene di intensa drammaticità. Il disegno qui proposto fa parte di una serie di scene piene di figure intrecciate drammaticamente tra di loro in contorsioni del corpo, con elementi allegorici e chiazze di colore spesso rosso, a evocare il sangue. In cornice.

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Dipinto di Emilio Scanavino
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ARARCO0231646
Dipinto di Emilio Scanavino

Senza Titolo 1971

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Dipinto di Emilio Scanavino

Senza Titolo 1971

Acrilico su cartone. Firmato in basso a destra. Accompagnato da Autentica su foto firmata dall'artista, con timbro della Galleria Bolzicco di Portogruaro (VE). Pubblicato su Catalogo generale edizioni Electa (vol.II, pag. 535, n. 230). Emilio Scanavino, pittore e scultore originario di Genova, dopo un inizio figurativo diede alla sua pittura caratteristiche postcubiste, con le forme che si stilizzarono progressivamente sino a dissolversi del tutto nei primi anni '50. Nel '54 nelle sue tele cominciò a comparire il nodo stilizzato, che divenne il suo segno caratteristico, caratterizzante tutta la sua produzione successiva. Nella produzione degli anni '70, a cui appartiene l'opera qui presentata, il "nodo" diventa perfettamente delineato e riconoscibile, declinato in inquietanti forme, talvolta minacciose e macchiate di rosso sangue. L'opera è presentata in cornice.

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Disegno su Carta di Fausto Melotti 1984
ARARCO0190586
Disegno su Carta di Fausto Melotti 1984

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Disegno su Carta di Fausto Melotti 1984

Tempera, matita e carboncino su carta. Firmato al retro. Il disegno è registrato presso l'Archivio Fausto con codice DIS 84020. Fausto Melotti, fu un artista poliedrico e molto prolifico e risulta quasi impossibile legare la sua produzione ad una particolare tecnica o tematica, senza fornire una visione solo parziale della sua visione artistica. Le caratteristiche salienti che risultano costanti in Melotti sono il geometrismo, lo studio dell'astrazione, che lo porta ad utilizzare elementi realistici ma non accurati scientificamente, e il disporre gli elementi in modo che ricordino un ritmo musicale, un particolare che rimanda alla sua formazione da musicista Scultore, pittore, musicista, poeta, realizzò numerosi disegni progettuali per le sue opere. Il disegno ha rappresentato per lui un esercizio fondamentale, per trasfondere l' originale tratto grafico dai fogli di carta nelle sculture e nelle ceramiche. Le sculture per cui è maggiormente conosciuto sono costituite da elementi geometrici realizzati con metalli (ottone, ferro e oro) lavorati in filamenti sottili, dando vita a composizioni eteree, senza peso e quasi fragili. L'opera è presentata in cornice.

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Disegno a Biro di Mario Tozzi
ARARNO0209515
Disegno a Biro di Mario Tozzi

Figura in Riposo 1969

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Disegno a Biro di Mario Tozzi

Figura in Riposo 1969

Biro su carta. Firmato in basso a destra. Corredato di autentica su foto dell' Archivio Mario Tozzi. Nell'ampia produzione del maestro Tozzi si trovano molti disegni, come questo qui presentato, eseguiti con tecniche diverse (inchiostro, pastello, matita, sanguigna), dedicati alla figura umana: nel suo stile asciutto e stilizzato, Mario Tozzi tratteggia figurine stilizzate, raffinate nella loro geometria silenziosa e discreta, favorita dall'assenza del colore, che fa risaltare le forme sulla carta bianca Anche nella produzione pittorica i soggetti preferiti di Mario Tozzi sono, classicamente, le figure e le nature morte, ma sia le figure che le nature morte sono un insieme di elementi geometrici solidi, la sfera, il cilindro, il cono, etc. I corpi sono elementari, essenziali nelle linee e nei particolari, possenti, statuari, composti da solidi appena modellati, mentre le nature morte sono una celebrazione della geometria euclidea come le brocche, le ciotole, i fiaschi che sono paradigmi di volumetria e di rigore geometrico. Le composizioni di Mario Tozzi risentono del Cubismo per certi tagli, della Metafisica per certi inserimenti architettonici e dell'Astrattismo per l'inserimento di figure geometriche. L' opera è presentata in cornice.

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Dipinto di Paolo Baratella
ARARCO0221351
Dipinto di Paolo Baratella

Platone e Aristotele

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Dipinto di Paolo Baratella

Platone e Aristotele

Tecnica mista su tela. Al verso presenti firma, titolo, data e dedica. Paolo Baratella, artista ferrarese recentemente scomparso, ha sviluppato la sua arte componendo vasti cicli pittorici ispirati a soggetti contemporanei; di lui si hanno pertanto delle serie di opere riunite sotto titoli significativi. Dalla fmetà degli anni '80 e negli anni Duemila, i suoi apparati scenografici si arricchiscono maggiormente di riferimenti iconografici culturali, pittorici e letterali. In particolare Baratella si rivolge con maggiore attenzione all`iconografia dell`arte, della filosofia e della storia. In quest'opera l'artista presenta i ritratti dei due sommi filosofi greci (presi dalle loro raffigurazioni tradizionali classiche) e li sfuma in una cornice di colori rosa-azzurro. Le due singole tele sono affiancate all'interno di una cornice in legno lavorato, sui cui due traversi orizzontali sono incise le parole "Timeo" opera scritta da Platone, e "Etica" tema ricorrente della filosofia aristotelica.

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Pannello scultura in rame e ottone, anni '70
ARTCON0000682
Pannello scultura in rame e ottone, anni '70

ARTCON0000682
Pannello scultura in rame e ottone, anni '70

Pannello in rame e ottone, lavorato a figure geometriche irregolari. Montato su pannello ligneo laccato bianco. Ispirato alle opere dello scultore e pittore Lino Bersani (Genova 1935).

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