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artista

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L'Assalto del Puma
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L'Assalto del Puma

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L'Assalto del Puma

Olio su tela. Cruenta scena che rappresenta il momento in cui un puma femmina assale due cani da guardia, che seppure sciolti dalla catena, soccombono all'attacco improvviso. Già restaurato e ritelato, necessita di pulizia. Presentato in cornice dorata in stile.

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Grande Paesaggio con Scena di Caccia
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ARTPIT0001449
Grande Paesaggio con Scena di Caccia

La caccia al Cinghiale

ARTPIT0001449
Grande Paesaggio con Scena di Caccia

La caccia al Cinghiale

Olio su tela. La scena, ambientata alle pendici di un monte, presso le rive di un fiume ove è intento all'opera un pescatore con la lenza, è centrata sul movimentato e ricco gruppo di figure di cacciatori, vestiti alla foggia di cavalieri, che armati di spade e lance e con l'aiuto dei cani, danno il colpo finale al cinghiale ormai ferito e agonizzante. Il grande formato evidenzia la committenza importante, sottolineata anche dall'abbinamento a dipinto simile. Lo stile rimanda alla pittura del nord-ovest italiano; quadri di tal formato e di tali soggetti, spesso in coppia, si trovavano diffusamente nei piccoli castelli piemontesi e lombardi: ad esempio, nell'inventario del 1739 del castello di Orio Canavese (a nord di Torino) sono descritti, nel salone centrale, “due quadri grandi bislonghi rapresentanti due caccie una del Cervo, e l'altra del Cinghiale senza cornici”, che poi si ritrovano, dopo vendite successive in altri inventari. Restaurato e ritelato. Presentato in cornice in stile.

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Giovanni Boni
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Giovanni Boni

Scena d'Assedio

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Giovanni Boni

Scena d'Assedio

Olio su tela. Al di fuori delle fortificazioni di una città un condottiero, attorniato dai suoi soldati, si accinge ad accendere la miccia del cannone. L'esercito difende la cittadella al di fuori delle mura e i soldati scrutano l'orizzonte guardando verso il basso: ciò induce a collocare la scena sulle fortificazioni di una città, in particolare di quelle di Genova che si ergono sulle montagne retrostanti e dalle quali i genovesi difendevano la città dagli attacchi provenienti dal mare; la collocazione a Genova è avallata dallo stendardo che sventola sulle mura, la Croce di San Giorgio (croce rossa in campo bianco) vessillo della Repubblica di Genova. La foggia delle armature, delle armi e delle vesti rimanderebbe all'assedio di Genova del 1522. Si tratta quindi della rappresentazione ottocentesca di un episodio storico, che rientra perciò in quella produzione pittorica diffusa ampiamente in Italia nel XIX secolo, ispirata al nuovo romanzo storico proposto dalla letteratura. Sul retro del telaio è riportato il nome G. Boni, insieme a un numero che rimanda alla partecipazione a mostra ufficiale. Giovanni Boni fu allievo dell'Accademia di Brera, in particolare seguace di Giuseppe Sogni, artista che tra i primi predilesse la pittura a soggetto storico nelle sue innovative declinazioni romantiche. Del Boni non si conosce molto, nè dal punto di vista biografico nè della sua produzione. Di sua sicura attribuzione si conosce solamente il Nudo d'uomo (Accademia dipinta) con cui vinse il primo premio per la Scuola del Nudo a Brera nel 1852. L'opera rende con efficacia espressiva le figure e il pathos della scena; i personaggi in primo piano sono molto ben caratterizzati nelle pose, nelle espressioni, nei dettagli degli abiti e delle armi, mentre poi le altre figure sfumano in secondo piano, suggerendo la presenza di un esercito numeroso. Il dipinto, ancora in prima tela, presenta piccole diffuse cadute di colore. E' presentato in cornice in stile.

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Allegoria dell'Amore
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ARARPI0097148
Allegoria dell'Amore

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Allegoria dell'Amore

Olio su tela. Scuola nord-europea. Si tratta di una divertente scena allegorica dell'amore profano, che vuole dimostrare come tutte le persone, di qualunque ceto sociale e di tutte le età, possono cadere nella trappola dell'innamoramento. Lo sfondo della tela è occupato da una enorme nassa, la rete a canestro usata in alcuni tipi di pesca, sopra l'imbocco della quale siede un putto violinista, intento a suonare; la nassa è affollata di coppie, mentre una sfilata di altre cammina davanti ad essa per raggiungerne l'entrata. Tra di esse vi sono coppie di anziani e di giovani, coppie di ricchi e di poveri, nobili, borghesi e proletari: tutti hanno espressioni liete e leggere, si lanciano sguardi innamorati o guardano benevolmente alla felicità degli altri. All''interno della nassa è presente addirittura una coppia di reali, che corrispondono per fattezze e abbigliamento all'elettore palatino della Renania, Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg e alla seconda moglie Anna Maria Luisa de'Medici. Al retro del dipinto è presente un'etichetta che riporta una storica attribuzione a Jan Frans Douven (1656-1727): l'artista olandese che dal 1682 si trasferì a Düsseldorf come pittore ufficiale alla corte dell'elettore palatino della Renania, realizzando soprattutto scene della vita quotidiana del principe e della sua seconda moglie. L'etichetta confermerebbe quindi l'ambito di attribuzione ad artista del XVII-XVIII secolo del nord-Europa. Il dipinto proviene da collezione storica milanese. Presenta tracce di restauri e un rattoppo. In cornice in stile.

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Ritratto di Signora
ARTNOV0001800
Ritratto di Signora

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Ritratto di Signora

Olio su tavola. Firmato in basso a destra e al retro Verschafeldt. Piccole cadute di colore. Presentato in cornice coeva, con mancanze.

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu
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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

Cartone originale, ad olio, per la preparazione della vetrata della chiesa di Viggiù (Varese), per la quale il maestro realizzò varie opere. Quest'opera è accompagnata da perizia su foto, firmata da Alessandro Grassi, maestro vetraio che, nel suo laboratorio di vetrate artistiche (che ha collaborato con numerosi architetti e artisti italiani e stranieri) ha poi realizzato le vetrate finali in collaborazione con il maestro. S.Ambrogio, patrono di Milano, è raffigurato nella sua veste di arcivescovo, nell'atto di negare l'ingresso in chiesa all'imperatore Teodosio I che si era macchiato di gravi delitti, pur professandosi cristiano. Opera in cornice.

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Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte
ARARPI0099244
Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte

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Venere e le Grazie Danzano davanti a Marte

Olio su tela. Scuola Nord-Italia. Nella scena quattro fanciulle danzano, accompagnandosi con diversi strumenti: Venere, che si distingue per la corona sul capo, batte su un triangolo, le tre Grazie hanno un tamburello e delle nacchere. In basso al centro, un fanciullo le accompagna con il flauto, mentre sulla sinistra, seduto su una roccia appoggiato alla sua spada, le osserva il dio Marte. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice antica ridorata.

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Luigi Bini
ARARNO0120465
Luigi Bini

Natura Morta con Uva Fichi e Mele 1932

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Luigi Bini

Natura Morta con Uva Fichi e Mele 1932

Olio su cartone telato. Firmato e datato in alto a destra. La composizione presenta frutti autunnali, uva e mele nel portafrutta in metallo sbalzato, fichi sulla tovaglietta. L'artista toscano Luigi Bini fu pittore, ceramista e scultore, che non si sentiva legato alle tecniche tradizionali ma amava sperimentarne di nuove. Le sue opere pittoriche, tra le quali prevalgono i ritratti e gli studi di figura, furono realizzate prevalentemente a pastello e a tempera per conseguire vivaci e morbidi passaggi cromatici mediante ampi tocchi di pennello. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Domenico De Bernardi
ARARNO0120460
Domenico De Bernardi

Paesaggio

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Domenico De Bernardi

Paesaggio

Olio su tavola. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presente timbro "Domenico De Bernardi -Besozzo", ad autentica. La pittura del De Bernardi si inserisce nel solco della tradizione paesaggistica lombarda di stampo otto-novecentesco. Egli visse sempre a Besozzo, suo paese natale della provincia di Varese, ma viaggiò parecchio, in Italia e fuori d'Italia raccogliendo impressioni e ricercando, per riviverli nella sua opera, paesaggi nuovi; in particolare raccolse nuove suggestioni da un viaggio in Libia negli anni trenta, dal quale tornò con una tavolozza più vivace e mediterranea. Il paesaggismo fu il genere che predilesse, ma fu spesso attratto anche, con risultati altrettanto significativi, dalla 'natura morta'. Il piccolo paesaggio qui presentato è uno scorcio di colline su cui svettano cime più alte sullo sfondo, forse proprio le zone prealpine d'origine dell'artista; un piccolo borgo riempie il centro della scena, nella quale spiccano in particolare i diffusi steccati delle coltivazioni. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Madonna Orante
ARARNO0120541
Madonna Orante

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Madonna Orante

Olio su tela. Monogramma in basso. Al retro in alto sul telaio è presente il nome dell'autrice, una pittrice amatoriale, con la data di realizzazione, la dedica ad un'amica e il riferimento di ispirazione, una Madonna di Luca della Robbia. In discrete condizioni, il dipinto è presentato in cornice dorata di fine '800.

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Rodolfo Paoletti
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Rodolfo Paoletti

Gondole a Venezia

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Rodolfo Paoletti

Gondole a Venezia

Olio su compensato. Firmato in basso a destra. Scorcio di calle veneziana con gondola che parte dal piccolo molo. Nato e formatosi artisticamente a Venezia, da famiglia di artisti, Paoletti si trasferì successivamente a Milano, ove continuò la sua carriera dedicandosi, oltre che alla pittura, all'illustrazione di riviste. Il tema veneziano rimase peraltro ricorrente nella sua produzione pittorica: mantenendo il legame con la pittura vedutista veneziana di fine '800, Paoletti traduce in forme di colore e luce gli scorci della sua città. In cornice coeva.

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Ernesto Alcide Campestrini
ARARNO0122037
Ernesto Alcide Campestrini

Dal Terrazzo Lungomare Lavagna 1972

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Ernesto Alcide Campestrini

Dal Terrazzo Lungomare Lavagna 1972

Olio su faesite. Firmato in basso a sinistra. Al retro il titolo, la data e l'ubicazione del paesaggio. L'artista milanese, figlio del famoso pittore Alcide Davide Campestrini, si dedicò alla natura morta, alla pittura di figura e al paesaggio alpino, con una tecnica legata alla scuola paterna ed alla tradizione tardo ottocentesca. In cornice in stile.

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Paesaggio con Sosta dei Cavalli
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ARARPI0117714
Paesaggio con Sosta dei Cavalli

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Paesaggio con Sosta dei Cavalli

Olio su tela. La grande scena è ambientata all'entrata di un villaggio in prossimità di una sosta per i cavalli: numerosi cavalieri sono fermi con le loro bestie, a cui provvedono i servitori e i villani che riempiono di fieno la mangiatoia; uno dei servitori, sulla destra, fa abbeverare gli animali nel corso d'acqua che scorre lì vicino. Di sfondo, le case del villaggio disposte lungo il fiume, che a destra sfocia poi nel paesaggio collinare. Si tratta di un'opera realizzata con grande probabilità da un autore fiammingo operante in Lombardia. Alcuni richiami del vestiario e della costruzione indicano per certo la contaminazione nord-europea, mentre altri particolari indicano la localizzazione lombarda di realizzazione. Il dipinto proviene da una prestigiosa dimora storica di famiglia nobile lombarda. Ancora in prima tela, presenta nella fascia più bassa alcuni tagli. E' presentato in sottile cornice coeva.

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Paesaggio con Figure
ARARPI0126908
Paesaggio con Figure

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Paesaggio con Figure

Olio su tela. Su un sentiero di campagna è descritta una scena di seduzione: una giovane donna in piedi accenna a mostrare il proprio corpo all'uomo seduto a riposare con la compagna; mentre lui distoglie lo sguardo, la moglie fissa accorata la giovane meretrice, trattenendo il compagno per la mano. Sul sentiero spuntano altri viandanti. Forse di significato allegorico, il dipinto sottolinea il contrasto tra la freschezza, la luminosità e l'ardore del giovane corpo femminile, la cui bellezza viene ostentata, e la forma mal definita, infagottata, quasi nascosta dei corpi dei due anziani. Sul retro del dipinto è riportata a matita un'ipotesi di attribuzione a Giuseppe Gambarini (1680-1725). Nonostante la dubbia attribuzione, il dipinto è ben realizzato nella qualità pittorica e nella resa del soggetto. Restaurato e ritelato, è presentato in cornice antica riadattata.

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Noel Quintavalle (Noelqui)
ARARNO0126882
Noel Quintavalle (Noelqui)

Papaveri in Vaso 1948

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Noel Quintavalle (Noelqui)

Papaveri in Vaso 1948

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Composizione di papaveri in vaso, con Madonnina in ceramica sulla parete retrostante. Noel Quintavalle (noto con lo pseudonimo Noelqui), nativo di Ferrara ma cresciuto e formatosi artisticamente a Milano, fu artista poliedrico. Laureato in architettura, si formò alle arti da autodidatta, ma dopo la grande guerra a cui partecipò attivamente, si distinse velocemente ed espose in numerose mostre nazionali e internazionali; nel frattempo svolse anche attività letteraria pubblicando vari volumi (satira, fiabe, novelle memorie della guerra) e si cimentò anche con la scultura e la xilografia. La sua produzione pittorica, iniziata come divisionista, fu poi influenzata dalla sintesi della pittura moderna. I soggetti a lui più cari furono il ritratto (con predilezione per le figure femminili particolari, quali le ballerine) e il paesaggio. E' degli anni '40 la sua produzione di soggetti floreali, legata al periodo in cui recuperò il bisogno di interiorità, avvicinandosi ai concetti estetici dell'arte del “Novecento”. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Ritratto di Giovane Donna 1858
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Ritratto di Giovane Donna 1858

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Ritratto di Giovane Donna 1858

Matita, carboncino e biacca su carta. Firmato (Amalia Bianchi?) e datato in basso a destra. Molto efficace l'utilizzo dei diversi pigmenti pittorici, che creano giochi di chiaro-scuri e ben sottolineano gli elementi della figura. Il ritratto è presentato in cornice ottocentesca lignea, abbellita da inserti in cuoio a foggia di foglie e fiori, con alcune piccole cadute e mancanze.

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Scorcio Portuale
ARARNO0118043
Scorcio Portuale

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Scorcio Portuale

Olio su tela. Firmato S. Ronzoni in basso a destra. L'artista propone una veduta presso il porto, con barchette ormeggiate alla banchina e i marinai intenti a caricare a spalla le merci; i tratti pittorici sono a pennellate larghe e senza contorni, i colori in poche gamme che sfumano le une nelle altre a creare un'atmosfera sospesa. Il dipinto è presentato in cornice in stile, con mancanze.

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Maddalena Penitente
ARARPI0128702
Maddalena Penitente

ARARPI0128702
Maddalena Penitente

Olio su rame. La Maddalena, avvolta nei suoi lunghi capelli con i quali copre la sua nudità, volge gli occhi al cielo ove si affacciano angeli. Intorno a lei un paesaggio brullo. Il dipinto è presentato in cornice del '900.

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Edgard Farasyn
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Edgard Farasyn

Scena di Lavoro sulla Spiaggia

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Edgard Farasyn

Scena di Lavoro sulla Spiaggia

Olio su tela. Firmato in basso a destra. L'imponente scena descrive l'impresa di tirare a riva una barca con un traino di cavalli: le sei possenti bestie sono le protagoniste, dislocate a coppie su diversi piani, mentre alcuni pescatori provvedono a sistemare le funi di traino; mare, cielo e spiaggia si pongono su tre linee parallele, che sfumano anche cromaticamente l'una nell'altra; perpendicolare a queste linee, il pennone della barca, che realizza l'unione tra i tre elementi. Edgar Pierre Jozef Farasyn (il suo nome appare anche come "Edgard Farasyn" e "Edgard Farasijn".) artista belga formatosi ad Anversa ove poi lavorò, fu pittore, acquarellista, incisore, grafico. I Inizialmente dipinse scene per bambini, ma dal 1885 passò alla pittura all'aria aperta, dipingendo molte scene cittadine e nel vecchio mercato del pesce di Anversa, ma anche molti paesaggi campestri e vedute dei villaggi. Attratto dal mare, vi soggiornò regolarmente, realizzando molte scene realistiche della vita dei pescatori e delle loro famiglie. I suoi primi lavori si caratterizzavano per uno stile realistico, con colori piuttosto grigi e cupi, e con un'atmosfera rigorosa. Successivamente egli passò ad un uso più luminoso del colore e ad una rappresentazione sottile della luce. L'opera qui presentata per le notevoli dimensioni (inusuali per l'artista), fanno pensare ad un lavoro per una committenza importante. E' presentato in ricca cornice dorata di inizio '900.

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Natura Morta con Fiori
ARARPI0107500
Natura Morta con Fiori

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Natura Morta con Fiori

Olio su tela. La composizione floreale rientra nell'ampia produzione di tale soggetto che si diffuse in Italia e in Europa a partire dal XVII secolo, con scopi prettamente decorativi. Il dipinto qui proposto presenta tracce di restauri precedenti ed è stato ritelato, ma necessita di ulteriore pulizia. E' presentato in cornice antica rilaccata.

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