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Alessandro Papetti
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ARTCON0000751

Alessandro Papetti

Molo 12, 2014

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Alessandro Papetti

Molo 12, 2014

Olio su tela. Firmato e datato in basso a destra. Ulteriore firma, data e titolo al retro. Nato e formatosi a Milano, dove tuttora lavora, Alessandro Papetti ha cominciato sin dagli anni '80 e continua tuttora ad esporre in mostre e gallerie prima in Italia e poi all'estero, sia in Europa che negli Stati Uniti. Dal 1995 la sua attività si svolge tra Milano e Parigi. La produzione artistica di Papetti si è svolta per tematiche: partito con la serie di Ritratti negli anni '80 e '90, si è dedicato successivamente, nel XXI secolo, ai Reperti (interni di fabbrica) e all'Archeologia industriale, al ciclo dell'Acqua, per approdare poi ai Paesaggi, agli Interni e alla serie dei Cantieri navali, a cui appartiene l'opera proposta. Porti industriali, bacini di carenaggio e giganteschi scafi, corpi di navi espressi nella loro grandezza e nella loro fragilità, vengono presentati attraverso pennellate frenetiche e pastose, a tratti materiche, con l'intento di "uscire" dalla realtà, di porsi nei confronti del “contenitore” con un atteggiamento psicologico differente, a ricercare una dimensione dell'esistenza inafferrabile. L'opera è presentata in cornice.

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Ritratto di Giovane Donna 1858
ARAROT0118961

Ritratto di Giovane Donna 1858

ARAROT0118961

Ritratto di Giovane Donna 1858

Matita, carboncino e biacca su carta. Firmato (Amalia Bianchi?) e datato in basso a destra. Molto efficace l'utilizzo dei diversi pigmenti pittorici, che creano giochi di chiaro-scuri e ben sottolineano gli elementi della figura. Il ritratto è presentato in cornice ottocentesca lignea, abbellita da inserti in cuoio a foggia di foglie e fiori, con alcune piccole cadute e mancanze.

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Ritratto di Signora
ARTNOV0001800

Ritratto di Signora

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Ritratto di Signora

Olio su tavola. Firmato in basso a destra e al retro Verschafeldt. Piccole cadute di colore. Presentato in cornice coeva, con mancanze.

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu
ARTNOV0001834

Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

Cartone originale, ad olio, per la preparazione della vetrata della chiesa di Viggiù (Varese), per la quale il maestro realizzò varie opere. Quest'opera è accompagnata da perizia su foto, firmata da Alessandro Grassi, maestro vetraio che, nel suo laboratorio di vetrate artistiche (che ha collaborato con numerosi architetti e artisti italiani e stranieri) ha poi realizzato le vetrate finali in collaborazione con il maestro. S.Ambrogio, patrono di Milano, è raffigurato nella sua veste di arcivescovo, nell'atto di negare l'ingresso in chiesa all'imperatore Teodosio I che si era macchiato di gravi delitti, pur professandosi cristiano. Opera in cornice.

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Ritratto di Gentiluomo
ARARPI0057231

Ritratto di Gentiluomo

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Ritratto di Gentiluomo

Olio su tela. Scuola centro-europea. Efficace ritratto di gentiluomo, che pur nella posa austera, è vivacizzato dal gioco di colori che si impone allo sguardo: spicca la seta fiorata del panciotto, con lo jabot in pizzo bianco, circondato dai colori degli altri tessuti, il verde della marsina, il blu e ocra del manto. Risaltano infine l'incarnato roseo del viso e il rosso della bocca. Già restaurato e ritelato. E' presentato in cornice di fine '800.

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Noel Quintavalle (Noelqui)
ARARNO0126880

Noel Quintavalle (Noelqui)

Paesaggio 1927

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Noel Quintavalle (Noelqui)

Paesaggio 1927

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro è presente cartiglio con l'indirizzo dello studio dell'artista e il titolo dell'opera; a matita è presente inoltre annotazione del proprietario (anch'egli pittore) "Dono dell'autore, 19-03-1930". Noel Quintavalle (noto con lo pseudonimo Noelqui), nativo di Ferrara ma cresciuto e formatosi artisticamente a Milano, fu artista poliedrico. Laureato in architettura, si formò alle arti da autodidatta, ma dopo la grande guerra a cui partecipò attivamente, si distinse velocemente ed espose in numerose mostre nazionali e internazionali; nel frattempo svolse anche attività letteraria pubblicando vari volumi (satira, fiabe, novelle, memorie della guerra) e si cimentò anche con la scultura e la xilografia. La sua produzione pittorica, iniziata come divisionista, fu poi influenzata dalla sintesi della pittura moderna. I soggetti a lui più cari furono il ritratto (con predilezione per le figure femminili particolari, quali le ballerine) e il paesaggio. Il paesaggio qui presentato - uno scorcio collinare, con una ampia veduta che si apre dal sentiero sotto l'albero frondoso - appartiene al periodo del Noelqui ancora vicino al Divisionismo, in cui egli utilizzava una tecnica a pennellate piccole, quasi puntiformi, dando una maggiore luminosità e circondando ogni elemento o figura di una magica aura. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Carlo Balestrini
ARAROT0126393

Carlo Balestrini

Nel Parco 1909

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Carlo Balestrini

Nel Parco 1909

Olio su tela. Firma, data e localizzazione a Milano in basso a sinistra. L'artista milanese Carlo Balestrini predilesse, nella sua produzione di impronta impressionista, due soggetti: gli scorci di Milano e della sua periferia popolare, e i cavalli, raffigurati sia in campagna che nei parchi cittadini. Anche in quest'opera è proposto uno scorcio di un parco in autunno, con figure di personaggi a passeggio. La tela presenta un piccolo buco centrale e segni di sporco.

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Ritratto di Giovane Donna
ARAROT0130703

Ritratto di Giovane Donna

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Ritratto di Giovane Donna

Olio su tela. Ritratto di una giovane donna della borghesia, con il capo cinto da una ghirlanda di roselline e l'abito della festa, ripresa in esterno e girata di tre quarti, con il capo volto all'indietro a guardare il pittore. In prima tela, l'opera presenta alcune piccole cadute di colore e un piccolo foro. E' presentata in cornice dorata di fine '800, riadattata.

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Piero Galanti
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Piero Galanti

Scorcio Montano

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Piero Galanti

Scorcio Montano

Acquarello su carta. Firmato in basso a sinistra. Artista bresciano, Piero Galanti realizzò prevalentemente paesaggi, nature morte e ritratti. Lo scorcio montano alpino, brullo e innevato, è animato dalla presenza di un branco di stambecchi. L'opera è presentata in cornice.

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Giorgio Oprandi
ARARNO0124290

Giorgio Oprandi

Paesaggio

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Giorgio Oprandi

Paesaggio

Olio su tavola. Firmato in basso a destra. Il paesaggio, con montagne che incombono sul laghetto, è caratterizzato dal gioco dei colori, utilizzati in sole due gamme: cielo, montagne e lago sono distinti solo dalle sfumature tenui dell'azzurro, mentre le piante acquatiche e la sottile striscia di terra piana, creano stacchi di colore verde. Nato a Lovere, in provincia di Bergamo, Giorgio Oprandi compie i suoi studi d'arte nella città capoluogo, all'Accademia Carrara, spostandosi poi a Roma dopo i primi successi. Partecipa alla prima guerra mondiale nel corpo degli alpini, producendo una serie di vedute alpine caratterizzate dalle minuscole sagome dei soldati intenti alla guerra. Dal 1923 cominciano i suoi viaggi nel continente africano, ove gira diversi paesi soggiornandovi a lungo e realizzando diverse sue opere; gli anni '20-'30 sono caratterizzati dalla sua produzione orientalista e da una intensa partecipazione a mostre di carattere coloniale nazionali e internazionali. Nel 1940 compie un lungo viaggio in Albania, che racconta attraverso una serie di pregevoli ritratti di taglio etnografico. Rientrato nella città natale, l' Oprandi ricerca la solitudine e scompare dai circuiti espositivi ufficiali, esponendo solo nella sua casa-studio di Bergamo e poi di Lovere: di quest'ultimo periodo sono gli scorci paesaggistici del Lago di Iseo e dei dintorni. L'opera proposta, che potrebbe rientrare in quest'ultima produzione, è presentata in cornice coeva.

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Giovanni Cavalleri (1858-1934)
ARARNO0129783

Giovanni Cavalleri (1858-1934)

Verso le Dune Ricordi Libici

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Giovanni Cavalleri (1858-1934)

Verso le Dune Ricordi Libici

Olio su compensato. Firmato in basso a sinistra. Al retro a matita il titolo. Opera del pittore di origini bergamasche Giovanni Cavalleri che si affermò prevalentemente come affreschista, realizzando affreschi per numerose chiese delle valli bergamasche. Non sdegnò peraltro anche la ritrattistica e la paesaggistica, volta a rappresentare scorci delle sue montagne ma anche marine e scorci dei luoghi dai lui visitati. In questa tela propone un soggetto inconsueto ma in voga per le tendenze orientaliste della seconda metà dell'800: come è specificato dal titolo al retro, riporta un ricordo di un suo viaggio in Libia raffigurando uno scorcio del deserto con due figure di cammelli in corsa. L'opera è presentata in cornice coeva rilaccata.

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Ernesto Alcide Campestrini
ARARNO0122037

Ernesto Alcide Campestrini

Dal Terrazzo Lungomare Lavagna 1972

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Ernesto Alcide Campestrini

Dal Terrazzo Lungomare Lavagna 1972

Olio su faesite. Firmato in basso a sinistra. Al retro il titolo, la data e l'ubicazione del paesaggio. L'artista milanese, figlio del famoso pittore Alcide Davide Campestrini, si dedicò alla natura morta, alla pittura di figura e al paesaggio alpino, con una tecnica legata alla scuola paterna ed alla tradizione tardo ottocentesca. In cornice in stile.

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Ernesto Alcide Campestrini
ARARNO0122038

Ernesto Alcide Campestrini

Neve al Parco di Milano 1947

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Ernesto Alcide Campestrini

Neve al Parco di Milano 1947

Olio su faesite. Firmato in basso a sinistra. AL retro è presente il titolo con ulteriore firma e data; presente inoltre specifica del titolo, che riconosce il ponticello del parco raffigurato. L'artista milanese, figlio di famoso pittore Alcide Davide Campestrini, si dedicò alla natura morta, alla pittura di figura e al paesaggio alpino, con una tecnica legata alla scuola paterna ed alla tradizione tardo ottocentesca. Il dipinto è presentato in cornice in stile.

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Vittore Zanetti Zilla
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Vittore Zanetti Zilla

Interno di Chiesa

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Vittore Zanetti Zilla

Interno di Chiesa

Olio su tela. Firmato al retro. Nato da una agiata famiglia veneziana, Vittore Zanetti Zilla comincia a dipingere da autodidatta, ispirandosi a Giacomo Favretto amico di famiglia per passare poi all'Accademia di Belle Arti veneziana sotto la guida di Guglielmo Ciardi. Difatti, sul suo modello, passa dalle scene di genere del suo primo periodo, alla pittura di paesaggio. Cominciando a viaggiare, inizialmente in Italia, si avvicina molto alla scuola napoletana; dal 1898 cominciano i suoi lunghi viaggi all'estero, che lo avvicinano alle più diffuse istanze paesaggistiche europee, portandolo ad adottare un linguaggio pittorico modernissimo. Allestisce le sue prime mostre personali soprattutto in area tedesca e austriaca, ove riscuote successo; la contaminazione estera avviene anche nella scelta della tecnica pittorica, spostandosi dall'acquarello alla pittura ad olio e infine alla tempera, che lo caratterizzerà successivamente. Con la prima guerra mondiale Zanetti Zilla rientra in Italia, prima a Firenze e poi a Milano, ma avvicinandosi molto al genere del paesaggio veneziano e appassionandosi infine alla natura morta. Con il passaggio all'uso della tempera, Zanetti Zilla affina quella tecnica che diventerà suo tratto distintivo: attraverso pennellate larghe e grasse, realizza opere intensamente vivaci nel colore e velate di una lucentezza di porcellana ottenuta grazie alla finale verniciatura ad olio. L'opera presentata propone l'interno di una chiesa con figure in preghiera. La tecnica pittorica esprime già quella contaminazione dalla pittura nord europea, collocandola già nel periodo di fine '800-inizio '900. Il dipinto è presentato in cornice dorata di inizio '900.

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Giovanni Boni
ARAROT0116058

Giovanni Boni

Scena d'Assedio

ARAROT0116058

Giovanni Boni

Scena d'Assedio

Olio su tela. Al di fuori delle fortificazioni di una città un condottiero, attorniato dai suoi soldati, si accinge ad accendere la miccia del cannone. L'esercito difende la cittadella al di fuori delle mura e i soldati scrutano l'orizzonte guardando verso il basso: ciò induce a collocare la scena sulle fortificazioni di una città, in particolare di quelle di Genova che si ergono sulle montagne retrostanti e dalle quali i genovesi difendevano la città dagli attacchi provenienti dal mare; la collocazione a Genova è avallata dallo stendardo che sventola sulle mura, la Croce di San Giorgio (croce rossa in campo bianco) vessillo della Repubblica di Genova. La foggia delle armature, delle armi e delle vesti rimanderebbe all'assedio di Genova del 1522. Si tratta quindi della rappresentazione ottocentesca di un episodio storico, che rientra perciò in quella produzione pittorica diffusa ampiamente in Italia nel XIX secolo, ispirata al nuovo romanzo storico proposto dalla letteratura. Sul retro del telaio è riportato il nome G. Boni, insieme a un numero che rimanda alla partecipazione a mostra ufficiale. Giovanni Boni fu allievo dell'Accademia di Brera, in particolare seguace di Giuseppe Sogni, artista che tra i primi predilesse la pittura a soggetto storico nelle sue innovative declinazioni romantiche. Del Boni non si conosce molto, nè dal punto di vista biografico nè della sua produzione. Di sua sicura attribuzione si conosce solamente il Nudo d'uomo (Accademia dipinta) con cui vinse il primo premio per la Scuola del Nudo a Brera nel 1852. L'opera rende con efficacia espressiva le figure e il pathos della scena; i personaggi in primo piano sono molto ben caratterizzati nelle pose, nelle espressioni, nei dettagli degli abiti e delle armi, mentre poi le altre figure sfumano in secondo piano, suggerendo la presenza di un esercito numeroso. Il dipinto, ancora in prima tela, presenta piccole diffuse cadute di colore. E' presentato in cornice in stile.

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Igor Andreev
ARARCO0106175

Igor Andreev

Volto

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Igor Andreev

Volto

Pittura su pietra. Firmata al retro Igor And. La pietra è trasformata in un volto particolare, vivace e curioso; sul lato ulteriore decorazione, con un paesaggio di cielo, terra e fiori. Igor Andreev, artista russo nato a Leningrado nel 1952, è scappato dall'Unione sovietica nel 1972 durante un viaggio in Canada,decidendo in tale nuova vita di dedicarsi all'arte. Nel 1981 si è trasferito a Parigi, dove vive e lavora. Nei suoi lavori, definiti come Neo-Pop art, egli utilizza materiali e forme semplici per creare un mondo positivo, gioioso e pieno di colore.

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Ubaldo Oppi
ARARNO0056496

Ubaldo Oppi

Il suonatore di zampogna

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Ubaldo Oppi

Il suonatore di zampogna

Olio su compensato. Anni '30 circa. Firmato in basso a destra e al retro. Ubaldo Oppi, bolognese di nascita, ebbe una vita, anche artisticamente, molto travagliata: studiò pittura prima a Vienna poi girando l'Europa, fermandosi a lungo a Parigi dove frequentò Picasso; rientrò poi a Venezia cominciando a esporre. Nel 1915 partì per il fronte, nel corpo degli alpini, e combatté fino al 1918, quando venne deportato a Mauthausen. Nel primo dopoguerra Oppi, stabilitosi a Milano, si avvicinò attraverso Margherita Sarfatti al Movimento dei Sette pittori del novecento italiano, al quale però rimase legato solo per breve periodo. Fu presente a numerose Biennali a Venezia e all'estero, nel febbraio 1926 prese parte alla I Mostra del Novecento italiano, allestita nel palazzo della Permanente di Milano. Nel 1928 maturò la sua conversione al cattolicesimo, che introdusse il soggetto religioso nella sua produzione pittorica, fino ad allora incentrata soprattutto sul quadro di figura e la ritrattistica. Scoppiata la guerra, nel 1941 riprese servizio nell'esercito, ma ben presto i problemi di salute lo riportarono a Vicenza, ove morì il 25 ottobre 1942. L'opera proposta è un soggetto di genere, il vecchio suonatore ripreso di primo piano. E' presentata in cornice coeva, da restaurare.

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Ritratto maschile
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Ritratto maschile

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Ritratto maschile

Olio su tela. Scuola lombarda. Il dipinto, già attribuito a Sofonisba Anguissola e come tale proposto in asta alla Casa d'Aste Hampel il 26/06/2014, ha in effetti tutte le caratteristiche pittoriche che rimandano alla mano della pittrice cremonese Sofonisba Anguissola (1530 ca.- 1625), che fu ritrattista affermata ed apprezzata, tanto che lavorò quattordici anni alla corte di Spagna. In tutti i ritratti da lei realizzati, risalta notevole la capacità espressiva e l'intensità degli sguardi dei personaggi, che rivelano i "moti dell'anima". Il dipinto proposto è stato reintelato nel XIX secolo ed è presentato in cornice dorata del XVIII secolo; sul retro di essa è presente piccola etichetta d'epoca di inventario di una collezione.

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Alcide Davide Campestrini
ARARNO0122043

Alcide Davide Campestrini

Studio per Quadro Storico

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Alcide Davide Campestrini

Studio per Quadro Storico

Olio su carta. Al retro è presenta autentica del figlio Ernesto, che specifica anche il titolo; presenta anche etichetta di inventario. Alcide Davide Campestrini, pittore trentino ma formatosi artisticamente all'Accademia di Brera di Milano, ove anche insegnò, ebbe una produzione vasta e variegata nella quale si trovano soggetti religiosi, paesaggi, ritratti e scene di genere di fine Ottocento, alcune scene militari di intento patriottico del primo Novecento,come anche decorazioni di ville e palazzi (specialmente del Trentino), alle quali l'artista lavorò nel dopoguerra. E' stato definito un "errante della pittura", che ha attraversato stili e generi diversi, declinando la pittura e il disegno tra il neoimpressionismo e timidi accenni di figurazione “astratta”, con anche incursioni nel realismo e nella denuncia sociale. Il bozzetto presentato è a tema storico, una figura in toga romana, con la lira ai suoi piedi, seduto su uno scranno, forse l'imperatore Nerone. IL dipinto è presentato in cornice in stile.

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Scena di Mercato
ARAROT0120561

Scena di Mercato

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Scena di Mercato

Olio su tela. La scena propone un mercatino popolare, con donne che espongono i loro prodotti su bancarelle di fortuna e mercanteggiano con altre popolane; nell'ambientazione compaiono delle rovine sulla destra e una tenda di fortuna sulla sinistra. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice in stile.

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